VIAGGIARE IN ABRUZZO, ECCO ALCUNI LUOGHI SCONOSCIUTI DA NON PERDERE

foto Abruzzoturismo

Viaggiare in Abruzzo, ecco alcuni luoghi sconosciuti da non perdere

Il mondo dei viaggi, esattamente al pari di tanti altri settori, ha fatto registrare un’evoluzione senza precedenti, soprattutto grazie al web e a tutti i vari strumenti digitali e informatici. Basti pensare come le piattaforme online, come ad esempio i portali dedicati alla roulette e tanti altri giochi, sono sempre più performanti e facili da usare e nell’accesso, anche nel settore dei viaggi.

Ad esempio, sono sempre di più le persone che scelgono il web per organizzare il proprio viaggio andando alla scoperta di luoghi misteriosi e poco conosciuti. Per chi ha in mente di programmare un viaggio in Abruzzo, ecco alcuni utili consigli da seguire su alcuni luoghi particolari da ammirare.

Il lago meteoritico a Secinaro

Se vi dovesse capitare di viaggiare lungo la strada provinciale che va da Rocca di Mezzo fino a Secinaro, un piccolo altopiano che si snoda fino a 1100 metri di quota, è stata fatta una scoperta decisamente interessante. Ovvero, è stato individuato il primo cratere che si è formato dopo l’impatto di un meteorite sul suolo italiano.

La località di Secinaro è finita al centro dell’attenzione di un gran numero di ricercatori e di studiosi, non solamente a livello nazionale, nel 1990. Infatti, correva quell’anno nel momento in cui tale Jens Ormo, un geologo di origini svedesi, ebbe l’intuizione che quella particolare morfologia, caratterizzata da un bordo rialzato, poteva derivare dall’impatto di un meteorite.

Da quel momento in avanti, frotte e frotte di studiosi si sono avvicinati al lago e hanno concentrato i loro sforzi su tale origine. Ed è proprio da quella scoperta in avanti che la scienza ha cominciato a intrecciarsi con la storia, avendo a che fare anche con alcuni miti. Ad esempio, quello che descrive, oltre 1700 anni fa, una scia luminosa che passava nel cielo. Secondo l’imperatore Costantino, quello fu un segno luminoso che appariva come una croce. Così, l’imperatore Costantino decise di convertirsi e convertire l’intero Impero Romano al cristianesimo, cambiando tutta la storia di questo popolo, e forse anche del mondo intero.

La Grotta dei Coboldi

In provincia dell’Aquila, per la precisione a Pratola Peligna, c’è un particolarissimo sentiero che si snoda fino a portare alle meravigliose rovine di un castello particolarmente antico. Si tratta, per chi non lo sapesse, del Castello dell’Orsa. In base a quanto è stato ricostruito da dei gruppi di storici, il borgo di Orsa fu oggetto di una vera e propria fase di incastellamento all’incirca vicino all’anno 1000, ma sono ancora sconosciute le motivazioni per cui il borgo venne poi spopolato.

Tra gli altri aspetti che generano senz’altro molta curiosità c’è anche una grotta che si può ammirare proprio seguendo quel sentiero che porta al Castello dell’Orsa. Ebbene, stiamo facendo riferimento alla grotta dei Coboldi. Interessante approfondire il nome di questa grotta: il coboldo, nel folclore teutonico, non è altro che un folletto un po’ dispettoso e sicuramente poco incline alla socievolezza. Ricorda molto, fisicamente, uno gnomo, e ha la caratteristica di radunarsi nelle miniere e in tanti altri luoghi che si sviluppano sotto terra, provocando disagi e problemi al lavoro dei minatori.

La Grotta del Colle

Dobbiamo spostarci in quel di Rapino, che si trova in provincia di Chieti, per poter ammirare la Grotta del Colle. Si tratta di una grotta che si trova proprio sul versante a est della Majella: un sito archeologico che non si può non visitare. Gli scavi che furono effettuati nel corso del 1954 hanno portato a pensare come la grotta sia stata abitata fin dall’età paleolitica.

Durante l’epoca italica, la grotta venne fatta diventare un vero e proprio santuario, come si può anche ricavare dalla statua in bronzo che è stata scoperta. Un’opera che voleva riprodurre una divinità femminile, che venne ribattezzata la Dea di Rapino.

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