CAMMINI, È BOOM MA L’ABRUZZO È ANCORA MARGINALE NONOSTANTE ALCUNI ESEMPI VIRTUOSI


L’AQUILA – È boom dei cammini, che fanno registrare crescita di presenze e attenzione, ma l’Abruzzo è ancora fuori dai radar dei grandi flussi, nonostante alcuni esempi virtuosi come il Cammino dei Briganti e il Cammino di San Tommaso, mentre altri si sbracciano comunicativamente ma non sono neanche censiti. È quanto emerge dalla quinta edizione di “Italia, Paese di Cammini”, il dossier di Terre di mezzo Editore presentato alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” di Milano che raccoglie di anno in anno i dati di associazioni e di enti che rilasciano le Credenziali e i Testimonium, cioè i documenti di partenza e di arrivo dei Cammini.

Nel 2021 le credenziali distribuite sono state 59.538 (su 49 Cammini) contro le 45.472 del 2019. Nel 2020, con la primavera duramente segnata dal Covid, le credenziali rilasciate erano state 38.624.

In Abruzzo gli unici due a rilasciare le credenziali sono appunto il Cammino dei Briganti, che si snoda per 100 chilometri ai confini con il Lazio con partenza e arrivo da Sante Marie (L’Aquila) tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino, e il Cammino di San Tommaso, che collega Roma con la Basilica di San Pietro a Ortona (Chieti), custode delle spoglie dell’Apostolo sin dal 1258, per circa 316 chilometri.

Il primo, nel 2019 ha avuto 2.915 credenziali distribuite, nel 2020 3.445 e nel 2021 2.900. Il Cammino di San Tommaso ha distribuito 258 credenziali nel 2018, 367 nel 2019, 421 nel 2020 e 258 nel 2021.

L’Abruzzo entra in qualche modo nel dossier anche con il Cammino nelle Terre Mutate, che da Fabriano a L’Aquila in oltre 250 chilometri attraversa il cuore dell’Appennino e ben quattro regioni del centro Italia (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo): 192 presenze nel 2019, 400 nel 2020 e 500 nel 2021. Questo, peraltro, sembra avere grandi potenzialità per il futuro se si considera che dai risultati del questionario online lanciato da Terre di mezzo Editore tra marzo e aprile 2022, per ricostruire l’identikit, le scelte e i bisogni dei camminatori in Italia, emerge come sia in cima ai pensieri di chi vuole cimentarsi in un cammino (dopo Santiago, Via Francigena e Via degli Dei).

Nessuna traccia, nel dossier, dei – pure tanti – altri cammini presenti in Abruzzo, forse ancora in fase di rodaggio o che stanno concentrando la propria promozione in dei confini troppo ristretti. Al netto del fatto che la regione è ancora meno attrattiva di altre, nelle quali i Cammini registrano presenze di gran lunga maggiori beneficiando probabilmente anche delle maggiori presenze turistiche.

Dal questionario emerge poi come ben il 32 per cento ha conosciuto il cammino che poi ha deciso di percorrere tramite il passaparola, il 29% da siti internet e il 16% dai social network. Il 40% ha camminato nella propria regione o in regioni vicine.

È inoltre interessante rilevare come i mesi estivi sono stati i più gettonati, complice forse la pandemia che anche nel 2021 ha di fatto “ristretto” l’arco temporale in cui era possibile viaggiare con una relativa tranquillità. Nella maggior parte dei casi ci si mette in cammino ad agosto, seguono i mesi di giugno, luglio e settembre. Basse, se non bassissime le presenze negli altri mesi dell’anno.

I cammini si percorrono per la stragrande maggioranza dei casi a piedi, solo il 4% ha scelto la bicicletta. E “solo” il 61 per cento dei camminatori li percorre per intero, il 27 per cento percorre solo alcune tappe. Il 33 per cento delle persone dedica tra i 5 e i 7 giorni al cammino, il 23 per cento tra 1 e 4 giorni. Inferiori le percentuali di chi dedica oltre dieci giorni a un cammino.

Sui cammini d’Italia le donne sono il 50,4% (nel 2020 erano il 44%). Il camminare affascina trasversalmente tutte generazioni. Il 66,9%, ha dai 30 ai 60 anni, quindi è sicuramente in età lavorativa, ma il 46% dei camminatori è un dipendente full time, mentre solo il 17% un libero professionista.

I cammini fanno turismo e, quindi, anche economia: il 51 per cento spende durante il cammino dai 30 ai 50 euro al giorno, il 16% più di 50 euro, il 22% riesce a stare sotto i 30 euro e il 9% riesce a spenderne meno di 20. D’altra parte, l’86 per cento dei camminatori mangia panini, frutta o fa piccola spesa e solo il 4 per cento va al ristorante o in trattoria. Nella maggior parte dei casi sceglie il B&b (38%), ostelli (22%) o alberghi (11%).

Alla domanda su come possa migliorare l’accoglienza, il 39 per cento risponde con strutture semplici ed economiche, il 32% con più ostelli per i pellegrini.

Va sottolineato che per la redazione del dossier, Terre di mezzo ha contattato le associazioni e gli enti impegnati nella gestione e valorizzazione di 79 Cammini. Sono 49 i Cammini sui quali c’è una registrazione delle credenziali distribuite, mentre su altri 20 le credenziali sono distribuite ma non registrate e per 10 non è prevista invece alcuna credenziale. C’è da dire, che ci sono anche persone che si mettono in cammino in modo autonomo, senza registrarsi e non è secondario osservare come, in Abruzzo, sia spesso oggettivamente difficile censire i camminatori mancando da sempre un lavoro di raccolta dati ben fatto da parte della Regione.

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