ARCHITETTO E DESIGNER A DUBLINO: LA STORIA DI BARBARA, DALL’ABRUZZO ALL’IRLANDA


FARINDOLA – Sono migliaia e aumentano ogni anno, gli italiani che scelgono di espatriare. Si tratta di giovani e meno giovani, donne e uomini, che decidono di spendere altrove le proprie competenze professionali.

Numerose e variegate le ragioni che li spingono alla partenza, non ultima quella di trovare lavoro nel proprio settore, senza doversi accontentare di occupazioni di ripiego o peggio ancora mal retribuite.

Anche Barbara Di Bernardo, dopo una laurea a pieni voti in Architettura all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara e diversi tentativi di cercare la propria strada in Abruzzo, ha scelto di trasferirsi in Irlanda, a Dublino.

Cresciuta a Farindola e trasferitasi a Pescara per gli studi universitari, Barbara ha sempre trovato nel disegno la strada privilegiata per esprimersi. La decisione di andare a vivere a Dublino è arrivata alcuni anni fa, non prima di aver tentato in molti modi di trovare una stabilità lavorativa nel suo Abruzzo.

“Dopo la laurea Quinquennale in Architettura nel 2014 – racconta Barbara Di Bernando a Virtù Quotidiane – ho passato più di due anni tentando di inserirmi nel contesto lavorativo abruzzese. Mi destreggiavo tra le più svariate attività: ho studiano per l’ abilitazione alla professione, conseguita nel 2015, ho lavorato gratis in un paio di studi, ho continuato a lavorare come cameriera per pagarmi le spese di affitto, ho svolto un tirocinio col programma Garanzia Giovani, ho lavorato come grafica e seguito numerosi corsi di aggiornamento. Ricordo che a quei tempi provavo una profonda frustrazione ed ero insoddisfatta. Ce l’ avevo messa tutta per laurearmi in tempo e a pieni voti, perciò l’ idea di riuscire a stento a sopravvivere, pur faticando cosi tanto, iniziava pian piano a logorarmi. Dopo un periodo riflessione ho deciso di trasferirmi in Irlanda, sia per migliorare il mio inglese ma anche per scoprire cosa questo paese potesse offrirmi. Ho fatto, come si dice in questi casi, un vero e proprio salto nel vuoto. Ho ricominciato da zero”.

Un nuovo paese, una nuova lingua, una nuova realtà: col passare delle settimane per Barbara, i primi momenti di smarrimento in una città bellissima ma ancora sconosciuta vengono via via rimpiazzati da una fiducia sempre più concreta nelle nuove possibilità di vita. Insieme all’iniziale disorientamento e a qualche difficoltà, Barbara comincia a sentirsi parte del suo nuovo mondo, con un’energia che non sapeva di possedere.

“Avevo bisogno sapere che potevo camminare sulle mie gambe – prosegue Barbara- da sola e lontana dal mio mondo, facendo cose che non avrei mai immaginato prima. Le prime difficoltà sono state innanzitutto l’ impatto con una lingua che conoscevo solo scolasticamente e poi un clima poco felice, molto diverso da quello a cui ero abituata in Italia. Non è stata una passeggiata, alcuni momenti sono stati pesanti però, se torno con la mente ai miei primi mesi qui, riemerge sempre quella positività mai avvertita prima , di cui invece pian piano mi andavo accorgendo. La società irlandese mi sembrava più libera, più aperta della nostra, se non altro priva di un certo bigottismo che avevo incontrato talvolta in Italia. Tutto era pervaso da un’energia nuova e, forse, era anche il mio sguardo sulle cose ad essere cambiato”.

Per pagarsi l’affitto, Barbara deve trovare presto un’occupazione: passano pochi giorni e trova lavoro come cameriera, consegna porta a porta decine di copie del suo curriculum e un ristorante del centro la contatta.

“Appena trovato lavoro- racconta Barbara – mi sono iscritta a una scuola di inglese. Ho iniziato,da quel momento, un percorso di crescita personale notevole e ho cambiato diversi lavori prima di tornare a lavorare come architetto. Ricordo che, almeno inizialmente, non ero molto concentrata sul ruolo da dover ricoprire: avevo finalmente ritrovato lo stimolo e la fiducia in me stessa e possedevo la motivazione per reinventarmi, qualsiasi cosa accadesse. Inoltre, mi rendevo conto che in Irlanda la possibilità di passare da una occupazione all’altra era una realtà consolidata, così piano piano ho dimenticato l’ansia di restare senza un’occupazione e mi sono concentrata su aspetti importanti della mia vita. Da più di due anni ormai lavoro come architetto in uno studio di Dublino e sono molto soddisfatta di poter svolgere la mia professione, quella che ho sempre amato e per la quale ho studiato”.

Benché la creatività, il desiderio di esprimersi attraverso il disegno siano sempre stati una prerogativa di Barbara, negli ultimi anni in Italia, complice anche la difficoltosa ricerca di un lavoro, questa passione era stata involontariamente messa da parte fino a quando, l’anno scorso, a Dublino l’idea di Bidibì Design ha iniziato a farsi spazio sempre più concretamente.

“Bidibì Design – spiega Barbara – nasce da un foglio bianco e dal mio eterno bisogno di esprimermi così. Ho sempre disegnato, ma da un po’ di tempo avevo ripreso con più frequenza e sui social mi capitava di pubblicare qualche mio schizzo; ogni volta i commenti da parte di amici e conoscenti erano molto lusinghieri ma poi finiva lì almeno per me. Poi un giorno, ho ricevuto una proposta: si trattava di stampare le mie grafiche su tessuti e oggetti di arredamento e io senza pensarci troppo su ho detto sì. Ciò che desidero esprimere con i miei disegni rispecchia lo sguardo che ho sul mondo, focalizzato in particolare sul potere dei legami; mi affascinano le distanze ma anche le forme, sono attratta dalle armonie e dai mutamenti, e mi interessa esplorare il caos emozionale che siamo costretti ad attraversare per ritrovarci e salvarci. Il flusso di energie che esprimo tramite i miei disegni è nato in Irlanda ma ha l’ anima italiana: il paese in cui vivo adesso mi ha permesso di avere la tranquillità necessaria a creare qualcosa di mio, ma si trattava di qualcosa che avevo da sempre dentro me e che dovevo solo tirare fuori”.

Si può nascere ovunque, disse in una intervista Paolo Poli, aggiungendo poi che Nureyev era nato in treno. Così, la nascita di un’idea come quella di una persona resta sempre collegata a un insieme di casualità e connessioni solo in parte spiegabili. Bidibì Design è un marchio nato da poco, sul quale Barbara sta investendo studio, tempo e soprattutto molta cura, anche con l’aiuto della promozione sui social. Le idee sono molte e le nuove ispirazioni non mancano, manca invece un po’ l’aria di casa, alla quale i pensieri di Barbara sono sempre rivolti.

“Ho scelto di trasferirmi in Irlanda – conclude Barbara – perché mi aveva sempre affascinato e anche perché, per molti aspetti la trovavo vicina all’Abruzzo e, infatti, molti dei suoi paesaggi, visti dal vivo, non hanno tradito questa suggestione. La mia regione mi manca tanto anche perché ho un buon rapporto col mio luogo di origine: il mio è un paesino nel cuore del Parco del Gran Sasso, mi manca spesso il calore della mia terra, il cibo gustoso e le mie stupende montagne. Come chiunque vive all’estero, ho i miei momenti di malinconia, specie nelle giornate più dure quando capita di sentirsi divisi a metà. Sono sì rinata ma sono anche distante da quella parte di me che è rimasta in Abruzzo, dove sono nata. Mi piacerebbe tornare a viverci forse un giorno”.

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