Nei peggiori bar dell'Aquila 23 Giu 2023 19:20

Ritorno ai peggiori bar, accanto alla migliore Sbarra della Madonna Fore

Ritorno ai peggiori bar, accanto alla migliore Sbarra della Madonna Fore

L’AQUILA – Prendi un barattolo di vernice scura da 20 euro. Un piccolo grande pennello, qualche adesivo catarifrangente  e un po’ di buona volontà. Di buon mattino, Tonino e Cesidio, confratelli dell’Arciconfraternita della Beata Maria Santissima Addolorata, di quelli che a settembre se ne vanno in giro con lo slogan “Non ta mancà chi te’ poche ‘e core; a mezzanotte alla Madonna Fore”, sono già pronti davanti alla sbarra.

Pochi colpi di vernice ed è come nuova, per un’operazione da ripetere almeno una volta l’anno per proteggerla dalle intemperie. Del resto questa sbarra non è una sbarra qualunque. La sua funzione primaria sarebbe quella di chiudere o di ostruire il passaggio. In questo caso, la sbarra diventa un vero punto di incontro, per tutti. C’è chi indossa scarpe da trekking e chi si presenta coi tacchi a spillo, specie chi si ferma al civico 37, al bistrò che porta lo stesso nome, sorto in corrispondenza del punto dove le auto non possono più andare avanti e devi continuare a piedi, per raggiungere il santuario di Madonna Fore e da lì i sentieri di San Giuliano e Monte Pettino, l’itinerario ideale tra benessere e spiritualità.

Non c’è voluto molto ad Ingrid Van Eekelen, originaria dell’Olanda, per rimanere affascinata del posto tanto da decidere di aprire il suo locale recuperando alcuni vecchi immobili. “Per me camminare è sempre stato un piacere – racconta – e sono rimasta ammaliata dal sentiero che porta alla Madonna Fore. Cercavo qualcosa per aprire un mio locale da dedicare alla ristorazione e al bar e proprio qui sono riuscita a trovare quello che faceva al caso mio. Ho creato anche alcune stanze per un bed and breakfast e una piccola piscina all’aperto con il solarium”.

La Sbarra apre presto, per servire le colazioni, il “carburante” a chi vuole passeggiare da San Giuliano alla “Crocetta” per Madonna Fore, lungo 6 chilometri, con un dislivello di circa 300 metri. Oppure, per chi si vuole rifocillare al ritorno dalla passeggiata. Per anni il dottor Umberto Pignataro, cardiologo e specialista nella medicina dello sport, ha organizzato da queste parti il Progetto cuore, una giornata pubblica di prevenzione medica poli-specialistica.  Consulenze gratuite distribuite nella domenica di primavera.

Chi non passeggia si ritrova lo stesso al bistrò nell’arco della giornata, anche per aperitivi, pranzo e cena. Il tutto accompagnato con sottofondo di musica jazz. Lo stile de La Sbarra è vintage, con gli arredi acquistati quasi tutti in Olanda, in vari mercati. Su una delle pareti, anche una bicicletta d’epoca. “Diverse volte siamo andati con il furgone in Olanda – ricorda Ingrid – per prendere tutto quello acquistato anche on line e poi portarlo qui per arredare La sbarra”.

Tra i piatti locali, si possono trovare pure qualche derivazione olandese, come la appeltaart (tra gli ingredienti la mela, l’uvetta e la cannella), il pollo in solido (realizzato con salsa di soia e miele e cotto al forno) nonché dei formaggi tipici dei Paesi Bassi. A colazione e nel pomeriggio si possono assaporare diversi té olandesi.

Il refrain è importante per Ingrid Van Eekelen. Oltre all’accompagnamento del jazz, durante l’inverno a cena dalle 20 è previsto il “Mercoledì in musica”, un appuntamento nel quale si alternano artisti locali che propongono cover di interpreti italiani e stranieri, insieme ai loro inediti. L’estate dalle 19, invece, l’appuntamento si trasferisce nel giardino del bistrò, con L’aperitivo in musica. Domenica l’inaugurazione con The Italian swinging duo live, ossia Valter Marola (voce) e Fabio Smargiassi (pianista e arrangiatore) a proporre un viaggio musicale che inizia dai primi anni ‘40 con la contaminazione americana, soprattutto in stile swing, di brani popolari italiani del tempo: da Natalino Otto al Trio Lescano. Si passa poi per gli anni ‘50 del grande Fred Buscaglione per continuare con il Rock and Roll di Clem Sacco prima e Adriano Celentano poi. Non manca la contaminazione dei brani italo-americani della malavita che facevano da colonna sonora alla saga de “Il Padrino”. Il percorso si conclude arrivando intorno agli anni ‘60 con Elvis Presley, Thin Lizzy e tanto altro. Altro appuntamento è quello dedicato alla degustazione del vino abbinato ai piatti tipici della regione della cantina vinicola.

E La Sbarra, per essere uno dei peggiori bar, è sicuramente tra i migliori.

DOVEROSA POSTILLA

Nei peggiori bar è una serie semiseria che, sin dal titolo, con sincera ironia racconta luoghi apprezzabili per la loro naturalezza, non è e non vuole in alcun modo essere oltraggiosa o offensiva ma, anzi, mira ad esaltare l’autenticità intrinseca di locali che sono spesso fuori dai circuiti più in, ma allo stesso modo capaci di essere punto di riferimento per le comunità.

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