Le ricette che tramandano storie, tradizioni e sapori. A Ofena si condividono e raccolgono per non perdere la memoria
OFENA – Anthony Stella ha trascorso una vita negli Stati Uniti, a Wilmington vicino Filadelfia aveva un ristorante che si chiamava Ofena, ha insegnato a cucinare ai detenuti e fatto conoscere i piatti abruzzesi oltreoceano prima di ritirarsi nel suo paese di origine. Patrizia Carpini è invece una blogger toscana arrivata apposta per partecipare al laboratorio di scrittura. Fernanda Stella, 94 anni, memoria storica del paese, ha condiviso saperi e ricette della tradizione.
Istantanee da “Le magna’ d’ na vot’” – il mangiare di una volta, nel dialetto locale – l’iniziativa che a Ofena (L’Aquila) si prefigge di raccogliere le ricette custodite dagli anziani per dar vita a un racconto collettivo delle cucine della memoria che diventerà un ricettario condiviso.
E ha iniziato a farlo condividendo saperi e sapori, ripercorrendo la storia che c’è dietro ai piatti, spesso nati dalla necessità e da quel che la terra offriva, ma anche dagli scambi socio-culturali e quindi dalle contaminazioni che, nel corso del tempo, mutano anche i piatti e le abitudini in cucina.
A riannodare i fili ci ha pensato Martina Liverani, scrittrice e giornalista gastronomica, che ha prima tenuto un laboratorio di scrittura e poi dialogato con il direttore di Virtù Quotidiane, Marco Signori, su “Siamo ciò che cuciniamo”, un talk proprio sul legame tra ricette, memorie e identità.

Il talk “Siamo ciò che cuciniamo”
Perché “una ricetta non è mai solo una ricetta – ha detto Liverani – ma è un modo diverso di raccontare una storia. Quindi tramite i sapori del luogo alla fine abbiamo scoperto tantissime informazioni di questo paese”.
“La ricetta non è ferma, è in movimento così come l’identità di un posto e quindi le ricette sono anche molto stratificate, cambiate nel corso del tempo”.
Organizzata dalla Pro loco in collaborazione con il Comune e la cooperativa sociale Realize, Le magna’ d’ na vot’ è alla sua 13esima edizione e si intreccia con il progetto “Memorie e sogno tra la Valle del Tirino e le terre della baronia” che prevede il coinvolgimento anche dei comuni limitrofi: “Nei prossimi mesi li attraverseremo chiedendo alle persone i ricordi e le ricette di un tempo che raccoglieremo in una pubblicazione”, ha detto Antonella Marrocchi di Realize.
Sullo sfondo, gli stand gastronomici hanno proposto piatti della tradizione abruzzese: gnocchetti con verdure, chitarra al ragù, trippa, pallotte cacio e ova, panino con salsiccia, pane olio e pomodoro.

Anthony Stella
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