PASQUA, DAI FORNAI ABRUZZESI PROFUMI E SAPORI DELLA TRADIZIONE


L’AQUILA – “Diciamocelo chiaramente: è Pasqua e dai forni si spande un avvolgente ‘profumo di buono’. È un ‘buono’ che i panificatori, artigiani dell’alimentazione, sono capaci di generare con le loro mani, la loro sapienza e le loro storie personali, familiari e del territorio dove operano. E questo ‘profumo di buono’ è fatto soprattutto di prodotti tipici e della tradizione locale che in Abruzzo e Molise sono rappresentati da pupe, cavallucci, pulcini, galletti, fiadoni, cocorozzi e buccellati”.

Lo ricordano i panificatori della Federazione degli esercenti specialisti dell’alimentazione (Fiesa) Confesercenti, esortando ad acquistare locale per sostenere commercio e produzioni regionali.

“Nella nostra memoria abbiamo ben presenti queste tipicità tradizionali in quanto i nostri genitori, la mattina della Pasqua, ci facevano dono di queste squisitezze, fatte con prodotti reperibili nelle nostre case e in quelle dei nostri amici contadini, allevatori e mugnai, dolci e salati”, dice Angelo Pellegrino, direttore Fiesa Abruzzo e Molise. “Infatti, il ripieno era, ed è fatto di formaggi e ricotte di mucca e di pecora, di uova raccolte nei pollai di casa, di zucchero, di miele dal sapore dei boschi e dei campi vicini, di marmellate fatte dalle nostre mamme e dalle nostre nonne”.

“Vi assicuro che mentre scrivo avverto il gusto e il profumo di proprio di Pupe, Cavallucci e altro che mi riportano all’infanzia, al tepore familiare, al focolare domestico che mi ha visto crescere e mi fanno sentire parte di quest’oggi in cui la tecnologia e la globalizzazione tentano di standardizzare prodotti, gusti, tecnologie e cambiamento delle esigenze del consumatore. Vi confesso che, guardando le foto che gli amici fornai dell’Abruzzo e del Molise mi hanno inviato in questi giorni, mi rendo conto che se non ci fossero stati loro, Panificatori artigiani, avremmo perso delle vere eccellenze della gastronomia che accomunano due regioni che da sempre si sentono un’unica entità territoriale, storicoculturale, religiosa e turistica”.

“In piena sintonia con Fiesa Assopanificatori Confesercenti, questi fornai, questi amici, questi operatori e produttori del sano e del fresco, della genuinità, della tipicità e della tradizione, questi alimentatori di emozioni sensoriali, questi facilitatori di serenità, nonostante abbiano una organizzazione aziendale all’avanguardia e al passo con i tempi moderni, danno tutto loro stessi affinché non si perda nel tempo il buono del passato”.

“Questi fornai oggi, per la Pasqua, fanno anche colombe, uova di Pasqua e altri prodotti standard delle festività. Ma la loro attenzione è riservata ai piccoli dolci che riescono ancora a emozionare piccoli e grandi. Per questo, oggi, Pupe, Cavallucci, Pulcini, Galletti, Fiadoni, Cocorozzi e Buccellati fanno parte della ricerca, della valorizzazione e della promozione di prodotti tipici enogastronomici ed agroalimentari di qualità dei paesi, dei borghi abruzzesi e molisani, sia dell’entroterra che della costa adriatica. E diciamocela tutta! Questi prodotti, vere e proprie eccellenze, veicolano l’interesse dei turisti sempre alla ricerca di tipico e tradizionale”, aggiunge Pellegrino.

“E allora, vi posso confidare che questo gruppo di amici fornai (Vinceslao Ruccolo, di San Vito Chietino, Giovanni De Lollis, di Civitaluparella, Anna e Giulia Cirone, di Silvi Marina, Americo Baiocco, di Montereale, Gianfranco Fallucchi, di Casacalenda, Claudio D’angelo, di Castel Mauro, Mario Porrone, di Agnone, Camillo De Cristofaro, di Petacciato, Giuseppe Ciavalini, di Ortona, Romano Fioriti, di Tornareccio) sono impegnati in una filosofia di vita alla cui base vi è un ‘Sistema del Tipico e del Tradizionale’ che rappresenta proprio una risorsa fatta di conoscenze e produzioni locali capace di rispondere ad una domanda vasta per sviluppare la sostenibilità di questi prodotti tipici, adottando vere e proprie strategie di valorizzazione in collaborazione con gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni), le Camere di Commercio, i Gal, i Flag, le Dmc e le Pmc per attivare sistemi locali attivi e funzionali”.

“Questi fornai, questi maestri dell’arte bianca, questi imprenditori impegnati a garantire la sicurezza alimentare, questi operatori di freschezza e di genuinità”, ricorda Pellegrino, “hanno l’obiettivo di evidenziare che le eccellenze dei vari territori regionali proposte per le festività pasquali, sono capaci di rendere visibile un ambito non solo enogastronomico e agroalimentare, ma anche e soprattutto socioculturale, storico, religioso, turistico ed economico, proprio perché sono consapevoli dell’ampia importanza che la genuinità dei prodotti alimentari hanno nella nostra tradizione”.

“Permettetemi di lasciarvi immersi tra dolci e salate sensazioni che possono essere trasmesse solo da chi ha la fortuna di poterseli procurare anche ripercorrendo momenti della propria infanzia in vere e proprie tappe di gastronomia tipica, tradizionale e sensoriale. Guardate bene le foto allegate; chiudete gli occhi e lasciatevi andare in un mondo incantato di profumi e sapori”.

“Ebbene, chi scrive deve dire ‘Grazie’ a questi amici fornai che hanno incrociato la strada della sua vita e che lo hanno accolto tra loro, per le ‘emozioni vere’ che spandono nella vita di ognuno di noi”, conclude il direttore Fiesa.

LE FOTO

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