Cronaca 05 Mar 2026 07:24

Giovani talenti e consumo responsabile di alcol, all’Alberghiero di Teramo “Calici e Spicchi”

Giovani talenti e consumo responsabile di alcol, all’Alberghiero di Teramo “Calici e Spicchi”

TERAMO – Le abitudini cambiano, evolvono i linguaggi della convivialità e si trasformano i modelli di consumo. Un processo silenzioso ma profondo, che l’Istituto Alberghiero Di Poppa–Rozzi di Teramo ha saputo intercettare con lucidità e spirito innovativo, cogliendo i segnali di una ristorazione in piena metamorfosi.

Da questa consapevolezza nasce “Calici e Spicchi: Abbinamenti di Gusto”, quest’anno alla seconda edizione, un appuntamento che coniuga passione, creatività e senso di responsabilità, accendendo i riflettori su un tema oggi centrale nel dibattito enogastronomico: il consumo consapevole di alcol.

Le nuove generazioni, infatti, vivono la ristorazione in modo diverso rispetto al passato. Il ristorante tradizionale non rappresenta più il fulcro esclusivo della socialità quotidiana; si prediligono formule informali, consumazioni snelle, spesso al banco o in piedi. Al posto del vino trovano spazio birre e cocktail, abbinati a pizze, panini e focacce: proposte versatili che ben si prestano a drink semplici, replicabili e studiati con criteri tecnici precisi, anche in contesti come le pizzerie dove non sempre, o quasi mai, è presente la figura del bartender.

È in questo scenario che si inserisce l’intuizione progettuale della scuola: valorizzare l’abbinamento tra pizza e cocktail a basso contenuto alcolico o analcolici, offrendo un’esperienza gastronomica di alto profilo senza compromettere la sicurezza alla guida. Un messaggio quanto mai attuale, anche alla luce dell’inasprimento delle sanzioni dello scorso anno. Un modello che potrebbe rappresentare un riferimento concreto per la ristorazione del futuro.

Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti dell’area sala/bar e ricevimento, impegnati fianco a fianco con alcuni tra i migliori pizzaioli abruzzesi nella realizzazione di pizze originali e tecnicamente impeccabili. Gli allievi si sono cimentati nella creazione di cocktail innovativi, studiati per esaltare le caratteristiche organolettiche delle pizze in gara, con particolare attenzione a proposte low alcohol e alcohol free.

La maestria dimostrata nell’arte bianca è stata notevole, ma il cuore della competizione risiedeva soprattutto nella capacità di costruire abbinamenti coerenti, equilibrati e sorprendenti. I cocktail degustati hanno rivelato studio, tecnica e una creatività matura, segno di una preparazione solida e consapevole.

All’evento hanno partecipato diverse pizzerie abruzzesi, ognuna delle quali ha presentato una proposta originale, studiata nei minimi dettagli per l’abbinamento con i cocktail dei ragazzi.

Ad aprire la manifestazione Impastatori Pompetti di Roseto degli Abruzzi, che ha proposto un suo pezzo forte, “Consistenza di Margherita”: una base di pizza fritta a fermentazione spontanea, con pomodoro, stracciatella, polvere di pomodoro e polvere di basilico. La sua creazione è stata accompagnata dal cocktail “Cucumber”, pensato per esaltarne freschezza e aromaticità.

A seguire, La Compagnia della Pizza, di Giulianova, ha presentato una pizza a base di fior di latte, pancetta, polvere di liquirizia di Atri, cipolla croccante e cavolo viola marinato: un insieme di sapori decisi e contrastanti, abbinato al cocktail “Elderberry”, che ne valorizzava le note dolci e speziate.

La terza proposta è arrivata da Castelum Vetus 2.0 di Casoli di Atri: la sua creazione consisteva in un padellino a doppia cottura, farcito con coniglio alla cacciatora cotto a bassa temperatura (Cbt) e presentato come pizza coperta. L’abbinamento scelto è stato il cocktail “Elder”, capace di armonizzarsi con la struttura e l’intensità del piatto.

Successivamente, Fermenta di Chieti Scalo ha portato un padellino a tripla lievitazione, cotto al 100% a vapore, con caciocavallo podolico e pecora alla callara sfilacciata, anche in questo caso in versione coperta. La proposta è stata accompagnata dal cocktail “Tomato”, studiato per sostenere la complessità e la ricchezza dei sapori.

La pizzeria Carpe Diem, con diversi locali in Abruzzo, ha invece puntato su ingredienti di grande carattere: porchetta affumicata alla paglia, crema di topinambur del Fucino e il Gran Sasso Riserva 40 mesi, un pecorino stagionato e affinato nelle grotte di Rocca Calascio. L’abbinamento scelto è stato il cocktail “Violet”, capace di bilanciare la struttura importante della pizza.

La Pizzeria 48 di Roseto degli Abruzzi ha presentato una tonda contemporanea con fior di latte, bollito di maiale sfilacciato, chips di croste di pecorino di Farindola, maionese alla cicoria, germogli di basilico rosso e peperone crusco, abbinata al cocktail “Maracuja”, che è andato ad accompagnare e bilanciare i sapori importanti degli ingredienti utilizzati.

La settima pizzeria in gara è stata Medori di Castelnuovo Vomano, con la sua crema cheese aromatizzata al tartufo, speck croccante, scaglie di pecorino, noci e una grattugiata di tartufo fresco, accompagnata dal cocktail “Pink Grapefruit”, che ha bilanciato i sapori sulla pizza e poi pulito il palato.

La valutazione tecnica è stata affidata ai docenti dell’Istituto, mentre una giuria qualificata ha avuto il compito di decretare i migliori abbinamenti: Franco Cardelli, fondatore della rinomata pizzeria Don Franchino, protagonista di un percorso personale e professionale singolare, da studente di teologia con una vocazione alla vita consacrata a maestro pizzaiolo capace di trasformare la passione in un’eccellenza riconosciuta, la preside Caterina Provvisiero, il vicepreside Domenico Iobbi, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, il prefetto Fabrizio Stelo, il questore Pasquale Sorgonà, il delegato di Teramo dell’Accademia Italiana della Cucina Claudio D’Archivio, il responsabile commerciale Fabbri, uno degli sponsor dell’evento, Alessandro Novacco, il direttore dell’Aci Donato Ciunci, blogger di settore e giornalisti locali.

Durante l’evento, presentato dalla giornalista Eleonora Lopes, sono stati assegnati diversi riconoscimenti alle classi partecipanti, ognuno per una categoria specifica, offerti dal distributore di attrezzature Tecnobar, altro sponsor dell’evento.

Il premio per la miglior tecnica è stato vinto da Simone Di Pietro della classe V E, che si è distinto per precisione, competenza e qualità nell’esecuzione.

Per quanto riguarda il miglior abbinamento, il riconoscimento è andato a Marco Ausilio e la classe IV D, i suoi colleghi Maria Rosaria Nardi, Francesca Sette e Manuel Frezza, che hanno preso parte alla competizione. L’abbinamento proposto prevedeva un cocktail chiamato “Tomato”, studiato in collaborazione con la pizzeria Fermenta. La combinazione tra il cocktail e la proposta gastronomica è stata ritenuta la più equilibrata e originale e la pizzeria probabilmente la inserirà in carta.

Il premio come miglior squadra è stato invece assegnato alla classe IV D. Il team vincitore era composto da Lorenzo Chiappini, Luca Angelozzi, Matteo De Carolis e Maria Rosaria Nardi, che hanno dimostrato grande affiatamento e spirito di collaborazione.

Complessivamente hanno partecipato quattro classi: la V D, la quarta D divisa in due squadre, la V E e la terza E, la più numerosa, che ha partecipato con ben tre squadre, per un totale di sette.

Ciò che ha colpito maggiormente è stato l’entusiasmo autentico dei ragazzi, unito a una preparazione tecnica che smentisce con forza il luogo comune secondo cui le nuove generazioni sarebbero prive di motivazione. Al contrario, la passione per i mestieri della ristorazione appare viva, concreta e determinata.

Insieme alla preside Provvisiero e al vice Iobbi, si sono spesi per l’iniziativa diversi professori a partire da Vincenzo Pinto, grande appassionato di mixology, e Davide Di Teodoro.


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