TROPPO MONTEPULCIANO, L’ABRUZZO PER LA PRIMA VOLTA VA VERSO IL BLOCKAGE PER TUTELARE IL VALORE

uva vigneto villamagna

PESCARA – Si produce troppo Montepulciano Doc e questo, per la classica logica della domanda e dell’offerta, finisce per farlo vendere a prezzi stracciati. Per questo l’Abruzzo si appresta ad applicare per la prima volta il blockage, cioè un blocco della vendita su un quantitativo di vino prodotto che potrebbe essere del 30 per cento del totale.

Sulla decisione, di cui discute oramai da tempo il cosiddetto tavolo verde riunito dalla Regione, di cui fanno parte associazioni di categoria, Consorzi, distretto Daq vino Abruzzo e Assoenologi, si è raggiunta un’intesa oggi nell’ennesima riunione presieduta dal vice presidente della Regione e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente.

È la legge 238 del 2016 a prevedere la possibilità di accantonare una quota del vino prodotto, anche se in Abruzzo non è mai accaduto prima: “Le Regioni, al fine di migliorare o di stabilizzare il funzionamento del mercato dei vini e per superare squilibri congiunturali, su proposta e in attuazione delle decisioni adottate dai Consorzi di tutela e sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative e le organizzazioni professionali della regione, possono stabilire sistemi di regolamentazione della raccolta dell’uva e dello stoccaggio dei vini ottenuti in modo da permettere la gestione dei volumi di prodotto disponibili, compresa la destinazione degli esuberi di produzione di uva e della resa di trasformazione di uva in vino”.

Una scelta che ha fatto discutere il mondo del vino abruzzese, considerando peraltro che la direzione intrapresa con gli aggiornamenti dei disciplinari prevede l’aumento della resa per ettaro e dunque, verosimilmente, della produzione.

“In base al disciplinare attualmente in vigore la resa per ettaro è di 140 quintali”, spiega Alessandro Nicodemi, vice presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo che ha partecipato all’ennesima riunione del tavolo ieri nella sede della Regione a Pescara. “L’Abruzzo imbottiglia circa 800mila ettolitri l’anno ma ne produce di più. Purtroppo non c’è domanda, neanche da parte degli imbottigliatori di fuori regione”.

“Tra i vari strumenti previsti dall’articolo 39 della legge 238 sulla ‘Gestione delle produzioni’, abbiamo scelto di proporre la scelta più indolore”, osserva Nicodemi, che spiega cosa prevede la proposta avanzata dal Consorzio: “Dei 140 quintali raccolti, 110 pari a 77 ettolitri li immetti sul mercato, gli altri 30 pari a 21 ettolitri vengono bloccati e non puoi commercializzarli. Se durante l’arco dell’anno i dati – che sono certi perché il Consorzio conosce il numero dei contrassegni (le fascette della Doc stampate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che avvolge il collo delle bottiglie, ndr) e le giacenze mese per mese – ci dicono che il mercato va in senso favorevole, quindi andiamo verso l’esaurimento di tutte le giacenze, si sblocca la possibilità di commercializzare i 21 che erano stati accantonati”.

Una scelta “più cautelativa” rileva Nicodemi, perché “se avessimo abbassato la resa per ettaro l’uva sarebbe andata persa”.

Ma che fine fa il vino accantonato, se non dovesse finire sul mercato? “Al 31 marzo 2024, la produzione della vendemmia 2022 sarà declassata e il vino sarà venduto come Igt o vino da tavola”.

Una scelta, quella dell’attivazione delle misure per la gestione delle produzioni a Doc, che ripropone lo spinoso tema delle differenze – anche di visione – tra piccoli produttori e grandi cooperative. Se queste ultime, infatti, potrebbero attutire meglio il colpo di dover immobilizzare ingenti capitali rappresentati dal vino invendibile, a farne le spese sarebbero le migliaia di conferitori che rischiano di vedersi non ritirare l’uva.

La proposta che il Consorzio ha formalizzato alla Regione prevede tuttavia delle eccezioni: saranno escluse dal blockage, ad esempio, le colture biologiche o integrali, e in altri casi particolare si potrà beneficiare di uno sblocco anticipato. Ora si attende la determina dirigenziale della Regione che sancisce la decisione. (m.sig.)

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2022