Vini in anfora, da Wine&Siena la sfida di Helmut Kocher: produttori uniti sul mercato
SIENA – Non esiste una mappatura delle aziende che lo utilizzano ma il fenomeno da dieci anni a questa parte è crescente e sta particolarmente a cuore a Helmut Kocher, patron del Merano Wine Festival che ora vuole raggruppare tutti i produttori per fargli parlare una lingua sola, almeno sul mercato. È la vinificazione in anfora che dalla Georgia, dove secondo le principali fonti storiche il vino ha avuto origine circa 8mila anni fa, sta contagiando anche l’Italia.
Mentre il dibattito se sia moda o necessità prosegue tra appassionati e addetti ai lavori, Kocher approfondisce da anni sia i vini in anfora sia i rapporti con il paese asiatico e lo ha fatto anche a Wine&Siena, spinoff di Merano Wine Festival, raggruppando un folto numero di produttori da tutta Italia nel talk “Anfora revolution”.
“Da 8mila anni si produce vino in Anfora, ha iniziato la Georgia e oggi tanti produttori utilizzano questa tecnica, da nord a sud”, rileva Helmut Kocher, “assaggiandoli ci accorgiamo di come questa vinificazione riesca a dare un’espressione diversa a tanti vitigni”.
“La mia idea”, spiega in un’intervista a Virtù Quotidiane, “è quella di creare un gruppo con tutti coloro che producono vino in anfora per un confronto ma anche per provare a presentarsi uniti sul mercato, sia nazionale che internazionale”.
Una sola lingua, sul mercato ma non in cantina dove la parola d’ordine resta libertà stilistica: “Il bello di fare un vino in anfora è anche la libertà del produttore”, rileva Kocher , “bisogna dargli un’identità ma nella massima libertà, per questo non pensiamo a regolamenti o codificazioni. Fare gruppo significa avere una forza che esca dal classico di presentazione di microaree, costruendo un’identità almeno regionale”.
“L’Italia ha un grande potenziale, c’è molta qualità e lo dico anche in base al confronto che ho avuto modo di fare negli ultimi quindici anni con la Georgia”, ha aggiunto.
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