COME VEDERE PIÙ DI QUEL CHE APPARE IN UNA SALA CONFERENZE


L’AQUILA – “Assistere a un bello spettacolo su una sedia confortevole significa ricordarsi di un bello spettacolo. Assistere a un bello spettacolo su una sedia scomoda significa ricordarsi di una sedia scomoda”.

È proprio tenendo a mente questa massima che alcune aziende che operano nel settore conference negli ultimi anni stanno progettando e realizzando, trasformando il “semplice” assistere a una conferenza, a un concerto o a uno spettacolo in una vera esperienza per chi partecipa.

A uno spazio collettivo, come possono essere un auditorium, un teatro, un cinema o uno stadio, va data una lettura globale: all’estetica e alla comodità della seduta va accostata l’attenzione per l’acustica, la visibilità e la tecnologia, tre concetti che assumono il loro ruolo in una progettazione sempre più olistica di un ambiente in cui vivere con piacere ed emozione il proprio tempo.

“Il gusto e lo stile italiani nel realizzare spazi collettivi sono espressi anche attraverso una progettazione e produzione di sedute che tenga conto di questi aspetti. Solo il know how consente di superare la complessità progettuale e normativa vigente in questo settore e di restituire un progetto di valore”, ci spiega Pierluigi Ferrini, amministratore di Anima Srl, che attraverso l’azienda di famiglia Deko, opera nel settore conference da alcuni decenni.

Ma andiamo con ordine e guardiamo i diversi fattori che rendono una sala il miglior posto dove vivere questa esperienza olistica.

Il design. Inutile ripeterlo: in ogni progetto e produzione del Made in Italy ritroviamo soluzioni stiliste uniche e di qualità, ma se non sono accompagnate da una buona dose di conoscenza sull’ergonomia, capace di garantire benessere fisico e comfort, lo studio delle forme, anche quelle più originali, di una seduta e di conseguenza quello del layout di uno spazio non funzioneranno.

La visibilità. Tutti e tutte nella nostra vita abbiamo frequentato sale conferenze, auditorium e teatri, e avremo sicuramente fatto caso che non sono tutti uguali: in una, la disposizione dei posti a sedere segue file rettilinee, in un’altra curvilinee e in un’altra ancora troviamo i blocchi; poi c’è la pendenza, la disposizione del pavimento non è sempre uguale; e infine, ci sono elementi costruttivi come rampe, scale, pilastri, tutti fattori che possono compromettere la visibilità dello spettatore.

“Alla progettazione di un’ottima poltrona, che risponda alle esigenze di comfort, ergonomia e stile, è necessario accostare l’analisi dei fattori geometrici della sala – aggiunge Ferrini – . I nostri progettisti, designer e tecnici lavorano per la garantire la migliore gestione dello spazio e realizzare il miglior progetto d’insieme, perchè soltanto controllando come ogni singolo posto a sedere interagisce con lo spazio circostante si può assicurare un’eccellente visibilità da ogni posizione”.

L’acustica. Sembrerà strano forse ma la seduta è un fondamentale strumento di modulazione delle onde, che si riflettono anche quando è chiusa, per cui nel progettarle è necessario tenerne conto. A questo ovviamente si aggiungono elementi fonoassorbenti a parete, dall’alto valore anche estetico, che consentono di ottimizzare le performance acustiche dello spazio e donano una raffinata unità stilistica alla sala, sempre in armonia con le sedute. “Ci è capitato di rivestire intere sale in legno o in tessuto perchè le capacità acustiche di un ambiente fossero esaltate”, dice Ferrini.

La tecnologia. L’integrazione tra seduta e strumenti di connessione è l’ultimo degli aspetti che concorrono affinché assistere a uno spettacolo o a una conferenza possa trasformarsi in puro piacere. Le diverse soluzioni tecnologiche applicabili a una seduta attivano uno scambio veloce ed efficace non soltanto tra gli utenti ma anche tra chi è sulla scena e chi assiste. La possibilità di connettere dispositivi wireless per telefoni e tablet, i tag per aprire pagine web e documenti, per leggere libretti di teatro mentre si assiste allo spettacolo rende le sedute e l’intero spazio non solo confortevole ma anche funzionale.

Ciò che avete letto sono piccoli suggerimenti per chi volesse realizzare spazi collettivi o per chi li frequenta perché possa farne buon uso: per tutti e tutte partecipare a una conferenza può trasformarsi in una sofferenza se le poltrone sono scomode e la visuale e l’acustica non permettono di sentire né vedere bene.

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