Vino dei Campioni, gli ex calciatori scendono in vigna
COPERTINO – Un Primitivo di Manduria per Fabrizio Miccoli, un Negroamaro Merlot per Vincent Candela, un Barolo per Gianluigi Buffon e un Toscana Rosso per Ronaldinho. Nella cantina che Fabio Cordella ha fondato nel 2008 a Copertino, in provincia di Lecce, i campioni del calcio sono diventati etichette: la linea Vino dei Campioni, arrivata nel 2019 anche nella vendita online, comprende bottiglie dedicate tra gli altri a Ivàn Zamorano e Wesley Sneijder, e per il salentino Miccoli la scelta è caduta su un vino della sua terra.
Oltre alle etichette dedicate, c’è chi una vigna l’ha comprata. Paolo Rossi, il Pablito del Mondiale 1982 vinto da capocannoniere dopo i due anni di squalifica per lo scandalo del Totonero, ha fondato con l’avvocato Luigi Pelaggi la tenuta Poggio Cennina, a Bucine, in provincia di Arezzo. Sulla collina che guarda la Val d’Ambra, con vista sui vigneti del Chianti, i casali in pietra sono stati restaurati e tra vigne, oliveti e boschi nascono il vino Borgo Cennina e l’olio Borgaccio.
La tenuta è andata avanti anche dopo la scomparsa del suo fondatore, nel 2020: nel 2024 le ville del borgo sono state rilanciate con un nuovo progetto di ospitalità.
Come Rossi, anche Buffon ha legato il proprio nome a un Mondiale vinto, quello del 2006 in Germania, arrivato negli stessi mesi in cui il portiere finì al centro di un’inchiesta sulle scommesse, archiviata dalla giustizia sportiva a fine anno. Oggi il suo nome sta su una bottiglia di Barolo della linea di Cordella.
Di quella stessa Nazionale campione del mondo faceva parte Andrea Pirlo, che il vino lo coltiva da prima di appendere le scarpe al chiodo. Nel 2007, quando giocava ancora nel Milan, ha acquistato con il padre e la cognata un’antica proprietà con casale a Flero, alle porte di Brescia, dove da bambino seguiva il padre durante le vendemmie. È nata così l’azienda Pratum Coller: poco più di sei ettari di vigneti coltivati in biologico e una produzione stimata tra 25mila e 30mila bottiglie l’anno.
Tra le etichette ci sono il bianco Nitor, da uve Turbiana, il rosato Eos e i rossi Redeo e Arduo. La passione del regista per la vigna è diventata nota anche fuori dall’Italia: nel 2016 Nike gli ha dedicato un paio di scarpe da calcio ispirate al vino, con la tomaia color Merlot e un rivestimento interno in sughero.
Un altro campione del mondo 2006, Andrea Barzagli, al vino è arrivato negli anni trascorsi in Germania, al Wolfsburg. Fu l’amico Gianfranco a trovare un terreno vicino a Messina, “dal quale si vedono lo Stretto e le Eolie”, come ha raccontato l’ex difensore alla Gazzetta dello Sport: “Acquistiamo 12 ettari a Faro Superiore. Investimento serio. Così nasce la cantina Le Casematte”. Oggi le etichette sono sei, tre rossi, due bianchi e un rosato, e la più rappresentativa è il Faro. Nessuna porta il suo nome: “Volevo che si parlasse dei nostri vini per il loro gusto”, ha spiegato, “e non perché riconducibili a un calciatore”.
Anche per Dario Dainelli, ex difensore di Fiorentina e Chievo, tutto è cominciato quasi per gioco, girando di cantina in cantina per costruire la carta dei vini del suo ristorante a Peccioli. Da lì la decisione di produrre in proprio a Cerreto Guidi, con l’enologo Attilio Pagli e le etichette firmate dall’artista Giovanni Maranghi: il Re3d, Sangiovese con una piccola parte di Malvasia nera, il Rude affinato in anfore di terracotta, un’Ansonica dell’Isola del Giglio e il Daino in Bolla, rosato frizzante da uve Sangiovese prodotto con metodo ancestrale.
Fuori dall’Italia il progetto più grande è quello di Andrés Iniesta, l’uomo che decise la finale del Mondiale 2010. Nel suo paese natale, Fuentealbilla, nella denominazione Manchuela, la Bodega Iniesta conta circa 200 ettari di vigneti e una produzione di circa 1,2 milioni di bottiglie l’anno, con la linea Corazón Loco nata proprio dopo il titolo mondiale. Edinson Cavani ha scelto invece la strada del marchio personale, con una selezione di vini prodotti da due cantine storiche del suo Uruguay.
Il marchio personale è anche la strada di Ronaldinho, campione del mondo con il Brasile nel 2002 e Pallone d’oro nel 2005, che accanto al Toscana Rosso della linea di Cordella ha costruito un secondo mestiere nel gioco online: nel 2023 ha lanciato una sua piattaforma di scommesse e casinò e nel 2026 è diventato ambassador di un produttore di giochi da casinò dal vivo. È un mercato in cui convivono portali di confronto come Sitiscommesse.com, grandi operatori come Lottomatica e marchi personali come appunto quello del brasiliano.
Tra gli allenatori, l’ultimo ad aggiungersi è stato José Mourinho, che a gennaio 2025 ha presentato il suo rosso The Special One, dal nome con cui si definì al suo arrivo al Chelsea nel 2004. Viene dalla valle del Douro, in Portogallo, ed è un blend di Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Barroca e Sousão, con in etichetta la silhouette dell’esultanza del tecnico dopo la Champions League vinta con il Porto nel 2004.
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