RICHIESTE DA TUTTO IL MONDO PER ALLOGGIARE NELLA CASA DI MONTALBANO


SANTA CROCE CAMERINA – “Le richieste per alloggiare nella casa arrivano dall’Italia e dall’estero. Dal ’98 è diventata meta di pellegrini. Se non fosse stato per mia nonna Montalbano sarebbe stato girato altrove. A Camilleri va il grandissimo merito di avere scardinato la Sicilia da quei clichè che la volevano legata al padrino, coppole e lupare. La Sicilia è anche sole, luce, una bella giustizia vera che incarna il Commissario Montalbano“.

Costanza Di Quattro, nipote del proprietario della casa a Punta Secca, dove viene girata la fiction Il Commissario Montalbano, è intervenuta ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, all’indomani della scomparsa di Andrea Camilleri, il popolare scrittore dai cui racconti è tratta la serie tv.

Piccolo borgo marinaro, Punta Secca è frazione di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa.

Luca Zingaretti? È un caro amico di papà, è una persona eccezionale, attore straordinario, che ha incarnato in maniera magnifica il personaggio di Camilleri – ha detto – . Non credo che abbia mai chiesto di restare a dormire nella nostra casa, ma i primi tempi veniva, faceva visita alla nonna, si sedevano sul terrazzino a prendere il caffè, faceva il bagno lì a Puntasecca e faceva la doccia a casa. Camilleri invece è venuto a visitare la casa dopo il primo ciak. Poi io e lui ci siamo incontrati per il mio libro a Roma e mi ha dato tanti consigli. Mi ha raccontato che venne a vedere la casa in inverno e rimase sorpreso dal fatto che nonostante ci fosse una giornata terribile, la casa era piena di gente intorno che faceva foto”.

Di Quattro ha pubblicato il libro La mia casa di Montalbano’.

“Il primo incontro con questa casa non ha un tempo, perché è la casa della mia famiglia da sempre. Nel ’98, quando ci fu il primo ciak del Commissario Montalbano, ci siamo resi conto di quanto fosse diventata invivibile in quanto meta di pellegrinaggio dei telespettatori. Da allora abbiamo deciso di fare la villeggiatura in altre località e di lasciare quella casa ai nonni”.

“Finché vedi le persone di sotto che fanno le foto fa anche piacere, però quando ti chiedono se ti puoi allontanare un attimo perché devono fare la foto inizia ad essere un po’ troppo. Poi abbiamo aperto un bed and breakfast. I miei nonni hanno sguazzato in maniera felice in questa confusione, in questo via vai di gente. Le richieste per alloggiare nella casa arrivano dall’Italia e dall’estero”.

“La produzione della fiction si affidava un location manager ragusano, lui si rivolse a mio padre e chiese di intercedere con il nonno perché avevano scelto la nostra casa come location – ha raccontato Costanza-. Quindi cominciò una trattativa, tra l’irremovibilità del nonno che sosteneva che un film girato a Puntasecca non l’avrebbe visto nessuno e che non voleva affittare la casa. Poi mio padre passò un anno a cercare di convincerlo, facendogli anche leggere i libri di Camillari. E alla fine la svolta di mia nonna, che ha preso la situazione in mano e ha accettato”.