Cronaca 06 Ott 2025 12:40

Morto Aimo Moroni, storia e anima del ristorante “Aimo e Nadia” di Milano

Morto Aimo Moroni, storia e anima del ristorante “Aimo e Nadia” di Milano
foto dal sito aimoenadia.com

MILANO – La scena gastronomica milanese perde uno dei suoi protagonisti: è morto a 91 anni Aimo Moroni, che insieme alla moglie Nadia Giuntoli ha portato avanti lo storico ristorante “Aimo e Nadia” di via Raimondo Montecuccoli fino all’inizio degli anni Duemila.

Di origini toscane si era trasferito a Milano dove, nel dopoguerra, aveva incontrato la donna che sarebbe diventata sua moglie, con cui ha aperto la prima trattoria nel 1962.

A cavallo tra gli anni 70 e l’inizio degli anni 80 avviene la svolta per il percorso intrapreso dai due cuochi. La stampa e la critica gastronomica italiana notano il ristorante per le ottime materie prime utilizzate nella preparazione delle ricette e la valorizzazione delle specificità dei territori e a quello che ormai si chiama Il Luogo arriva il riconoscimento più ambito: la Stella Michelin.

Negli anni Novanta, Aimo e Nadia vengono riconosciuti internazionalmente come coloro che hanno interpretato e proposto, in chiave innovativa, la ricca cultura enogastronomica italiana esaltando gli ottimi ingredienti e rispettando i sapori originari dei territori della penisola. Il piatto rappresentativo della decade è senz’altro il Gambero Viola di Sanremo ai tre legumi, unico per la sua dolcezza e morbida consistenza, accompagnato da fagioli, lenticchie, cicerchie e olio crudo.

Il nuovo Millennio si apre con la necessità per Aimo e Nadia di trovare qualcuno a cui passare il testimone dell’attività, consapevoli di aver raggiunto numerosi traguardi prefissati e aver esaudito il sogno di aver reso una piccola trattoria un posto magico apprezzato in tutto il Mondo. Nel 2012, la storica insegna passa nelle mani sapienti degli chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini, che portano avanti l’eredità dei due coniugi esaltando un’idea di cucina che celebra l’ingrediente per farsi sintesi di memoria gustativa e contemporaneità.


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