IL PADRE DELL’ALLEVATORE DI OFENA MORTO DENUNCIA ANOMALIE NEI PASCOLI A CASTEL DEL MONTE


OFENA – “Da due anni aveva chiesto il codice di stalla al Comune di Castel del Monte senza ottenerlo, invece una società fantoccia il giorno prima ha fatto richiesta per avere la residenza e il giorno dopo gli hanno dato la residenza e i pascoli, assegnandogli il triplo di quello che gli spettava rispetto al numero di pecore”.

È il duro atto d’accusa del padre di Emiliano Palmeri, l’allevatore trovato morto a Ofena (L’Aquila) che ai microfoni di Daniela Senepa del Tgr Abruzzo senza mezzi termini parla di mafia dei pascoli, dicendosi convinto che la tragica fine del 28enne – di cui l’autopsia eseguita ieri stabilirà le vere cause – sia legata alle ingiustizie subite.

“Si è dato da fare pur non avendo il codice di stalla dal Comune di Castel del Monte al quale lo aveva chiesto da due anni”, ha detto ancora Marcello Palmeri. “Hanno fatto delle truffe all’Unione europea perché hanno fatto delle finte società con gli stessi greggi. C’è una persona (di cui fa il nome ma viene silenziato, ndr) che fa le domande per gli allevatori e fa anche i riparti. Questo è un conflitto d’interessi”.

Quel che è successo a Ofena ha dell’inquietante: tra il 19 e il 20 aprile scorso il giovane era stato brutalmente aggredito, in ospedale – dove era stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici – agli inquirenti aveva fatto il nome del presunto aggressore e nel frattempo due cavalli appartenenti alla sua azienda erano stati trovati morti e altri due agonizzanti. A pochi giorni dal ritorno a casa il tragico epilogo con il suo ritrovamento impiccato a un albero. Nei mesi precedenti, alcuni mezzi agricoli di un’azienda confinante erano andati a fuoco.

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