CONSORZIO VINI, SI ANIMA IL DIBATTITO: COLLINE TERAMANE E CUSTODES LAURETI SPINGONO PER I PRIVATI


L’AQUILA – Ha animato il dibattito – vivaddio – la lettera aperta con cui Luigi Cataldi Madonna, dell’omonima cantina di Ofena (L’Aquila), si è rivolto alle aziende familiari e alle cooperative in vista del rinnovo dei vertici del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, condannando la posizione di Cantina Tollo che vuole “riproporre il principio dell’alternanza cooperativistica oramai giudicata anacronistica e condannata dalla stessa cantina in tempi non sospetti”, “svilendo e mortificando la figura delle aziende a conduzione familiare”.

In due distinte lettere (pubblicate integralmente sotto), il Consorzio di tutela vini Colline teramane Docg attraverso il suo presidente Enrico Cerulli Irelli e l’associazione Custodes Laureti che riunisce i produttori di Loreto Aprutino (Pescara) presieduta da Antonella Di Tonno, rimarcano la necessità che a guidare il Consorzio sia un rappresentante espressione del mondo produttivo privato, superando una volta per tutte logiche anacronistiche che, fino ad oggi, hanno portato alla guida del Consorzio rappresentanti dei due colossi della cooperazione, come l’uscente Valentino Di Campli, espressione di Codice Citra, e Tonino Verna prima di lui, espressione di Tollo.

“La lettera di Luigi Cataldi Madonna ha avuto la forza di far emergere un dibattito che era già diffuso tra i filari e sotto le pergole d’Abruzzo”, afferma poi Cerulli e, ci permettiamo di aggiungere, una mano crediamo l’abbia data anche questo giornale che da mesi oramai tiene accesa l’attenzione sulle elezioni.

LA LETTERA DEL CONSORZIO COLLINE TERAMANE

Consorzio Vini d’Abruzzo: la sfida per una casa comune

Lo stallo nella vicenda del rinnovo delle cariche all’interno del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio “grande” ci sembra una bella opportunità: è la prima volta che si apre, in modo così diffuso, una riflessione sul modo di governare il Consorzio, che da molti è stato spesso visto come prigioniero di dinamiche lontane dalle aziende familiari, è stato spesso percepito (ingiustamente) come il luogo dove pochi prendono decisioni che cadono su tutti.

Ma oggi invece il dibattito si accende e sembra emergere una nuova urgenza di partecipazione tra i produttori anche i più piccoli e questo è frutto di una nuova percezione diffusa di cosa sia davvero il Consorzio. Non sarebbe saggio ignorare, svilendolo, questo rinnovato rapporto tra il consorzio e tutti noi, questo rinnovato senso di comune appartenenza, questo rinnovato senso di identità comune, di responsabilità collettiva, perché esso rinasce su basi nuove, sulla consapevolezza piena, matura, che l’Abruzzo sia la somma di specificità e che queste debbano trovare un posto all’interno della stessa comune cornice, il Consorzio dei Vini d’Abruzzo.

La lettera di Luigi Cataldi Madonna ha avuto la forza di far emergere un dibattito che era già diffuso tra i filari e sotto le pergole d’Abruzzo. Altri produttori hanno fatto seguito a quella lettera, amplificandone il messaggio e noi aggiungiamo la nostra voce a supporto delle riflessioni sviluppatevi.

Come è stato ricordato, l’Abruzzo del vino è cambiato, almeno nelle sue prospettive.

Non sono più vere le storiche distinzioni tra il mondo della cooperazione e il mondo delle aziende familiari: oggi le diverse visioni “politiche” (ovvero di gestione degli interessi) sono trasversali e questo rende tutto molto più interessante. Prova ne è il dibattito appassionato che stiamo osservando. In tal senso, la proposta di riservare ai candidati “privati” una parte dei seggi in cda lasciando loro la possibilità di autodeterminarsi e, soprattutto, quella di individuare tra loro la figura del presidente, esprime questa visione nuova dell’Abruzzo del vino, che tiene conto, non più esclusivamente del principio dei pesi ponderali (per altro fortemente falsati dall’enorme quantità di vino doc imbottigliato fuori regione), ma anche del principio della riconoscibilità dell’Abruzzo nel mondo.

Il prossimo presidente deve essere interprete di questa nuova visione.

Ci permettiamo di aggiungere che, a supporto di un incarico tanto oneroso, sarebbe auspicabile si individuasse finalmente la figura di un direttore attorno al quale implementare una struttura adeguata alle attuali dimensioni del nostro consorzio.

La nostra speranza è che questo spirito di partecipazione non si esaurisca con le prossime elezioni, ma trovi slancio nella futura vita del Consorzio, magari attraverso la nascita di strutture organiche quali i comitati di denominazione, perché, con il contributo di tutti, il nostro Abruzzo possa crescere sempre di più.

Viva l’Abruzzo!

Enrico R. Cerulli Irelli
Presidente

LA LETTERA DI CUSTODES LAURETI

UNA SVOLTA EPOCALE

Cari Soci,

Al ricevere la lettera di Luigi Cataldi Madonna, ci sembra doveroso oltre che urgente prendere, in qualità di cantine private costituitesi da poco nella rete di imprese Custodes Laureti, una chiara e netta posizione in merito alla situazione contingente che si è creata a ridosso delle prossime elezioni consortili del 19 maggio.

Com’è noto ai più, dopo decenni di alternanza alla presidenza del Consorzio di Tutela Vini D’Abruzzo di rappresentanti delle principali Cantine Cooperative Abruzzesi, l’Azienda Citra ha proposto di lasciare oggi ai privati la possibilità di autodeterminarsi, democraticamente, nell’eleggere il nuovo presidente.

Ci pare, questa proposta di Citra, una opportunità di svolta epocale per la nostra regione, un passaggio verso un futuro di maggiore alternanza e dunque di maggiore democrazia ai vertici di un Consorzio che si pone l’obiettivo valorizzare e difendere le denominazioni regionali; una organizzazione che non può dimenticare come negli ultimi 20 anni sia stato anche grazie a moltissime cantine private di questa regione che il nome dell’Abruzzo enologico sia enormemente salito di gradimento e livello nella scala dell’opinione pubblica selezionata di questo nostro mondo vino.

La rotazione nella rappresentanza, includendo le aziende private nella determinazione della governance consortile e della leadership ai vertici, è fondamentale per non ripetere schemi oramai superati in un contesto economico e di mercato che richiede il contributo e la responsabilità di tutta la squadra dei produttori abruzzesi, nessuno escluso.

Ci auguriamo quindi che non prevalgano logiche di potere e politiche anacronistiche che riteniamo vadano persino a svilire quella che è la natura delle nostre strutture cooperativistiche che spesso sono all’avanguardia ed altamente rappresentative.

Ci sentiamo quindi di appoggiare la proposta di Citra e condividere l’invito di Luigi Cataldi Madonna auspicando che l’occasione data al nostro settore non vada perduta e siamo per questo qui, con questa missiva, a manifestare pubblicamente e con forza la nostra posizione di totale condivisione della stessa.

Il Presidente

Antonella Di Tonno

I retisti

Azienda Agricola Amorotti
Azienda Agricola Chiara Ciavolich
Azienda Agricola De Fermo
Azienda Vinicola Talamonti
Azienda Agricola Torre Dei Beati
Azienda Agricola Valentini

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