Cronaca 09 Ott 2026 11:28

Per la Doc Monreale quattro new entry nel Consorzio e nuovo disciplinare

Per la Doc Monreale quattro new entry nel Consorzio e nuovo disciplinare
Benedetto Alessandro e Costanza Chirivino

MONREALE – Il Consorzio di tutela Doc Monreale annuncia l’ingresso di due nuovi soci: Pizzitola e Fattorie Azzolino. Le due aziende si aggiungono a Candido e Ingrassia, già facenti parte della compagine consortile da qualche mese, a conferma di un interesse crescente da parte delle cantine del territorio verso un progetto collettivo che oggi mostra risultati concreti.

“Quattro nuove adesioni in un arco di tempo così breve non sono un caso – dice Costanza Chirivino, presidente del Consorzio di tutela Doc Monreale – . Le aziende guardano con fiducia a un Consorzio che oggi offre regole chiare, un’identità riconoscibile e occasioni concrete per farsi conoscere. Siamo felici di accogliere Pizzitola e Fattorie Azzolino: ogni nuovo socio rende la denominazione più rappresentativa del nostro territorio palermitano”.

Un nuovo disciplinare per una nuova stagione

Per lungo tempo la Doc Monreale ha avuto margini di azione limitati. Non per mancanza di impegno di chi l’ha guidata, ma per uno strumento che non rispondeva più alle esigenze delle aziende: il disciplinare originario ammetteva quindici varietà, rendendo difficile costruire un’identità riconoscibile e offrendo alle cantine poche ragioni per investire in un progetto comune.

Il cambio di passo arriva con la revisione del disciplinare, in vigore dal 2024, portata a termine sotto la presidenza di Mario Di Lorenzo. La denominazione ha scelto di puntare su tre vitigni identitari: il Catarratto per il Monreale Bianco, il Perricone per il Monreale Rosso e Rosato, il Syrah, definito “il più siciliano degli internazionali”, per il Monreale Syrah.

Il progetto di rilancio è stato presentato due anni fa all’Orto Botanico di Palermo. Un appuntamento che ha unito vino, enoturismo e cultura, e che ha dato voce per la prima volta al pay-off della denominazione: “Il Vigneto di Palermo”.

2026, l’anno della piena operatività

L’anno in corso ha segnato un’accelerazione. L’8 marzo il Consorzio ha nominato la nuova presidente, Costanza Chirivino, prima donna alla guida della denominazione, nel segno della continuità con il lavoro svolto in questi anni.

“Il lavoro fatto negli ultimi anni – continua Chirivino – ha posto delle basi solide e il mio compito è farle crescere. Ho trovato un gruppo di produttori coeso, che condivide una visione e la porta avanti con concretezza: è questo lo spirito che ha permesso al Consorzio di cambiare passo”.

Da allora si sono susseguiti diversi appuntamenti di rilievo come l’incoming dei master of wine, due giornate di Monreale Wine Doc, promosse dal Comune di Monreale col supporto del consorzio Doc Monreale, che ha compreso una mostra col talk show “Monreale: capitale del vino e delle ceramiche artistiche”, la giornata tecnica dedicata agli stessi produttori per il confronto tra le aziende, e in ultimo Vendemmia in rosa, l’evento di beneficenza verso le donne vittime di violenza. Un segnale concreto di coesione.

Guardando al prossimo futuro il Consorzio sarà presente con un desk collettivo a WineSicily 2026 e a Camporeale Days.

Le prospettive

Il futuro della denominazione è racchiuso nel suo pay-off, “Il Vigneto di Palermo”, che testimonia il legame tra la Doc Monreale e il proprio territorio: un legame che il Consorzio intende consolidare innanzitutto in casa, con la città, la sua comunità e chi la visita, prima ancora che sui mercati esterni.

“‘Il vigneto di Palermo’ non è soltanto un pay-off: è un impegno – chiarisce Costanza Chirivino – . Vogliamo che i palermitani riconoscano nella Doc Monreale il vino della propria città e che sappiano che a pochi chilometri da casa c’è un areale che produce vini identitari e che ci sono cantine che meritano di essere visitate. Il legame con il nostro territorio si costruisce prima di tutto qui, in casa: solo così potremo presentarci con credibilità anche fuori. Ogni nuova azienda che sceglie di unirsi a noi è un passo verso questa direzione”.


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