IL SEDANO NERO DI TORRICELLA PELIGNA, L’ANTICO ORTAGGIO DAL COLORE INTENSO E GUSTO DELICATO

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TORRICELLA PELIGNA – Colore verde intenso, gusto presente e delicato, croccante ad ogni assaggio. Sono le caratteristiche più evidenti del Sedano nero di Torricella Peligna (Chieti), un prodotto molto utilizzato in antichità e oggi riscoperto grazie all’impegno di cinque produttori locali che hanno costituito, insieme al Gal Maiella Verde, il progetto di comunità, finalizzato alla promozione dello stimato “lacce nere de Trucelle”.

Coltivato in paese dagli inizi del 1700, è stato un prodotto molto usato e anche molto ricercato. Tant’è che all’epoca non c’era mercato nei comuni limitrofi che non lo presentasse come uno degli ortaggi di nicchia del territorio. Negli anni Ottanta, con l’industrializzazione della Val di Sangro e lo spopolamento delle aree interne, la coltivazione si è ridotta notevolmente per poi tornare in voga negli ultimi anni, con l’iniziativa di alcuni produttori locali che in realtà non hanno mai abbandonato l’idea del pregio e della qualità del laccio toricellano.

Usato come alimento, a sé o complementare, ma anche come toccasana per salute per le sue proprietà benefiche – è ricco di acqua, potassio e vitamina A, ha pochissime calorie ed è un ottimo diuretico – il sedano nero è da sempre un ortaggio immancabile nella cucina casalinga.

“Il legame tra le prime coltivazioni e il paese di Torricella Peligna – racconta a Virtù Quotidiane Anna Di Marino (nella foto sotto), produttrice e responsabile del progetto di comunità – deriva dalla grande ricchezza di acqua posseduta dai terreni, in particolar modo quelli vicini alle fontane. Gli agricoltori del tempo, considerando anche il fatto che il paese è sempre stato dedito all’attività agricola, si sono adoperati per la produzione con un riscontro molto positivo tra i consumatori”.  “L’abbondanza di acqua, il clima favorevole e il terreno prevalentemente argilloso – aggiunge – hanno dato vita all’ortaggio locale più rappresentativo che ha, proprio per le caratteristiche della terra dove viene coltivato, un colore verde scuro, definito nero”.

Il processo produttivo comincia ogni anno a dicembre quando, con Luna mancante o calante, seguendo la tradizione degli antenati, il seme viene piantato nel semenzaio. Entro marzo nascono le piantine che vengono messe in piccoli vasetti. Dopodiché, a maggio, le piante sono trasferite in pieno campo. La raccolta avviene da agosto, quando le piantine sono completamente sviluppate, fino al mese di dicembre. Il clima è una componente essenziale soprattutto nella fase della germogliatura, quando la temperatura è di 18/20 gradi.

Al momento i produttori consorziati nel progetto di comunità coltivano complessivamente un ettaro di terreno ma l’obiettivo è quello di arrivare a cinque ettari, uno per ogni azienda agricola. Questo per quanto riguarda il prodotto fresco. In realtà l’iniziativa si arricchirà presto di molti altri alimenti e bevande derivati dalla trasformazione del sedano fresco. In cantiere ci sono la birra al sedano, la marmellata, il pesto, la pasta artigianale e il sedano essiccato.

“L’obiettivo – spiega Anna Di Marino – è quello di concedere ai produttori maggiori opportunità di vendita. E questo aspetto potrebbe invogliare altri attori a far parte del progetto”.

L’impiego dell’ortaggio in cucina è molto vasto. È usato nell’insalata, per il pinzimonio, nel minestrone e nelle vellutate. Secondo la tradizione gastronomica abruzzese, può essere un ottimo sostituto del prezzemolo nelle pallotte cace e ove o l’ingrediente protagonista di un piatto antico come laccio e patate. L’alimento, peraltro raccomandato da numerosi nutrizionisti, può essere inoltre adoperato per gli estratti – l’estratto di sedano con acqua tonica e limone o con prosecco è un ottima bevanda rinfrescante – o con la frutta, ad esempio in una macedonia di melone, mela e sedano.

“Ci auguriamo che molto presto i giovani si appassionino al progetto di promozione del prodotto con il nostro stesso entusiasmo”, auspica Anna Di Marino che insieme agli altri produttori, al Gal Maiella Verde e a una rete di consumatori, perlopiù ristoranti, bar e aziende alimentari, ha organizzato lo scorso 7 dicembre la prima festa del Sedano nero di Torricella Peligna, con un menu completamente dedicato al prezioso ortaggio. “Che potrebbe far riavvicinare i ragazzi alla terra e migliorare l’economia dell’intero paese – aggiunge la referente dell’iniziativa –. Sappiamo che è un progetto molto ambizioso, ma ci crediamo profondamente”.

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