LOCANDA SAN MICHELE, LA CUCINA DELLA TRADIZIONE TERAMANA SI VESTE DI NUOVO


TOSSICIA – Un cambiamento radicale di vita. L’inizio di una nuova avventura, poi il Covid, il lockdown, la ripartenza. Ma l’entusiasmo e la voglia di alzare di più l’asticella e far crescere il progetto sono sempre crescenti.

La storia di Locanda San Michele in contrada Camerale di Tossicia (Teramo) comincia ufficialmente il 18 settembre 2019, ma le origini risalgono al 2010, quando Gianluca Catalini, di Montorio al Vomano (Teramo) decide di dare una svolta alla sua carriera. “Ero amministratore di un’impresa edile di proprietà di famiglia – racconta a Virtù Quotidiane – . Prima ancora ho avuto un’esperienza per 23 anni come responsabile acquisti e sistemi informativi per un’azienda locale. La ristorazione non era nemmeno nei miei pensieri, ma poi le cose capitano e cambiano tutto”.

Nel 2010 Gianluca acquista un rudere con un ampio terreno annesso a Tossicia e decide di partecipare a dei bandi regionali rivolti alle attività produttive. Con quei finanziamenti, ha creato la locanda, il cui nome riprende la chiesa di San Michele Arcangelo che si trova sulla collina di Colledonico e che porta avanti insieme al fratello Emiliano.

In questo luogo, nel quale il design si fonda sull’utilizzo dei materiali dello stabile precedente, con travi in legno e mattoncini antichi e dalle ampie vetrate che fanno dialogare il locale interno con gli ampi spazi all’aperto che lo circondano, prende vita una cucina della tradizione, ma rivisitata. A gestirla ci sono Jacopo Divisi e Paride Furia, due giovanissimi chef, di 23 e 25 anni.
“Durante il lockdown – continua Gianluca – il precedente cuoco ha preso altre strade. Io ho incontrato Paride e Jacopo due bravissimi chef e sommelier che arrivavano dall’Enoteca centrale di Teramo. È iniziata una bellissima collaborazione con cui stiamo portando avanti un progetto in costante crescita, sia sotto l’aspetto culinario che del servizio. All’esterno abbiamo allestito nel giardino un gazebo per il ristorante, da usare anche per la piccola banchettistica”.

Dalla cucina di Locanda San Michele saltano fuori i piatti tipici della tradizione teramana, che assumono una veste estetica e al palato nuova, con il formaggio fritto, ad esempio, che viene avvolto da una panatura al panko, o il tortello al manzo in brodo, con tartufo nero, affumicato al legno di ulivo. Il tutto abbinato soprattutto a una carta dei vini abruzzese.

Di sogni Gianluca, con i suoi 75 coperti all’interno (pre Covid) e una sessantina all’aperto, ne ha tanti. “Vogliamo in futuro ampliare il progetto per continuare la nostra ricerca sulla cucina teramana e non – anticipa – magari riservando la struttura qui a Tossicia per eventi e cerimonie su prenotazione, costruendo al piano superiore delle camere”.

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