Cronaca 03 Ott 2023 16:48

Brutto incidente per un produttore di zafferano dell’Aquila dop, gara di solidarietà per salvare la produzione

Brutto incidente per un produttore di zafferano dell’Aquila dop, gara di solidarietà per salvare la produzione

NAVELLI – E d’un tratto la tragedia. Un gravissimo incidente con la mietitrebbia ha procurato lesioni gravissime e permanenti a Marco Cantalini, insieme al fratello Gaetano titolare dell’azienda agricola di famiglia a Navelli, in provincia dell’Aquila.

L’incidente è avvenuto a fine luglio e da allora Marco ha intrapreso e sta tuttora seguendo un percorso di cure mediche e riabilitazione per le gravi ferite riportate ad un braccio nel tentativo di recuperarne, in buona parte, l’uso.

“Quello che è avvenuto a mio fratello Marco ci ha scosso moltissimo, poiché non ci saremmo mai aspettati un evento così tragico data la sua esperienza in campo agricolo”, racconta Gaetano a Virtù Quotidiane. “Le cure mediche ci stanno dando dei piccoli risultati alla volta, ma il periodo verso la guarigione si prospetta lungo”.

“Nella nostra azienda non manca il da fare, tra animali e coltivazioni. Commovente è stata l’immediata vicinanza che la nostra comunità ci ha fatto sentire accorrendo in nostro aiuto. Per esempio per la mietitura sono arrivati agricoltori del posto con i loro mezzi a lavorare per noi. Così, unendo le forze abbiamo sentito di potercela fare. Gli sono davvero grato”.

“Ora la preoccupazione è per lo zafferano, poiché la sua raccolta e lavorazione richiede molta manodopera. Ho dovuto chiedere aiuto alla Cooperativa Altopiano di Navelli, di cui sono socio, per dissotterrare i bulbi e poi reimpiantarli. Si è mossa immediatamente in nostro soccorso con il presidente Valentino Di Marzio in prima persona, coinvolgendo i soci e il direttivo. Ringrazio di cuore tutti loro”.

“Ora ci stiamo preparando alla raccolta dei fiori e la successiva ‘sfioritura’ e ho lanciato un post su Facebook per coinvolgere il maggior numero di persone possibile. Devo dire che c’è stata risposta positiva da parte di tanti”.

Spiega Gaetano che si tratta di molto lavoro poiché i bulbi sono in grande quantità, circa 20 quintali, e occupano una superficie di circa tremila metri quadrati di terreno. Quindi anche in virtù di una nuova esperienza rurale invita chi voglia, (offrendo una piccola retribuzione), alla raccolta e poi al processo di sfioritura nel trattare questa splendida e delicatissima spezia tanto cara all’Abruzzo.

La coltivazione dello zafferano nell’Aquilano, in particolare nella zona di Navelli, si tramanda da molte generazioni. Si inizia con la raccolta dei bulbi, lasciati sotto terra dall’anno prima per favorirne la crescita. Vanno ripuliti e a settembre reimpiantati. Tanto più grandi sono i bulbi tanto più riusciranno a produrre. Nascono quindi le piantine, che assomigliano a dei ciuffetti sottili di un verde deciso e a metà ottobre circa cominciano a spuntare i primi fiori, viola. Un campo di zafferano in fiore è davvero una rappresentazione pittorica, che puoi toccare con mano. Si va la mattina presto, quando il sole sta per sorgere, i fiori sono ancora chiusi e questo ne facilita la loro raccolta. Si passa poi alla ‘sfioritura’. Quindi, fiore per fiore, si fa roteare tra i polpastrelli e si estraggono i pistilli. Solitamente, se il bulbo è abbastanza grande, il fiore darà almeno tre pistilli. Questi poi si raccolgono in un setaccio per l’essiccazione. Quindi si passano, a distanza di circa 15 centimetri, sulla brace ottenuta dal legno di quercia o di mandorlo che non rilasciano forti odori. Il rischio sarebbe quello di compromettere l’aroma principe ed inconfondibile di questa spezia pregiata.

Questa storia è un esempio di come una cooperativa non resti solo un riferimento per il monitoraggio rigoroso della qualità e dei vari processi che deve subire il prodotto, in questo caso lo zafferano, ma possa diventare una realtà solidale a cui ancorarsi in situazioni improvvise, quanto gravi, che spesso appaiono insanabili. Annachiara Valente


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