Vinitaly 2025 09 Apr 2025 18:06

Al Vinitaly debutta l’Igp unica dell’Abruzzo mentre si guarda alla scala cromatica del Cerasuolo

VERONA – La “fortuna” di essere nel primo padiglione più vicino a uno degli ingressi più importanti della fiera fa ritrovare l’Abruzzo in un percorso quasi obbligato e questo aiuta a compensare la flessione generalizzata delle presenze, seppur più qualificate a detta di molti espositori, che ha fatto registrare la 57esima edizione appena andata in archivio, ma Vinitaly resta sempre un appuntamento imperdibile per chi il vino lo produce e per chi lo acquista.

Tanto più in un periodo di crisi alimentato dai dazi Usa come questo, in cui in molti sono a caccia di nuovi mercati.

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Per l’Abruzzo la manifestazione internazionale di Verona è coincisa con il debutto dell’unica Indicazione geografica protetta che la regione ha dalla scorsa vendemmia, che ha sostituito le 8 esistenti fino allo scorso anno dopo la revisione dei disciplinari in base al cosiddetto Modello Abruzzo che ha semplificato le denominazioni valorizzando i territori.

L’Igp Abruzzo si aggiunge alla recente introduzione della menzione Superiore per le Dop e alle 4 nuove appellazioni provinciali volute per rafforzare le Dop e il marchio “d’Abruzzo” che abbraccerà tutti i vini prodotti in regione. Il territorio delle 8 Igp è dunque ora rappresentato da un’unica grande Indicazione regionale, Terre d’Abruzzo Igp.

Il riconoscimento della menzione Superiore nelle Doc permette di evidenziare in etichetta il riferimento a territori più piccoli e identitari quali quelli provinciali e, in futuro, ancora più ristretti come i cosiddetti “cru”, le Unità Geografiche Aggiuntive comunali, fino alla singola menzione di “vigna”.

“La risposta di mercato è stata molto positiva, il consumatore è sempre più attento ed esigente e questa scelta rappresenta una giusta risposta proprio a queste domande”, ha rilevato Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, che ha posto l’accento anche sulla svolta che si appresta a compiere il Cerasuolo: “È un vino per noi molto identitario, forse ancora di più del Montepulciano. Lo riteniamo quello più attuale rispetto alle esigenze rinnovate del consumatore – ha detto – , è per questo che da due anni con un comitato tecnico stiamo mettendo a punto un nuovo parametro cromatico che sarà inserito nel disciplinare di produzione”.

“Questa edizione del Vinitaly è stata positiva per il settore vitivinicolo abruzzese, abbiamo avuto la partecipazione di oltre cento aziende, cinquanta delle quali presenti nell’area consortile. I numeri raccolti sono straordinari, il settore enologico abruzzese è in ascesa, è diventato un punto di riferimento, e nonostante i timori per i dazi annunciati, dobbiamo guardare al futuro con ottimismo”, ha detto il vicepresidente della Giunta regionale dell’Abruzzo e delegato all’agricoltura Emanuele Imprudente.

“I network nazionali di informazione hanno raccontato il nostro Abruzzo attraverso il vino, coniugando ambiente, turismo e cultura – ha aggiunto Imprudente -. Il ‘Modello Abruzzo’, che ha rinnovato e rilanciato il settore vitivinicolo regionale, qui al Vinitaly ha generato effetti positivi. Abbiamo illustrato ai buyer la prima filiera dedicata al vino biologico di eccellenza e presentato due eventi tematici che avranno ricadute importanti in Abruzzo: l’assemblea nazionale delle ‘Donne del Vino’ e ‘Vinorum’, festival del vino d’Abruzzo, che si terrà all’Aquila. Abbiamo promosso un’edizione all’insegna del sociale e dell’inclusività: i ragazzi diversamente abili della fattoria didattica Rurabilandia di Atri hanno impreziosito i nostri stand. Voglio ringraziare il Consorzio Tutela vini d’Abruzzo per l’attività di promozione e le cantine che valorizzano il nostro sistema vitivinicolo”, ha concluso Imprudente.

Prima di calare il sipario sul salone, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha illustrato i dati riferiti alle vendite 2024 che, nonostante i cambiamenti climatici in atto, mostrano il comparto vitivinicolo in salute, con nuove prospettive di crescita.

Il vitigno Montepulciano è quello più coltivato in Abruzzo, con una superficie di circa 17.700 ettari: costituisce il 54% dell’intera superfice vitata regionale. Nel 2024 sono stati imbottigliati circa 670.000 ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo (90 milioni di bottiglie). A seguire, c’è il Trebbiano, 6.600 ettari di superficie vitata, da cui le cantine imbottigliano 12 milioni di bottiglie di vino Trebbiano d’Abruzzo.

Per quanto riguarda il vino emergente, il Cerasuolo d’Abruzzo ha registrato circa 8 milioni e mezzo di bottiglie, distribuite nei mercati di tutto il mondo.

È interessante, inoltre, la crescita del Pecorino, sia come denominazione d’origine, sia come indicazione geografica, che nel 2024 ha superato complessivamente i 150mila hl di produzione. Resta effervescente il mercato delle bollicine prodotte in Abruzzo.

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