Dehors, atteso un piano di riordino. Le Soprintendenze diranno la loro solo in casi eccezionali
ROMA – In attuazione della legge per la concorrenza 2024 (legge 193/2024 art. 26), in vigore dal 19 dicembre 2024, il Governo ha ricevuto la delega ad adottare, entro dodici mesi, un provvedimento per riordinare e liberalizzare le procedure relative all’occupazione di aree e spazi pubblici di interesse culturale o paesaggistico da parte di bar, ristoranti e pubblici esercizi, ponendo termine così alla fase emergenziale dell’epoca Covid, caratterizzata da deroghe e proroghe a sostegno di bar e ristoranti
La nuova disciplina relativa a dehors e strutture amovibili, in corso di discussione e approvazione – spiega Alessandro Klun, autore di diversi testi sul diritto della ristorazione tra cui A cena con diritto – prevede che solo in via eccezionale, ossia quando l’installazione di dehors e strutture amovibili concerne spazi urbani in prossimità di siti archeologici e monumenti di eccezionale valore storico-artistico, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio sia chiamata a esprimere la propria autorizzazione.
Solo in tali casi, dovrà pronunciarsi entro 45 giorni dalla domanda e con la regola del silenzio-assenso in caso di mancata risposta, sulla base di specifici criteri come il mantenimento della percezione visiva del bene e delle prospettive urbane, le distanze minime dal monumento, omogeneità e decoro dei materiali utilizzati, la progettazione integrata con lo spazio circostante (entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero dei Beni culturali dovrà predisporre gli elenchi dei luoghi soggetti a tutela speciale).
In ogni altro caso l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico sarà di sola competenza dei Comuni, previa richiesta il pagamento del relativo canone da parte dell’interessato all’installazione di tavolini, sedute, ombrelloni, pedane, paratie frangivento, elementi di arredo urbano e strutture leggere di copertura, dehors anche chiusi, purché smontabili e non legati da opere murarie escluse invece le strutture non destinate direttamente alla somministrazione, come depositi o ricoveri di attrezzature.
Il decreto delegato prevede una disciplina transitoria in forza della quale le strutture amovibili già installate ai sensi delle norme emergenziali potranno restare fino al 31 dicembre 2025.
Dal 1° gennaio 2026, gli esercenti attività di somministrazione alimentari avranno 90 giorni di tempo per presentare domanda di autorizzazione, se i dehors si trovano in aree vincolate; in caso di diniego, le strutture dovranno essere rimosse e i luoghi ripristinati entro 180 giorni.
Tuttavia un recente emendamento al disegno di legge “Semplificazioni”, in discussione al Senato, prevede di prorogare le autorizzazioni concesse ai dehors in via straordinaria in epoca pandemica e attualmente vigenti fino al 30 giugno 2027, rinviando al contempo al 31 dicembre 2026 il termine per il decreto legislativo che dovrà riordinare in modo definitivo la materia.
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