Cronaca Olio e frantoi 02 Apr 2026 18:37

Guida agli Extravergini 2026, i migliori Evo del Centro Italia

Guida agli Extravergini 2026, i migliori Evo del Centro Italia

ROMA  – L’Italia è un mosaico olivicolo unico al mondo, in cui ogni paesaggio custodisce un patrimonio varietale straordinario, capace di custodire agricoltura, storia e identità. La Guida agli Extravergini 2026 a cura di Slow Food Italia, disponibile dal 9 aprile su slowfoodeditore.it, si conferma uno strumento essenziale per promuovere e valorizzare questa grande biodiversità.

Realizzata grazie all’apporto di numerosi collaboratori in tutta Italia e al sostegno di BioEsperia, Gruppo Saida, Gruppo ASA e RICREA, la guida offre ai lettori un percorso di scoperta tra territori, aziende e varietà: non solo etichette premiate (244 i riconoscimenti assegnati tra Grandi Oli e Grandi Oli Slow), ma storie di famiglie e giovani imprenditori che trovano nell’olivo una possibilità di futuro. Ne sono un esempio le 766 aziende recensite e i 1211 extravergini segnalati.

La stagione appena trascorsa è stata una prova severa per l’olivicoltura italiana, che ha dovuto fronteggiare la diffusione della mosca olearia e i cambiamenti climatici, con siccità ed eventi estremi, ma anche le difficoltà legate a frammentazione fondiaria ed elevati costi di produzione. Eppure, proprio in queste criticità si sono aperte nuove opportunità: l’attenzione verso filiere tracciate e corte, la valorizzazione dei monovarietali, l’adesione a modelli biologici e sostenibili, così come l’aumento delle aziende che coniugano produzione e ospitalità, degustazioni e oleoturismo, trasformando l’olio in esperienza culturale oltre che alimentare.

«In un’annata segnata da forti criticità, tra cali produttivi significativi – nelle Marche superiori al 50% – attacchi della mosca olearia e condizioni climatiche sfavorevoli, è emersa però una grande consapevolezza da parte dei produttori: chi ha partecipato alla guida lo ha fatto selezionando con attenzione campioni all’altezza, contribuendo a un risultato qualitativo complessivamente molto positivo. In particolare, nelle Marche si conferma il valore della biodiversità olivicola, con numerosi monovarietali espressione di cultivar che rappresentano un elemento distintivo del territorio» commenta Antonio Attorre, coordinatore regionale della guida nelle Marche.

Il Centro Italia

Poche olive, ma con buone rese in frantoio, comprese tra il 13 e il 16%: questo lo scenario della campagna olearia 2025-2026 in Toscana. L’annata ribadisce con forza quanto sia oggi indispensabile non improvvisare: seguire linee guida precise e investire nella conoscenza tecnica sono elementi chiave per una olivicoltura sempre più professionale.

Nelle Marche la produzione è calata di oltre il 50%, ma, nonostante le difficoltà dell’annata, ne è risultata una panoramica più che positiva. Particolare rilievo va alla biodiversità, confermata come una prerogativa dell’olivicoltura marchigiana: una decina di oli, quasi tutti monovarietali, provenienti da cultivar diverse.

In Umbria la combinazione di diversi fattori, mosca dell’olivo, abbandono della coltivazione e invecchiamento degli agricoltori, in alcune realtà è stata devastante: nessuna produzione. Chi, invece, ha combattuto efficacemente le infestazioni ha ottenuto risultati di rilievo.

Nel Lazio, sempre a causa dell’andamento climatico, si è registrato un calo produttivo stimato tra il 40 e il 50%. Nonostante ciò, è motivo di orgoglio la risposta dei produttori, storici e di nuova generazione, che sono riusciti a presentare numerosi extravergini di elevato livello qualitativo. Da segnalare anche la vivace crescita di nuove realtà emergenti e le nuove adesioni al Presidio Slow Food degli Olivi Secolari.
In Abruzzo la produzione è tornata su buoni livelli, con un incremento stimato del 30%, ma la qualità media si è rivelata al di sotto delle aspettative. Nonostante ciò, alcuni produttori, quasi sempre i medesimi, hanno lavorato con professionalità, rispettando le esigenze della pianta, soprattutto in provincia di Chieti e nell’areale Peligno per l’Aquilano.

I RICONOSCIMENTI

LA CHIOCCIOLA

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Centro Italia, ne sono state assegnate 27.

Toscana

Francesco Elter – Calci (PI)
Alle Camelie – Capannori (LU)
Tenuta Lenzini – Capannori (LU)
Stefano Spinelli – Lamporecchio (PT)
Magaez – Manciano (GR)
Fattoria Altomena – Pelago (FI)
Fattoria di Celle – Pistoia
Lugudoro – San Vincenzo (LI)
Pietrasca – Suvereto (LI)

Marche

Fiorano – Cossignano (AP)
Il Conventino di Monteciccardo – Monteciccardo (PU)
Barbara Pacioni – Montegranaro (FM)
Aleandri – Offida (AP)
Agrobiologica Foglini Amurri – Petritoli (FM)
I Tre Filari – Recanati (MC)

Umbria

Marfuga – Campello sul Clitunno (PG)
Il Fontanaro – Paciano (PG)

Lazio

Colli Etruschi – Blera (VT)
L’Oro delle Donne – Marino (RM)
Sciuga – Il Molino – Montefiascone (VT)
Silvi Sabina Sapori – Palombara Sabina (RM)
Paola Orsini – Priverno (LT)

Abruzzo

Tommaso Masciantonio – Casoli (CH)
Davide Iacovella – Chieti
Delia Orsini – Loreto Aprutino (PE)
Frantoio Mercurius – Penne (PE)
Giardini di Giulio – Tocco da Casauria (PE)

GRANDE OLIO

Il riconoscimento Grande Olio viene attribuito all’olio eccellente nella sua categoria per pregio organolettico, aderenza al territorio e alle sue cultivar. Nel Centro Italia si sono aggiudicati il premio 31 oli.

Toscana

Leccio del Corno di Reto di Montisoni – Bagno a Ripoli (FI)
Maurino di Reto di Montisoni – Bagno a Ripoli (FI)
Il Borgo Igp Toscano di Eredi Casini Santi – Bucine (AR)
Moraiolo di Eredi Casini Santi – Bucine (AR)
Evo Petrolo di Petrolo – Bucine (AR)
Campoforte di Tenuta Il Leccio – Bucine (AR)
Leccio del Corno di Podere Il Montaleo – Casale Marittimo (PI)
Maurino di Podere Il Montaleo – Casale Marittimo (PI)
1979 di Fonte di Foiano – Castagneto Carducci (LI)
Igp Toscano di Fonte di Foiano – Castagneto Carducci (LI)
OliVi Riserva di Poggiolecci – Magliano in Toscana (GR)
Prima Oliva Igp Toscano di Frantoio di Croci Massa e Cozzile (PT)
Il Corno di Frantoio di Massarosa – Massarosa (LU)

Umbria

Emozione di Decimi – Bettona (PG)
Moraiolo di Decimi – Bettona (PG)
Almanacco di Viola – Foligno (PG)
Il Sincero di Viola – Foligno (PG)
Pervio di Frantoio Filippi – Giano dell’Umbria (PG)
Istante di Frantoio Loreti – Gualdo Tadino (PG)
Harvest by Night di Castello Monte Vibiano Vecchio – Marsciano (PG)
Tremila Olive di Castello Monte Vibiano Vecchio – Marsciano (PG)
Dop Umbria Colli Martani di La Montagnola – Torgiano (PG)

Lazio

Lorelè Bronzo di Oleificio Ceccarelli & CR agri – Fara in Sabina (RI)
Mimmi di Terre di Ancuria – Fara in Sabina (RI)
Verdemare di Cosmo Di Russo – Gaeta (LT)
Cetrone IN di Alfredo Cetrone – Sonnino (LT)
Daje Dop Colline Pontine di Alfredo Cetrone – Sonnino (LT)
Evo Tenute dei Giudici di Tenute dei Giudici – Sonnino (LT)

Abruzzo

Colonne d’Ercole – Fatica I Dop Colline Teatine di Frantoio Olearius – Cupello (CH)
Intosso di Ursini – Fossacesia (CH)
Intosso di Guardiani Farchione – Tocco da Casauria (PE)

GRANDE OLIO SLOW

Il premio Grande Olio Slow viene riconosciuto all’olio eccellente, capace di emozionare in relazione a cultivar autoctone e territorio di appartenenza, ottenuto con pratiche agronomiche sostenibili. Sono 47 gli oli premiati del Centro Italia.

Toscana

Moraiolo di Fattoria Ramerino – Bagno a Ripoli (FI)
Leccino di Tenuta Gardini – Bibbona (LI)
Maurino di Tenuta Gardini – Bibbona (LI)
Evo Podere Il Carnasciale de Il Carnasciale – Bucine (AR)
Evo Le Mura di Le Mura – Bucine (AR)
Evo Le Capanne di Le Capanne – Castiglion Fiorentino (AR)
Plenum di Fattoria di Poggiopiano – Fiesole (FI)
Evo Balduccio di Balduccio – Lamporecchio (PT)
Essenza di Stefano Spinelli – Lamporecchio (PT)
Frantoio di Le Fontacce – Loro Ciuffenna (AR)
Borgo Riparossa di Magaez – Manciano (GR)
Borgo Riparossa di Maurino – Magaez – Manciano (GR)
Leccio del Corno di Scovaventi – Manciano (GR)
Maurino di Scovaventi – Manciano (GR)
Riserva di Frantoio di Croci – Massa e Cozzile (PT)
Ragazzaccio di Tenuta Querciamatta – Monsummano Terme (PT)
Leccio del Corno di Trebbio – Scarperia e San Piero (FI)
Subtle & Harmonious di Trebbio – Scarperia e San Piero (FI)
Evo Podere Macolo di Podere Macolo – Serravalle Pistoiese (PT)
Capriccio di Tosca di Pietrasca – Suvereto (LI)
Malizia di Tosca di Pietrasca – Suvereto (LI)
Insieme di Bellandi – Uzzano (PT)

Marche

Ascolana Tenera di Montecappone – Jesi (AN)
Evo Collelago di Collelago – Massignano (AP)
Lea di Olive Gregori – Montalto delle Marche (AP)
Rosciola di Olive Gregori – Montalto delle Marche (AP)
Frà Giocondo de Il Conventino di Monteciccardo – Monteciccardo (PU)

Gocce di Frantoio di Barbara Pacioni – Montegranaro (FM)
Coroncina di Aleandri – Offida (AP)
Ascolana Tenera di Frantoio Agostini – Petritoli (FM)
Sublimis di Frantoio Agostini – Petritoli (FM)
Mignola di Frantoio L’Olinda – San Marcello (AN)
Orbetana di Frantoio L’Olinda – San Marcello (AN)

Umbria

L’Affiorante di Marfuga – Campello sul Clitunno (PG)
Riserva Dop Umbria di Marfuga – Campello sul Clitunno (PG)
Olio Fonte della Pace di Il Fontanaro – Paciano (PG)
Evo Frantoio Batta di Giovanni Batta – Perugia

Lazio

Grand Cru 40 Rubbie di Ione Zobbi – Canino (VT)
Limited Edition di Sciuga – Il Molino – Montefiascone (VT)
Dop Colline Pontine di Paola Orsini – Priverno (LT)
Riserva Paola Orsini di Paola Orsini – Priverno (LT)

Abruzzo

Crognale di Tommaso Masciantonio – Casoli (CH)
Intosso di Tommaso Masciantonio – Casoli (CH)
Ninfa di Frantoio Mercurius – Penne (PE)
Vesta di Dop Aprutino Pescarese – Frantoio Mercurius – Penne (PE)
Toccolana di Giardini di Giulio – Tocco da Casauria (PE)
Dritta di Monaco – Tortoreto (TE)


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