Cronaca 23 Set 2026 07:27

Arriva la “carta d’identità” digitale per il Pistacchio di Raffadali Dop. Dal Fastuca Fest un modello di tracciabilità

Arriva la “carta d’identità” digitale per il Pistacchio di Raffadali Dop. Dal Fastuca Fest un modello di tracciabilità

RAFFADALI –  Conclusa la decima edizione della manifestazione. Il 30 settembre a Montecitorio sarà presentato il Passaporto Digitale sviluppato con il Poligrafico e Zecca dello Stato.

Dalla festa di piazza alla Camera dei deputati. Il Pistacchio di Raffadali Dop si prepara a compiere un nuovo passo nel percorso di valorizzazione avviato dieci anni fa con il Fastuca Fest. Mercoledì 30 settembre, a Montecitorio, il Consorzio di tutela presenterà il Passaporto Digitale applicato alle confezioni di pistacchio non trasformato: un sistema sviluppato con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che fa della denominazione raffadalese il primo frutto a guscio in Europa dotato di una carta d’identità digitale.

Il progetto sarà illustrato in occasione della presentazione di una relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. Attraverso il QR Code presente sull’etichetta, il consumatore può accedere a una piattaforma certificata e verificare autenticità, origine e filiera del prodotto. Uno strumento pensato per contrastare le contraffazioni e garantire maggiore trasparenza, che adesso punta a diventare un modello per l’intero comparto della frutta in guscio.

L’appuntamento romano segue la chiusura della decima edizione del Fastuca Fest, che per quattro giornate ha animato il centro di Raffadali con degustazioni, show cooking, incontri culturali, spettacoli e iniziative dedicate alla prevenzione. Tra queste, gli screening gratuiti effettuati dall’Asp di Agrigento con un ambulatorio mobile. Neppure la pioggia di sabato pomeriggio ha fermato la partecipazione, con visitatori arrivati anche da fuori Sicilia e da altri Paesi europei.

Il festival racconta ormai una crescita che non riguarda soltanto la manifestazione. Il Consorzio riunisce 21 aziende certificate – 17 produttrici e quattro confezionatrici – distribuite in 31 comuni e guarda all’ampliamento delle superfici, all’ingresso di nuovi soci e al rafforzamento della promozione sui mercati italiani ed esteri. Sull’annata produttiva, invece, occorrerà attendere la conclusione della raccolta: la siccità prolungata e gli effetti dei cambiamenti climatici non consentono ancora stime definitive.

“Il Fastuca Fest ha contribuito a dare a Raffadali un’identità sempre più riconoscibile – afferma Salvatore Gazziano, direttore del Consorzio –. Accrescere la conoscenza e la domanda del Pistacchio di Raffadali Dop significa incoraggiare altri produttori ad aderire al progetto”.

Per Carmelo Bruno, presidente dell’Associazione Fastuca, il risultato più significativo rimane il coinvolgimento della comunità e, in particolare, dei circa sessanta giovani impegnati nell’organizzazione. “È grazie a loro se il festival è diventato un progetto condiviso, capace di rafforzare l’identità di Raffadali attorno al suo pistacchio”.

Il passaggio alla Camera segna ora un cambio di prospettiva: il prodotto simbolo del territorio non cerca soltanto visibilità, ma propone un sistema concreto di tutela.

“Un riconoscimento importante per un progetto nato a Raffadali e capace di proporsi come modello nazionale”, sottolinea il presidente del Consorzio Calogero Frenda.

Dopo dieci edizioni, il Fastuca Fest lascia così in eredità una sfida più ampia: trasformare il pistacchio in una leva stabile di sviluppo economico, innovazione e reputazione per tutto il territorio.


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