PROCESSO ALL’AMATRICIANA, L’ACCADEMIA DELLA CUCINA DELL’AQUILA INVOCA FABRIZI E VA IN APPELLO

FOSSA – Le ragioni della difesa e quelle dell’accusa non hanno convinto la “corte”, che alla fine del dibattimento ha dovuto invocare Aldo Fabrizi per uscirne: “Soffriggete in padella staggionata, cipolla, ojo, zenzero infocato, mezz’etto de guanciale affumicato e mezzo de pancetta arotolata…”.

Il “giudice” Fabrizio Lazzaro, alla fine ha dovuto dare appuntamento all’appello, nel Processo all’Amatriciana andato in scena al ristorante Le Fiaccole di Fossa (L’Aquila).

La versione del principe della risata, che “ha fatto giurisprudenza” nel procedimento aperto dalla delegazione aquilana dell’Accademia della cucina italiana, è forse la ricetta più “eretica” del tipico piatto della cucina romanesca: “Ar punto che ‘sta robba è rosolata, schizzatela d’aceto profumato e a fiamma viva, quanno è svaporato, mettete la conserva concentrata. Appresso er dado che jè dà sapore, li pommidori freschi San Marzano, co’ un ciuffo de basilico pe’ odore. E ammalappena er sugo fa l’occhietti, assieme a pecorino e parmigiano, conditece de prescia li spaghetti”.

Con guanciale o pancetta, con o senza cipolla, pasta lunga o corta. L’amatriciana con le sue mille declinazioni, la ricetta autentica e le versioni profane, “sotto processo” durante la conviviale sapientemente organizzata da Fabrizio Lazzaro, nella vita avvocato, e dal presidente della delegazione, il decano dei giornalisti Demetrio Moretti.

A vestire i panni dell’accusa l’avvocato Andrea Ricci. A prendere le difese della pancetta è stato l’avvocato Francesco Di Febo, mentre a difendere il guanciale è stato l’avvocato Stefano Massacesi. A Tiziana Pasetti è stato affidato il ruolo di cancelliere, mentre a Vera e Allegra Lazzaro quello di ufficiale giudiziario. Testimoni e periti di accusa e difesa Dorinda Petricca, Enrico Stornelli e Vittorio Sconci.

Il processo all’amatriciana è stato il primo di una serie di appuntamenti che riempiranno l’intera stagione primaverile, tra cui uno dedicato al compianto Luigi Marra, l’8 maggio prossimo.

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