Cronaca 10 Nov 2024 00:10

Andrea Di Stefano e Yuri Cursi di nuovo in cucina insieme, da Je Tizzone cena-degustazione con Marramiero

SCURCOLA MARSICANA – Il perfetto connubio tra cibo di qualità e vini del territorio consente di immergersi totalmente nei sapori e nei profumi dell’Abruzzo, regione ricca di eccellenze enogastronomiche, come avvenuto nella cena degustazione di ieri sera da Je Tizzone, la pizzeria-braceria di Scurcola Marsicana (L’Aquila).

La cena ha coinvolto gli entusiasti commensali stimolando i loro sensi con abbinamenti di vini studiati per esaltare reciprocamente il gusto di ogni portata, dall’antipasto al dolce: un’occasione per apprezzare la ricchezza dell’enogastronomia abruzzese, attraverso la proposta di prodotti selezionati delle migliori aziende della regione, e allo stesso tempo conoscere etichette e storie dei vini della cantina Marramiero, azienda di Rosciano (Pescara), partner della serata.

Il menù è stato creato a quattro mani dalla consolidata coppia di chef Andrea Di Stefano, padrone di casa e maestro dell’arte bianca e della panificazione da oltre vent’anni oltre che amante della buona carne, e Yuri Cursi, talentuoso chef avezzanese.

“Organizziamo spesso eventi incentrati sulle eccellenze del territorio per diffondere la cultura del saper mangiare, e bere, bene – afferma Di Stefano -. Serate come questa sono il nostro modo per promuovere la tradizione e farla conoscere anche con abbinamenti inusuali, ma che esaltino il gusto vero di ciò che mangiamo”.

Presenti in sala anche Antonio Chiavaroli, general manager dell’azienda Marramiero e Stefano Sarra, export manager dell’azienda vinicola che ha guidato i commensali nel mondo della cantina, raccontandone la storia e illustrando i vini selezionati per l’occasione.

“Il vino rappresenta la convivialità: aiuta a completare un momento, una cena, e deve essere una gioia per i presenti che lo condividono. È molto importante la qualità del vino che si propone, qualità a cui noi siamo molto attenti partendo da una base di uve eccellenti. Ma il vino è, e deve essere, una parte del tutto, non il contrario, in cui è tutto incentrato solamente sul vino, altrimenti si perde qualcosa”, sottolinea Chiavaroli.

Piatti curati nei minimi dettagli, con contaminazioni innovative che conservano, però, lo spirito tradizionale, come negli intenti del ristorante.

Culatello, carpaccio di Rubia all’arancia e pepe nero, salame al Montepulciano e salsiccia stagionata di suino nero, pallotta cacio e ova, pallotta di caciocavallo e bocconcino di bufala hanno aperto la cena in abbinamento ad un Brut Metodo Classico, che ha esaltato la sapidità dei salumi. È stata poi servita una fragrante focaccia con lievito madre e di birra, preparata da Di Stefano, farcita con capocollo di suino nero d’Abruzzo, crema di formaggio gregoriano, cipolla arrostita e mosto cotto, accompagnata da un calice di Cerasuolo d’Abruzzo Doc.

A seguire una chitarrina al ragù di Rubia e pallottine teramane, un piatto classico della tradizione esaltato dall’abbinamento con un Incanto, Montepulciano Doc. Come secondo una scioglievole porchetta di suino nero d’Abruzzo in lunga cottura, servita con salsa al Montepulciano, castagne al miele e timo e, insieme, un corposo bicchiere di Montepulciano Inferi, tra i vini di punta della cantina pescarese.

Subito dopo un tris di formaggi stagionati ed erborinati – uno scorza nera dell’azienda Rotolo, una ricotta di capra e un erborinato blu, anch’esso di capra – in abbinamento con Livia, un vino cotto dal sapore caramellato. Per concludere in dolcezza, un dolce gourmet ideato per l’occasione da Cursi: ricotta morbida alla cannella, crumble alla nocciola e crema di zucca arrosto.

“Abbiamo preparato sia piatti della tradizione che innovativi, dalla chitarra con le pallotte al maiale nero d’Abruzzo, fino al crumble di ricotta e zucca – spiega Cursi -, scegliendo per ogni portata un vino che la bilanciasse e esaltasse. La porchetta di maiale nero è stato un omaggio a un nostro presidio slow food, e la cottura lenta, fino a 14 ore, ha permesso di enfatizzare la morbidezza e il sapore della carne che ha trovato il perfetto completamento con le castagne e il miele dell’appennino, anche questo riconosciuto dal presidio”.

Tra i commensali anche Luciano Costantini dell’azienda Costantini Slow, che con il suo socio, a Mosciano Sant’Angelo (Teramo), alleva allo stato brado il suino nero d’Abruzzo e trasforma le carni in pregiati e gustosi salumi che sono stati degustati durante la serata. Costantini Slow, infatti, è una delle aziende che rifornisce il ricco paniere di prodotti della cucina di Je Tizzone. Partner della cena anche Sabatini bevande, azienda marsicana che da un secolo si occupa di forniture nel settore horeca del territorio.

“La serata è stata un successo, un momento di scoperta e condivisione. Quello che ci rende felici è sapere che le persone comprendono l’importanza di quello che facciamo in cucina e l’impegno che c’è dietro ogni piatto”, conclude Di Stefano. Ilaria Micari

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