Cronaca 14 Ago 2025 15:04

Racconti di vini e di artisti osservando le stelle nel piccolo borgo di Santa Jona

Racconti di vini e di artisti osservando le stelle nel piccolo borgo di Santa Jona

OVINDOLI – Sotto un cielo stellato e avvolti da un’atmosfera vibrante di energia positiva, si è svolto il 10 agosto, con grande successo, il terzo appuntamento del percorso itinerante Gust’Art: il cibo che ispira capolavori. Il tema della serata, “EnoArte–Racconti di vini e di artisti”, trattato dalla giovane imprenditrice vinicola Lia Di Biase, dell’omonima cantina, ha incantato il pubblico con un viaggio multisensoriale tra arte, storia e sapori, ai piedi della Torre di Santa Jona, frazione di Ovindoli (L’Aquila).

A moderare la serata è stata la giornalista Jenny Viant Gómez che ha saputo coinvolgere il pubblico presente con parole incisive e appassionate, sottolineando il ruolo sociale e culturale del vino contemporaneo. Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di diffondere e valorizzare il consumo responsabile di vini autoctoni.

I saluti istituzionali particolarmente sentiti sono stati aperti dalla vicesindaca di Ovindoli, Michela Tatarelli, che ha rimarcato il valore dell’identità territoriale. Anche un piccolo borgo come Santa Jona, con i suoi 100 abitanti, può trasformarsi e attrarre grazie alla passione e all’impegno della comunità. Determinante il contributo della Proloco di Santa Jona che ha proposto piatti tipici del territorio, esaltando il racconto enogastronomico della serata. A seguire, l’intervento della prof.ssa Giuseppina Viglianti dell’Istituto Agrario Serpieri di Avezzano, che ha sottolineato l’importanza di progetti come Gust’Art per la crescita culturale e sociale dei giovani, in sinergia con l’Associazione Marsicana Sommelier. Molto apprezzato il ruolo della squadra di sommelier rappresentati dal vicepresidente di AssoMarSo, Mario Lori, che ha dialogato con i presenti in merito ai vini delle Cantine Di Biase e del Fucino.

Tra i momenti più intensi, l’intervento dell’imprenditrice Lia Di Biase, che ha proposto un viaggio nel tempo partendo da un dipinto murale egizio della XVIII dinastia. Un racconto avvincente che ha mostrato come già all’epoca dei faraoni, il vino fosse simbolo di rigenerazione e prestigio sociale. L’interpretazione del dio Bacco come fanciullo, emblema di vitalità e bellezza, ha introdotto una suggestiva carrellata di opere pittoriche che hanno svelato il profondo legame tra il vino e la cultura attraverso i secoli.

La serata si è conclusa con un’esperienza mozzafiato: la salita alla torre di Santa Jona, che ha messo alla prova l’agilità dei partecipanti ma ha regalato un panorama mozzafiato sulla piana del Fucino abbracciata da un manto di stelle e una luna magnetica.

Un momento reso ancora più magico grazie alla guida esperta dell’ingegnere Arcangelo Mimino Ciccarelli di AstroLab, che ha accompagnato i presenti in una riflessione del nostro posto nell’universo.

Un evento che ha saputo unire cultura, territorio e convivialità, lasciando il pubblico con il desiderio di continuare a esplorare il mondo del vino e dell’arte.

Prossima tappa “La pittura nutriente2, il 24 agosto al Castello Piccolomini di Ortucchio. Un altro intrigante viaggio da non perdere. La fusione tra vino e arte si rivela vincente, non solo come proposta culturale, ma anche come esperienza di convivialità e profonda condivisione umana.


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