Cronaca 26 Ott 2024 09:21

Il popolo della notte vuole ancora ballare? Intervista a Niko Gizzi su tendenze e mutamenti

Il popolo della notte vuole ancora ballare? Intervista a Niko Gizzi su tendenze e mutamenti

L’AQUILA – La vita notturna è cambiata e insieme ad essa la fruizione di quelli che erano considerati i templi della musica e del ballo: le discoteche. Sembrano lontani i tempi scanditi dalle celebri hit della disco dance anni ‘90, da Corona agli Snap!, con le loro ‘Rhythm of the night’ e ‘Rhythm is a dancer’ e dei nostrani 883 che cantavano e raccontavano del “… ritmo che ti prende nella notte”, con le discoteche affollate, lunghe file, buttafuori e liste d’ingresso.

Non certo per una diminuzione della voglia di divertimento del cosiddetto “popolo della notte”, formato da persone di tutte le età, quanto per una serie di mutamenti sociali, culturali e tecnologici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.

“Più che una crisi del settore del divertimento, credo siano solo cambiate le modalità, perché c’è ancora tantissima voglia di divertirsi e di ballare – rileva Niko Gizzi, aquilano, organizzatore e patron di eventi e serate da oltre trent’anni -. Prima le discoteche erano il massimo della socialità, luoghi dove ci si incontrava e ci si divertiva. Adesso, oltre ad essere cambiata la musica e i modi di ascoltarla, i giovani hanno un tipo di partecipazione maggiormente indirizzata alla condivisione sui social media con foto e video, più che alla socializzazione come era intesa 20-30 anni fa. I ragazzi, però, sono comunque attratti dal mondo della notte”.

La crisi delle discoteche va avanti da diversi anni, influenzata da fattori quali l’importante calo demografico cui si è assistito negli ultimi venti anni, l’inflazione che ha inciso sui costi di organizzazione degli eventi, la geopolitica, che nell’ultimo biennio ha portato ad un aumento del costo dell’energia e, non ultima, la pandemia di Covid-19. Come evidenziato dall’88esimo Rapporto Siae, stilato annualmente nell’ambito spettacolo, intrattenimento e sport, anche se nel 2023 il settore intrattenimento e ballo ha registrato dati in crescita rispetto al 2022 (+17,8%), rimane di molto inferiore ai livelli pre-pandemici (-21,5%).

La tecnologia, inoltre, ha rivoluzionato il modo di vivere le serate: smartphone e social media sono ormai i veri protagonisti della vita notturna e permettono di promuovere eventi in maniera rapida oltre a diffondere tendenze in tempo reale con le dirette ‘live’ dalle sempre più numerose tipologie di locali che offrono intrattenimento.

Complice il lockdown che ha costretto le discoteche a chiudere per lunghi periodi e spinto le persone a cercare nuove forme di svago e convivialità, infatti, ormai non è più possibile parlare di divertimento e di ballo associandoli esclusivamente alle discoteche. Anzi, ormai si balla soprattutto in luoghi meno tradizionali – siano essi locali piccoli e informali, club, bar, ristoranti o spazi all’aperto come le spiagge – che attraggono soprattutto i più giovani e il loro gusto verso un tipo di intrattenimento meno strutturato e più personalizzato.

Senza contare che alle nuove generazioni, e non solo, piace andare alla ricerca di attività economicamente più accessibili, considerati i costi d’ingresso, spesso alti, delle discoteche. Queste ultime, per richiamare pubblico, devono quindi puntare su strategie di marketing mirate.

“Oggi le piazze funzionano di più dei locali, così come le spiagge e i locali in riva al mare – aggiunge l’imprenditore -. La notte, intesa come quella degli anni d’oro delle discoteche, si è persa e non c’è più un guadagno importante. È difficile pensare a fare impresa in questo campo: non è conveniente fare serate, limitate dalle troppe restrizioni, per avere un guadagno minimo. Per questo gli eventi diminuiscono. Inoltre va considerato che sono cambiate le mode e i riferimenti culturali: ad esempio, invitare alle serate una guest star, un vip, prima attirava molto pubblico, che a fine serata scattava foto con il personaggio famoso, mentre adesso c’è meno attenzione a questo. Bisogna puntare ad altro, o inserire queste ospitate in contesti adeguati. Personalmente, nelle serate che organizzo, continuo a volere una qualità alta, con proposte valide, perché rischiare investendo è l’unico modo per avere successo”.

“Tante volte ho pensato di smettere e negli ultimi anni mi sono fermato con gli eventi, anche a causa della pandemia che ha bloccato tutto il settore del divertimento, pensando di riprendere appena finita l’emergenza e le persone potevano tornare a vivere le serate nel giusto modo, senza paure. Nel frattempo ho indirizzato la mia visione imprenditoriale su settori differenti da quello della notte. Quello che mi spinge a fare questo lavoro è la passione e, quando possibile, cerco ancor oggi di creare degli eventi particolari, adeguandomi al target a cui faccio riferimento e che da anni mi segue, cioè persone adulte che hanno ancora una gran voglia di divertirsi.

Ad esempio, il prossimo evento caldo sarà un pranzo spettacolo, una vera novità in fatto di proposta nel settore, proprio perché si sposta l’entertainment dalla cena al pranzo domenicale. È il primo evento che sto organizzando, con l’idea di riproporre questa nuova visione di format una volta al mese. La ‘prima’ coinciderà quindi con l’inaugurazione del ristorante ‘Parco delle Magnolie’ di Pizzoli (prevista il prossimo 3 novembre, ndr): sarà un modo per pranzare e passare una domenica in compagnia, divertendosi”, prosegue Gizzi.

Estate e Capodanno momenti centrali del divertimento

I dati dell’Osservatorio Siae, inoltre, hanno evidenziato quanto il contesto stagionale e i periodi di vacanza influenzino l’offerta di intrattenimento e la partecipazione del pubblico, tanto che c’è una maggiore concentrazione di eventi nei mesi estivi (30%), coincidenti con le ferie e con l’apertura di locali con spazi esterni, e in dicembre (10%), in concomitanza con le vacanze natalizie e con il Capodanno.

“Le persone in estate e durante il Capodanno sono più disposte a divertirsi e a cercare serate dove ballare e stare insieme – sottolinea Gizzi -. È importante, però, offrire eventi particolari, ad esempio serate a tema, che facciano scattare nelle persone la voglia di uscire di casa. Fondamentale anche cercare di coinvolgere tutti, ma bisogna differenziare l’offerta affinché ci sia integrazione tra chi partecipa e, soprattutto, divertimento. Per me che sono un imprenditore è un rischio fare scelte del genere, ma voglio che le persone siano soddisfatte dell’offerta: serate indirizzate a target misti sono complesse e non sempre hanno il successo sperato”.

“Il Capodanno è un evento che ho sempre organizzato e in cui c’è stata una grandissima partecipazione. Per questo Capodanno, proprio per differenziare i target, per la prima volta proporrò due eventi diversi in due location differenti, di cui darò ulteriori dettagli a breve, ma entrambi con la stessa attenzione e qualità nell’organizzazione: uno per un pubblico più adulto, di fascia d’età tra i 40-50 anni, e uno per i giovani per far ritornare anche i ragazzi a festeggiare un classico Capodanno. La mia soddisfazione più grande è vedere le persone che si sono divertite dopo aver trascorso una serata come io l’ho immaginata e organizzata”, conclude Gizzi.

Discoteche, locali notturni e organizzatori devono dunque cercare di stare al passo con la continua evoluzione del mondo della notte, distinguersi dalla massa e proporre eventi unici, mai banali e soprattutto mettendo in campo passione e professionalità. Ilaria Micari


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