Cronaca 29 Ago 2026 14:47

Da cereale di scarto a prodotto di nicchia, l’agrichef che coltiva farro sulla Maiella: “Sacrifici ma difendiamo la biodiversità”

PESCARA – Le comunità di agricoltori custodi e i mastri birrai si sono incontrati a Pescara negli ultimi due appuntamenti della rassegna itinerante “Sapori delle Terre Pescaresi” che hanno concluso il primo ciclo di eventi nell’ambito del progetto “Gusta l’Abruzzo”, destinato a proseguire nelle aree interne nei prossimi mesi.

Al Porto turistico, l’agrichef Beatrice Tortora, che è anche coltivatrice di cereali antichi, frutta e ortaggi con la sua azienda ad Abbateggio, alle pendici della Maiella, ha preparato il Farrotto delle Terre Pescaresi e “sagnette e fasciol”, la tipica pasta fresca fatta con acqua e farina insieme ai fagioli Tondino del Tavo, utilizzando esclusivamente prodotti locali.

Entrambi, in tutte e due le serate, sono stati accompagnati dalle birre di alcuni dei quattordici birrifici artigianali presenti a “Fermenti d’Abruzzo”, facendo scoprire al folto e curioso pubblico abbinamenti inediti e del tutto inusuali.

A salire sul palco, insieme a Carlo Paolini della Camera di Commercio di Chieti e Pescara, uno degli organizzatori di Fermenti, sono stati Andrea Marcotullio di Unionbirrai Beer Tasters-Sezione Abruzzo, e i mastri birrai Stefano Venturini di Fermento Marso, Gabriele Di Marcantonio di Mezzopasso, Damiano Lanari del birrificio B93 e Luca Fusè di Beer Park. Ciascuno raccontando la propria esperienza e illustrando l’abbinamento scelto.

Anche i prodotti utilizzati per la preparazione dei due piatti hanno avuto il loro momento di notorietà, d’altra parte l’obiettivo del progetto è proprio quello: valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico, promuovere le filiere corte, i mercati contadini e il consumo di alimenti locali.

“Oggi coltivare in montagna significa quasi essere degli eroi perché il nostro territorio è molto difficile sotto diversi aspetti”, ha raccontato Beatrice Tortora, “però significa mantenere la tradizione, salvaguardare varietà e biodiversità, elementi preziosi del nostro pianeta e che aiutano a portare avanti la bandiera del made in Italy. Il farro, quando ho iniziato nel 1991, non era conosciuto, oggi è popolare ma è più difficile coltivarlo perché le condizioni climatiche cambiano, i territori si evolvono e le condizioni economiche mutano”.

A illustrare l’olio extravergine da oliva Toccolana è stato Stefano Di Giulio, a presentare la Dritta, un’altra varietà con cui si produce l’olio evo Colline pescaresi Dop, Domenico Francomano, direttore del Gal Terre Pescaresi, mentre Lucio Amico ha parlato del pomodoro a pera d’Abruzzo, Alessio Chiavaroli ha infine ripercorso l’impegno profuso da un manipolo di produttori per la riscoperta e valorizzazione del fagiolo Tondino del Tavo.

“Sapori delle Terre Pescaresi” è promossa dal Gal Terre Pescaresi nell’ambito del progetto “Gusta l’Abruzzo”, nato con l’obiettivo di sostenere l’agrobiodiversità e di contrastare l’impatto sul clima provocato dall’inquinamento prodotto dai movimenti logistici collegati alla vendita ed al consumo di prodotti di provenienza non locale.

L’iniziativa è cofinanziata dal CSR Abruzzo 2023 – 2027 – Intervento SRG06; Fondo FEASR; SSL GAL Terre Pescaresi; Azione A-S SRG06-A2.


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