Perdite per 19 milioni in tre anni, Birra del Borgo verso la chiusura
BORGOROSE – Perdite per circa 19,4 milioni di euro dal 2022 al 2024 e difficoltà strutturali che non consentono di proseguire. Va così verso la chiusura definitiva Birra del Borgo, l’azienda fondata nel 2005 da Leonardo Di Vincenzo a Borgorose (Rieti) e nel 2016 acquisita dal colosso internazionale AB InBev.
La decisione è stata comunicata ieri dopo l’approvazione del bilancio 2025 dalla stessa società: avviata la procedura sindacale di informazione preventiva per la futura cessazione dell’attività, dopo l’aggravarsi di una situazione giudicata irreversibile e tale da rendere non più sostenibile la prosecuzione dell’attività.
Dal 2022 al 2024, in soli tre esercizi, la società ha registrato perdite per circa 19,4 milioni di euro, che sono state coperte con una ricapitalizzazione di pari importo. Il bilancio 2025 registra ulteriori perdite per 2,26 milioni di euro, coperte con una nuova ricapitalizzazione di 2,6 milioni. Contestualmente il fatturato è passato da 4,7 milioni di euro nel 2022 a 2,9 milioni nel 2025.
In tale contesto – spiegano dall’azienda in una nota diffusa da Askanews – dopo un’attenta valutazione delle opzioni disponibili, inclusa la possibilità di cessione a terzi, non è emersa alcuna soluzione industriale, finanziaria e operativa in grado di offrire una prospettiva di continuità. La scelta è il risultato di valutazioni prolungate e approfondite, condotte con piena consapevolezza del peso umano e sociale della decisione per le persone coinvolte, per il territorio e per una storia imprenditoriale che rappresenta un valore riconosciuto.
La procedura di consultazione sindacale preliminare riguarda 21 dipendenti a tempo indeterminato ed è stata trasmessa alle organizzazioni sindacali competenti nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore alimentari industria.
All’esito, è prevista l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo in base alla Legge n. 223/1991.
Birra del Borgo si dichiara “pienamente consapevole dell’impatto di questa decisione sulle persone attualmente impiegate e sulle loro famiglie. Per questa ragione, l’azienda si impegna a valutare strumenti concreti finalizzati a favorire la ricollocazione professionale delle persone coinvolte anche tramite outplacement. I dettagli di tali strumenti saranno oggetto di confronto con le parti sociali. Birra del Borgo rappresenta un capitolo importante della storia della birra artigianale italiana. Ogni decisione relativa al futuro del marchio, delle ricette e degli asset sarà assunta con il rispetto che questa storia merita”.
L’ingresso nel perimetro del primo gruppo birrario mondiale, nel 2016, era stato presentato come una nuova fase di investimenti, crescita commerciale e produzione mantenuta sul territorio. Nell’arco di dieci anni – dopo che all’inizio del 2022 AB InBev aveva già pesantemente ridimensionato il birrificio con 42 dipendenti su 72 licenziati o ai quali non fu rinnovato il contratto, chiuso i ristoranti e lo stabilimento sperimentale di Collerosso poi ceduto a Matteo Corazza, primo mastro birraio dell’azienda – la storia sembra essere arrivata definitivamente alla fine.
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