È morto Emidio Pepe, Mister Montepulciano, patriarca del vino d’Abruzzo
TORANO NUOVO – Novantaquattro anni e 62 vendemmie. Ci piace ricordare così Emidio Pepe, Mister Montepulciano su una storica copertina del Gambero Rosso, scomparso oggi.
Autentico patriarca della viticoltura abruzzese, il suo modo di concepire il vino è stato fonte di ispirazione per tanti, capace di cambiare le sorti al Montepulciano e al Trebbiano oggi conosciuti e apprezzati in tutto il mondo con le sue bottiglie battute all’asta negli Stati Uniti.

Ha fondato la cantina a Torano Nuovo (Teramo) nel 1964 e da allora non ha mai tradito il carattere artigianale, tramandato alle successive generazioni, prima le figlie Daniela e Sofia, poi le nipoti Elisa e Chiara, enologa tanto apprezzata da essere stata chiamata come responsabile della viticoltura e della vinificazione di Domaine de la Chapelle Hermitage, che produce i vini di punta di Paul Jaboulet Aîné, storica maison del Rodano con sede a Hermitage.
Vini autentici, naturali ante litteram, frutto di un’agricoltura profondamente rispettosa della terra e precise tecniche di coltivazione, senza chiarifiche né filtrazioni, rigorosamente affinati in piccole vasche di cemento, da sempre.
“Per nonno fare vino naturale era il modo più veloce per fare dei vini che si avvicinavano alla perfezione della natura, per avere nel vino un’energia molto specifica, qualcosa che rappresentasse la precisione della natura ma anche di raccontarsi nel bicchiere in modo molto elegante e molto fedele al luogo”, aveva detto Chiara in occasione del 92esimo compleanno di Emidio Pepe.
Oggi l’azienda si appresta a concludere i lavori di realizzazione della nuova cantina, costruita perseguendo la filosofia di sempre: completamente ipogea per ridurre al minimo l’impatto ambientale, oltre che per creare le condizioni ideali alla produzione e all’affinamento con temperatura e umidità costanti, con l’obiettivo di avere maggiori spazi non per produrre di più, ma per invecchiare.
Con l’obiettivo di aumentare quella parte, già cospicua – quasi la metà della produzione – di bottiglie da accantonare prodotte ogni anno.
È sempre stato questo, d’altra parte, uno degli aspetti caratterizzanti di Pepe: una cassaforte di vecchie annate, con cui si torna indietro anche di cinquant’anni per eccezionali verticali che hanno dimostrato quanto anche Trebbiano e Montepulciano possano vincere la sfida del tempo.
I funerali saranno celebrati domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 17,30 nella chiesa Madonna delle Grazie di Torano Nuovo. All’intera famiglia, le condoglianze della redazione di Virtù Quotidiane.
Il cordoglio del Consorzio Vini d’Abruzzo
“La scomparsa di Emidio Pepe ci priva di uno dei più grandi interpreti della viticoltura italiana. Autentico pioniere dei vini d’Abruzzo e tra coloro che hanno cambiato per sempre il destino enologico della nostra regione, oggi entra idealmente nel Pantheon dei grandi del vino d’Abruzzo. Emidio è stato, prima di tutto, un uomo di straordinaria coerenza” dice Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo.
“Ha creduto nella sua terra, nelle sue vigne e nella sua idea di vino quando in pochi avrebbero scommesso sul Montepulciano d’Abruzzo e sul Trebbiano d’Abruzzo. Pepe non ha mai rincorso le mode, non ha mai cercato scorciatoie: ha seguito con determinazione una visione precisa, anche quando il successo tardava ad arrivare, dimostrando che la fedeltà ai propri valori può diventare la chiave di un successo riconosciuto in tutto il mondo. La sua storia racconta come la forza di un’intuizione, sostenuta da una tenacia fuori dal comune, da una curiosità inesauribile e da una coerenza reale e non di facciata, possa cambiare il destino di un territorio”.
“Con il suo lavoro – aggiunge Nicodemi – ha contribuito in modo decisivo ad affermare il prestigio internazionale dei vini d’Abruzzo, aprendo una strada che oggi percorrono tante aziende della nostra regione. Mi piace ricordarlo, inoltre, con sincero affetto, in occasione di un suo compleanno, quando, con la sua famiglia accanto e nella sua proverbiale eleganza, danzava felice e leggero con la moglie Rosa: occasioni preziose nelle quali l’uomo, il padre ed il marito superavano anche il grande vignaiolo”.
“A nome del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – conclude il presidente Nicodemi – esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia Pepe che continua il lavoro intrapreso dal fondatore nel 1964 e a tutti coloro che hanno condiviso il suo percorso. Il modo migliore per ricordare Emidio sarà continuare a difendere quei valori di autenticità, rispetto della terra e coerenza che hanno guidato tutta la sua vita e che sono ancora oggi una delle eredità più preziose lasciate al vino abruzzese”.
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