ESCURSIONI IN E-BIKE SUL GRAN SASSO, ALL’AQUILA E NEI BORGHI: ANDREA DE BERNARDINIS E IL SUO SOGNO A DUE RUOTE


L’AQUILA – Ha iniziato con lo sport di montagna a 5 anni, continuando da adulto e lavorando anche all’estero. Grazie alla passione per le sue montagne, ma anche ad un finanziamento importante, negli ultimi anni è tornato nella sua terra, per un progetto unico nel suo genere.

È Andrea De Bernardinis, nato in Canada 41 anni fa ma da sempre aquilano, conosciuto nell’ambiente dello sport di montagna abruzzese come Jack, soprannome che si porta dietro da quando era adolescente.

Jack è il fondatore di Escursioni da Paura Gran Sasso, un marchio nato all’insegna dell’escursionismo sulle due ruote, siano esse di una mountain bike, di una bicicletta da strada oppure di una elettrica a pedalata assistita. Un settore in crescita, e sotto i riflettori in queste settimane grazie anche al passaggio del Giro d’Italia in terra d’Abruzzo.

Due anni fa l’aquilano ha fondato una ditta individuale di ciclo-escursionismo, con lo scopo di portare in bicicletta cittadini e turisti nell’Abruzzo interno, sulle meravigliose alture del Gran Sasso d’Italia ma anche nel capoluogo che rinasce dopo il terremoto, attraverso borghi e paesaggi unici del comprensorio.

“Ho sempre pensato che il modo migliore per muoversi fosse la bicicletta – confida Andrea Bernardinis a Virtù Quotidiane – per questo nel 2006 sono diventato maestro di mountain bike e ciclismo fuoristrada, con una passione particolare verso alcune discipline più radicali e adrenaliniche come il freeride e il downhill”.

Ma al tempo stesso il 41enne ha avviato la sua professione di maestro a 360 gradi e per tutte le età iniziando con il lavorare per cinque stagioni estive, dal 2007 al 2011, presso il resort Les Deux Alpes, nella Francia Meridionale, considerato la mecca europea del mountain biking.

Poi è tornato in Abruzzo, ma per fare tutt’altro. Grazie alla laurea in giurisprudenza, infatti, per i successivi cinque anni si è occupato di ricostruzione per una nota impresa edile del territorio.

Ma il destino di Jack ha una forma circolare e tutti raggi nel mezzo, perché si diverte anche solo a “svegliarsi la mattina e andare a lavare le bici”, come egli stesso ammette con la luce negli occhi.

Per questo, nel 2016, ha deciso di cogliere al volo l’opportunità di un bando dedicato allo sviluppo turistico del cratere sismico, e dopo aver aggiunto alle sue specializzazioni quella di Guida ciclo sportiva federale, ha iniziato la sua nuova avventura nel campo del ciclo-escursionismo, questa volta a casa sua.

“Una volta perso il lavoro, la mia idea era di partire per il Canada, dove sono nato – afferma a questo giornale – avevo persino già comprato il biglietto, lo ammetto, e sarei partito subito, se non avessi ottenuto quel finanziamento. Ma ho scritto un progetto di ben 50 pagine perché volevo inseguire il mio sogno con tutta la forza che ho”.

Quello delle discipline più estreme sulle due ruote e dell’insegnamento orientato alle famiglie ed al turismo rappresenta una triplice traiettoria su cui De Bernardinis si muove anche oggi: “Ho chiamato la mia società Escursioni da Paura, quasi per gioco. La locuzione da paura infatti, è un superlativo iperbolico molto utilizzato soprattutto dai più giovani, per sottolineare il brivido che ti trasmette una certa esperienza”.

Ma in cosa consiste questa esperienza? Parliamo di escursioni in bicicletta (strada, mountain bike o e-bike, le biciclette elettriche a pedalata assistita) per tutte le fasce d’età, durante le quali De Bernardinis “fabbrica” emozioni, raccontando il panorama, la storia dei luoghi, le caratteristiche ambientali e culturali del territorio che si attraversa.

Essenzialmente, le aree nelle quali ci si muove sono il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con escursioni mozzafiato adatte a tutti grazie alle importanti innovazioni portate dalle biciclette elettriche; la città dell’Aquila, con particolare attenzione ad un itinerario che tocca i principali punti di interesse ed il cuore pulsante del suo centro storico; i borghi ai piedi del Gran Sasso, con partenze da Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Poggio Picenze, Fonte Cerreto (base della Funivia del Gran Sasso) attraversando le vie della transumanza, il Tratturo regio, l’area archeologica di Peltuinum. Ma anche il versante delle Rocche, immersi nel Parco Regionale del Sirente-Velino, spaziando dai Piani di Pezza fino alla Val D’Arano.

“L’utenza è molto eterogenea, anche perché il mercato delle e-bike è stato oggetto di grande interesse negli ultimi anni. Ho guidato per la maggior parte turisti italiani di quasi tutte le Regioni ma anche stranieri provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Olanda, Francia, Sudafrica, Venezuela e Brasile. Qualche tempo fa un gruppo di trentenni ha deciso di organizzare in questo modo persino un addio al celibato”, racconta Jack con una punta di soddisfazione, ricordando come lo scorso anno sia stata inoltre organizzata un’uscita mirata in e-bike anche con soggetti cardiopatici in fase di recupero.

Ci sono poi tutti gli aspetti legati ai lati più tecnici della disciplina sulle due ruote, tutto ciò che ruota, non a caso, intorno alla Gravity Academy, branca all’interno di Escursioni Da Paura che si occupa dell’insegnamento della tecnica di guida enduro, freeride, downhill nei cinque bike park d’Abruzzo, che varie realtà esistenti da tempo sul territorio curano in modo encomiabile.

Infine la formazione nelle scuole, alla quale il giovane imprenditore abruzzese tiene fortemente: “Con i miei collaboratori, tra i quali c’è Gianluca Di Bartolomeo, conosciuto nell’ambiente come gringo abbiamo avviato diversi progetti nelle scuole, insegnando ai bambini più piccoli ad andare in bici e in mountain bike. Oltre a questo poi, insieme ad altre persone organizzo da anni il Festival della Montagna dell’Aquila, che mira proprio a sviluppare la cultura della montagna, e quindi anche della bicicletta in ambienti aperti”.

Un’impresa non facile in un territorio dove il turismo, come noto, è ancora all’anno zero, e i servizi continuano ad essere insufficienti, se non addirittura inesistenti. Una questione, appunto, culturale.
Problemi contro i quali tanti operatori del territorio, come De Bernardinis, si scontrano, ma che come lui, perseguono un sogno, investendo sulle bellezze del territorio con passione e determinazione.