IL CIBO UNISCE I POPOLI, ALL’AQUILA UNA CENA MULTIETNICA CON I PIATTI DAL MONDO


L’AQUILA – Se è vero che il cibo può contribuire a favorire l’integrazione culturale e sociale fra le persone dentro la comunità e fra questa e il mondo esterno, una bella dimostrazione è andata in scena ieri sera all’Aquila nel luogo dell’integrazione per antonomasia, la mensa di Celestino di Piazza d’Armi, cuore pulsante del Movimento celestiniano che, tra tante altre cose, da anni offre rifugio e assistenza agli stranieri.

Sulla stessa, ricca, tavola imbandita c’erano l’insalata olivier – di cui la donna che l’ha preparata ha rivendicato le origini, pur controverse, francesi e non russe – , il riso pakistano e quello persiano, una succulenta ciotola di zighinì, il piatto tipico della cucina africana a base di pomodoro, carne e uova, le banane fritte camerunensi e il boršc, il tradizionale minestrone ucraino a base di rape rosse.

E ancora, le sarmale, specialità dell’area balcanica (involtini di verza con carne macinata), fagioli bianchi con stinco di maiale affumicato, piatto che viene servito nella Festa nazionale della Romania, melanzane arrosto con maionese e cipolla, la samosa, il popolare snack somalo costituito da triangoli di pasta fritta ripiena di carne piccante, fino all’abruzzesissima pecora alla callara, ricetta tipica della tradizione pastorale.

Il convivio, organizzato per promuovere la lista Demos presente alla competizione comunale, “è di per sé un programma elettorale” ha fatto osservare, tra gli altri, Alfonso D’Alfonso, animatore della compagine che si ispira ai valori dell’accoglienza e della solidarietà e nasce da esperienze come quella della Comunità di Sant’Egidio. “È importante che i popoli si incontrino”, ha aggiunto, “l’attenzione agli ultimi è essenziale al di là della politica, perché i politici vanno e vengono mentre i problemi degli ultimi restano”.

Nella lista, tra gli altri, molti stranieri da anni all’Aquila, perfettamente integrati e spesso con posizioni lavorative di tutto rilievo, come Marlene Capuzzi, 28enne del Camerun, infermiera professionista all’ospedale San Salvatore: “L’integrazione è un valore che ci arricchisce, il mio impegno è a favore degli stranieri che arrivano all’Aquila affinché vengano accolti e si integrino”.

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