AVEZZANO: CHIUDE STORICA MACELLERIA CICCONE, “TROPPE TASSE”


AVEZZANO – Abbassa le serrande per sempre, dopo 36 anni di attività, la storica macelleria Ciccone di via Corradini ad Avezzano (L’Aquila).

Costretta a chiudere “per la pressione fiscale esercitata da uno Stato che non ci permette di lavorare come vorremmo”.

Il triste epilogo dell’attività nata negli anni Ottanta in pieno centro e portata avanti prima da Vincenzo Ciccone e poi dal figlio Sandro, è stato raccontato da Marsicalive.

“La nostra macelleria era aperta dal primo marzo del 1981”, dice Sandro Ciccone, “prima c’era mio padre Vincenzo, poi negli ultimi 25 anni sono arrivato io. Prima si riusciva ad andare avanti, ma ora, con il 70 per cento delle tasse applicate sul nostro reddito, non ce la facciamo più. Per questo, prima che potessero subentrare i debiti, ho deciso di fare un passo indietro e di uscire dal giro. Non è stato facile, ma non ho avuto altra scelta”.

Sulla vetrina del negozio ora campeggia un avviso accompagnato da una riflessione di Luigi Einaudi sul mondo dell’imprenditoria, dove ci sono persone che “prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”.

“La situazione, per un piccolo imprenditore, è diventata insostenibile – aggiunge Ciccone – Su un incasso mensile di 4mila euro, che da tempo non c’è più visto vista la crisi, viene applicata una tassazione del 70 per cento. È diventata una situazione esasperante e per questo ho deciso di fermarmi. L’affitto, come spesso si dice, non influisce perché viene detratto dalle tasse. Quello che invece pesa sono le imposte. Se una persona poi è proprietaria di un immobile è anche peggio”.

“La chiusura di Ciccone è un segnale brutto perché nonostante tanti anni di attività l’imprenditore non è riuscito a sostenere il peso delle tasse”, ha dichiarato il presidente regionale di Confcommercio, Roberto Donatelli, “ormai si parla di dover lavorare sei mesi solo per pagare le imposte e difficilmente si riesce a rimanere in piedi. Gli spiragli sono pochi e sono sempre di più le aziende che chiudono. Come associazione di categoria e come cooperativa garantiamo dei finanziamenti, ma spesso gli imprenditori hanno difficoltà ad accedere al credito e sono costretti a mollare tutto”.

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