Il vignaiolo di Cà du Ferrà vittima di una brutale aggressione mentre lavora tra i filari
BONASSOLA – Una brutale aggressione in vigna, mentre era a lavoro tra i filari. Vittima Giuseppe Aieta dell’azienda Cà du Ferrà di Bonassola, in provincia di La Spezia, che insieme al marito Davide Zoppi una decina d’anni fa ha deciso di lasciare Milano e stabilirsi nel piccolo centro della riviera ligure di levante.
I genitori di Davide possedevano un’azienda alla quale i due giovani hanno deciso di dedicarsi abbandonando altri percorsi professionali. Coltivando le varietà autoctone tra muretti a secco e filari terrazzati in un contesto di rara bellezza.
In pochi anni i riconoscimenti non sono mancati e i vini di Cà du Ferrà sono finiti sulle principali guide di settore, anche grazie alla riscoperta della varietà Ruzzese.
La loro colpa? Probabilmente quella di trovarsi in una comunità ancora troppo piccola e chiusa come quella di Bonassola, meno di mille abitanti in quella provincia d’Italia spesso ancora troppo bigotta.
Dopo questo episodio assurdo assume un significato ancor più importante la loro ultima etichetta presentata a marzo: “Zero tolleranza per il silenzio”. Un vino-manifesto che esorta a non voltarsi mai dall’altra parte come aveva spiegato lo stesso Davide: “È un atto di coraggio, una presa di posizione. È il rifiuto di restare in silenzio, di lasciarsi scivolare addosso la vita senza dire la propria”.
Il nome è frutto di una riflessione profonda: una provocazione culturale, prima ancora che estetica. È un messaggio rivolto al mondo, ma anche un invito alla responsabilità individuale. Contro l’omertà, l’indifferenza, la paura di esporsi. Anche il vino, nella sua espressività, diventa vibrante e diretto: non rimane mai muto nel calice, ma dialoga, sorprende, stimola.
Dopo l’aggressione dei giorni scorsi, Davide ha scritto anche una lettera aperta al suo paese lanciando un appello a non restare indifferenti davanti a gesti così retrogradi.
A entrambi la vicinanza di Virtù Quotidiane.
La lettera aperta alla comunità di Bonassola
Cari concittadini,
sono giorni difficili e dolorosi, nei quali la nostra vita è stata segnata da un episodio di inaudita violenza.
Mio marito Giuseppe Luciano Aieta, mentre lavorava nella nostra vigna, è stato vittima di un’aggressione brutale: percosse, minacce con un’arma, immobilizzazione e un tentativo di violenza che mai avremmo immaginato di dover subire nella nostra terra, tra le nostre colline.
Abbiamo denunciato tutto alle Autorità competenti, che stanno già operando per accertare i fatti e individuare i responsabili. Confidiamo pienamente nella Giustizia e chiediamo che chi ha commesso o ha contribuito a qualsiasi titolo a commettere questo gesto venga punito con la massima severità.
Questa aggressione non è un episodio isolato. Da oltre un anno e mezzo, Giuseppe ed io viviamo in un clima pesante, fatto di pressioni, rancori, atti persecutori e tentativi di delegittimazione personale e professionale. Un clima che, pur senza nominare nessuno, è noto a molti e che oggi ha fatto da terreno fertile ad un gesto vile e intollerabile.
Noi, in tutto questo tempo, abbiamo sempre vissuto alla luce del sole, con viso aperto e testa alta.
Continueremo a farlo, così come continueremo a promuovere, con il nostro lavoro, il nostro sudore e la nostra passione, le meraviglie di questa Terra.
Chi sceglie la viltà, l’agire torbido e meschino e la violenza non vuole bene a questa Comunità e, siamo certi, troverà sempre la porta chiusa.
Siamo figli di questa terra e continueremo a custodirla e ad amarla, a lavorare tra i filari e a credere nei valori che Bonassola rappresenta: comunità, rispetto, dignità.
In questi giorni abbiamo sentito forte la vostra vicinanza. In tanti ci avete scritto, chiamato, abbracciato: questo ci dà la forza per andare avanti e per non sentirci soli. La vostra solidarietà è il segno più autentico che la comunità di Bonassola rifiuta la violenza e non intende lasciare spazio a chi vive di odio e intimidazione.
Chiediamo a tutti voi di non rimanere indifferenti. Questo non è solo un attacco a noi due: è un attacco ai valori di civiltà che tengono insieme una Comunità.
È tempo che Bonassola scelga da che parte stare: dalla parte del rispetto, della giustizia, della libertà.
Con dignità e determinazione,
Davide Zoppi
Giuseppe Luciano Aieta
Bonassola, 17 agosto 2025
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