Tavolate imbandite in più di cento città per promuovere la cucina italiana patrimonio Unesco
ROMA – Oltre 120 tavolate in tutta Italia, raccontando il rito del pranzo della domenica, per sostenere la candidatura della cucina italiana a a patrimonio Unesco, che verrà decisa da 24 Paesi l’8 dicembre prossimo.
Così oggi l’Associazione dei comuni (Anci) ha promosso l’iniziativa, da nord a sud della penisola, tutta mediatica – e per questo fonte di polemiche per una comparsata anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni – a beneficio della Rai che ha realizzato collegamenti da una serie di città in diretta su Domenica In.
A Roma in una suggestiva tavolata imbandita presso il Tempio di Venere, di fronte al Colosseo, c’erano Sabrina Ferilli e Paolo Bonolis, all’Aquila Bruno Vespa con Niko Romito e Antonello Moscardi, a Napoli Alessandro Borghese e Gigi D’Alessio, a Verona Gianna Nannini, a Livorno Carlo Conti, a Genova Antonella Clerici, ad Alba Piero Chiambretti, a Matera Peppone Calabrese e a Palermo Elisa Isoardi.
“La cucina italiana vale circa 250 miliardi di euro nel mondo”, ha sottolineato Meloni, e rispondendo ad una domanda di Mara Venier, ha raccontato: “Io di solito passavo il pranzo della domenica con i nonni materni”, il ricordo è “legato alle pastarelle compreso il diplomatico”.
Insieme a lei, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
“Nel mondo” ha ricordato il ministro Lollobrigida, “sono 4 le cucine riconosciute dall’Unesco: francese, giapponese, coreana e messicana. Manca quella italiana e l’8 dicembre si decide se la convivialità della cucina italiana può essere rappresentativa di un modello alimentare e di un modello che porta con sè la tradizione. Noi siamo un popolo che a tavola parla di cosa mangerà al prossimo pasto, dei prodotti che sta mangiando e di quelli che arriveranno; siamo il popolo che apparecchia. La cucina italiana è un altro modo per aprirci delle porte; per agganciare alla nostra rete di distribuzione la ristorazione, centinaia di migliaia di ristoranti nel mondo le nostre produzione facendole crescere nel valore”.
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