Cronaca 29 Dic 2025 20:04

A Civitaretenga ha riaperto l’antico forno comunale di origini medievali

A Civitaretenga ha riaperto l’antico forno comunale di origini medievali

NAVELLI – A Civitaretenga, frazione di Navelli (L’Aquila) ha riaperto l’antico forno comunale. Nella parte più antica del borgo fortificato, nello stesso aggregato edilizio della torre medievale crollata con il terremoto la notte del 6 aprile 2009, è a lungo rimasto chiuso e oggi è stato restituito alla comunità dopo i lavori di restauro.

La bocca del forno è originale, rimasta inalterata probabilmente dalle sue origini di cui comunque non si conosce una data certa, con i due capitelli e la cappa anneriti dal fumo di secoli di utilizzo. Sulla facciata esterna, intonacata nel corso del Novecento, è stata riportata alla luce la pietra viva ed è tornato visibile quello che presumibilmente era il portale d’ingresso originario.

Attivo fino all’inizio degli anni Ottanta, il forno storicamente rappresentava un punto di riferimento per l’intera comunità e fino ad allora era attivo tutti i giorni, in alcuni casi si produceva il pane anche più volte al giorno per soddisfare le esigenze della popolazione. “Per utilizzarlo ci si prenotava, ognuno doveva portare della legna ed era sempre in funzione”, racconta Massimiliano D’Innocenzo.

Le ultime a gestirlo sono state alcune signore del paese, a partire da Giovannina Di Muzio, detta “la fornara”, scomparsa a 101 anni d’età, insieme ad altre tra cui Vittoria Napoleone che era addetta all’accensione e a governare il fuoco, aspetto non banale e per il quale c’è bisogno di particolare abilità. “Chiunque se ne serviva doveva pagare anche un obolo, prima di dieci lire, negli ultimi anni di cento lire a pagnotta”, ricorda D’Innocenzo. “Un contributo che serviva anche a pagare l’affitto al Comune. Un altro metodo di pagamento poteva essere offrire una parte dell’impasto”.

Il forno veniva utilizzato anche per cuocere biscotti, dolci e pizze. In occasione di matrimoni veniva utilizzato per la preparazione dei vari prodotti da utilizzare nei ricevimenti. Prima della celebrazione, infatti, anche per un mese si accoglievano persone in casa, dove c’era una tavola imbandita di prodotti sempre pronti per essere offerti.

A Pasqua nel forno si cuocevano le classiche pizze oppure i celebri pupa e cavallo, dolci tipici della tradizione abruzzese che venivano donati alle bambine e ai bambini.

E mentre ieri, in occasione della riaccensione, il profumo di pane è tornato a invadere tutto il paese proprio come avveniva una volta, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Federico, è ora intenzionata a mettere a disposizione il forno di chi fosse interessato a produrre e valorizzare prodotti di altri tempi.


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