QUANTI TIPI DI ETICHETTE ESISTONO?


Le etichette sono praticamente ovunque. Le trovi su qualsiasi oggetto in vendita, dai barattoli della marmellata allo smartphone di ultima generazione. Magari le hai date per scontate proprio perché sono così diffuse ma scommettiamo che non sapevi che hanno una catalogazione, ovvero precisi nomi, materiali e destinazioni d’uso. E difatti oggi vedremo quali sono tutti i tipi di etichette esistenti e quali sono le caratteristiche per le quali vengono utilizzate per diverse destinazioni d’uso.

Tutti i tipi di etichetta esistenti sul mercato

Di norma la tipologia dell’etichetta viene definita in base all’uso che se ne farà dal momento che si caratterizza per taluni requisiti che si adattano al meglio agli oggetti sulla quale verrà utilizzata. Per esempio una pcl3 a durata extra permanente sarà nettamente diversa da quella in carta vellum che trovi sui pacchi delle spedizioni. Quindi le etichette si distinguono per lo più dal materiale con il quale vengono prodotte, nonché dal rivestimento e dal collante utilizzato.

Carta e materiali sintetici o plastici

Esistono etichette in carta o in materiali sintetici così come ne esistono talune senza patina superiore e altre altamente resistenti all’umidità, agli agenti chimici ecc… Inoltre esistono le etichette antimanomissione o quelle antigraffio che, come ci fanno intuire i nomi, sono destinate a precise zone per cui la resistenza delle stesse è ritenuta fondamentale. Per esempio queste etichette si trovano su contenitori di prodotti chimici molto pericolosi o vicino a zone di lavoro riservate solo ad addetti.

Le cinque tipologie di carta per etichette

Per l’esattezza possiamo distinguere le etichette in almeno cinque tipologie. Tra queste il formato più economico è quello della carta vellum, una soluzione per i packaging da spedizione che non ha alcuna finalità estetica. Si compone da un semplice strato di carta non rivestita ed è destinata a durare per tutto l’arco di tempo della spedizione.

A seguire ci sono le etichette in carta patinata, utilizzate per archiviare o per finalità di packaging non troppo definite esteticamente. Queste etichette sono adatte alle stampe ad alta velocità e si caratterizzano per un ottimo rapporto qualità-prezzo. Sono dotate di rivestimenti esterni lisci capaci di dare alla stampa nitidezza e integrità.

Poi abbiamo le etichette in polipropilene, quelle pensate per resistere ai graffi e finalizzate all’uso su prodotti chimici ed industriali. Sono etichette resistenti a qualsiasi agente e, pertanto, sono resistenti anche all’esterno.

I materiali più resistenti per usi industriali e particolari

Simili a queste sono le etichette in polietilene, quelle che si usano per il packaging industriale e per le scaffalature anche su superfici curve o irregolari grazie alla speciale flessibilità che le caratterizza. Sono resistenti agli strappi e anche riciclabili ma, chiaramente, non sono certo le etichette più economiche.

Infine ci sono le etichette in poliestere che vengono utilizzate per etichettare componenti, schede di circuiti, automobili o avvertenze sull’uso di sostanze pericolose. Per tali ragioni le trovi impiegate soprattutto in ambito industriali dal momento che si caratterizzano come etichette resistente all’acqua, all’umidità, agli sbalzi termici e agli agenti chimici.

Le etichette, quindi, non sono tutte uguali. Ciò che le differenzia è il materiale di produzione che determina la resistenza e la durata in base alla destinazione d’uso, spesso disciplinata da precise norme nazionali ed internazionali.

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