Enogastronomia 02 Apr 2026 10:20

Bressanone, nella regione vinicola più a nord d’Italia si celebra il territorio con la Primavera di Novacella

Bressanone, nella regione vinicola più a nord d’Italia si celebra il territorio con la Primavera di Novacella

BRESSANONE – Tra Alpi e Mediterraneo, intorno a Bressanone (Bolzano), nascono alcuni dei vini bianchi più interessanti d’Italia. La città della Valle Isarco è, infatti, considerata la regione vinicola più a nord del Paese: una piccola area alpina i cui vini ricevono regolarmente riconoscimenti nazionali e internazionali. Eleganti, minerali e caratterizzati da una straordinaria freschezza, raccontano in modo autentico il terroir di questa valle di montagna.

La DOC Valle Isarco è anche la più piccola zona vinicola dell’Alto Adige. I vigneti si trovano spesso tra 500 e 900 metri di altitudine, su pendii ripidi e soleggiati attorno a Bressanone e all’Abbazia di Novacella. Qui l’intensa insolazione si combina con forti escursioni termiche tra giorno e notte, permettendo una maturazione lenta delle uve e conferendo ai vini acidità vibrante, freschezza e una marcata impronta minerale. Tra i vitigni simbolo della valle spiccano Sylvaner, Kerner, Grüner Veltliner e Riesling.

Ogni anno, in primavera, la stagione vinicola ha inizio con la Primavera di Novacella del 25 e 26 aprile, evento con cui Novacella e Varna (Bolzano) celebrano l’arrivo della primavera con degustazioni, piatti stagionali e musica. Cantine, ristoranti e masi partecipano con iniziative speciali, mentre i produttori Abbazia di Novacella, Griesserhof, Strasserhof e Pacherhof aprono le porte delle loro cantine per visite e degustazioni.
È così che Bressanone alza il calice alla sua terra invitando visitatori e appassionati a scoprire, passo dopo passo e sorso dopo sorso, una delle più affascinanti regioni del vino alpino.

La tradizione vitivinicola locale ha radici profonde; da secoli, infatti, si coltiva la vite in queste zone, come testimonia l’Abbazia di Novacella, il cui monastero agostiniano gestisce una delle più antiche cantine attive d’Europa. Accanto alla realtà monastica, il panorama vitivinicolo è caratterizzato da numerose aziende familiari, come la cantina Köfererhof, nei pressi di Novacella, una delle più antiche dell’Alto Adige, le cui origini risalgono addirittura al 976.

E, ancora il Kuenhof, antico maso con radici nel XII secolo, è oggi noto per una viticoltura attenta alla natura e per vini bianchi minerali di grande personalità; oppure il vitigno Pacherhof, situato sopra l’abbazia, è strettamente legato alla storia del Kerner in Valle Isarco: il bisnonno dell’attuale vignaiolo fu il primo a piantarlo nella valle nel 1973, contribuendo alla sua diffusione.

Anche Strasserhof, tra le cantine più alte dell’Alto Adige, produce vini bianchi eleganti che esprimono con chiarezza il carattere alpino del territorio; mentre Burgerhof Messner rappresenta uno sguardo verso il futuro: qui vengono coltivati esclusivamente vitigni PIWI, varietà resistenti alle malattie che consentono una viticoltura particolarmente sostenibile e la produzione di vini biologici.

A Varna si trova Griesserhof, che unisce una tradizione vitivinicola secolare a moderne tecniche di cantina ed è nota per eleganti vini bianchi che riflettono con precisione il terroir della Valle Isarco. Inoltre, la piccola azienda familiare sopra Bressanon Taschlerhof rappresenta una produzione vinicola artigianale su ripidi vigneti d’alta quota e vini di carattere, contraddistinti da una marcata freschezza alpina.

Tra le figure più rappresentative della nuova generazione di vignaioli della valle c’è anche Manni Nössing, con il suo Hoandlhof a Bressanone, noto per interpretazioni precise ed eleganti di Kerner, Sylvaner e Riesling.

A Bressanone il vino non è solo produzione agricola, dunque, ma parte integrante della cultura locale e della gastronomia. Tra l’altro, una specialità tradizionale è la zuppa di vino bianco della Valle Isarco, piatto raffinato e sorprendente che valorizza i vini del territorio.

Un esempio del forte legame tra vino e gastronomia è il progetto Il Sylvaner e la Val d’Isarco, promosso dall’associazione EisacktalWein e riguarda proprio il Sylvaner, uno dei vitigni più antichi e caratteristici della Valle Isarco, consistendo in una collaborazione con 14 selezionati ristoranti e 17 produttori della Valle Isarco, in cui ogni locale crea un piatto che si abbina in modo particolare al Sylvaner e ne valorizza le caratteristiche. I piatti sono proposti fino a fine giugno nei menu dei ristoranti aderenti, sempre accompagnati da un Sylvaner consigliato in abbinamento.

Attraverso questa iniziativa, il vino diventa un vero ambasciatore della Valle Isarco. Il progetto non serve solo a promuovere una bevanda, ma a comunicare l’identità del territorio, riflettendo il paesaggio dei vigneti terrazzati e la dedizione dei viticoltori locali.

I bianchi della valle si abbinano perfettamente anche a prodotti simbolo della cucina altoatesina come lo Speck Alto Adige IGP, la cui nota sapida e leggermente affumicata trova equilibrio nella freschezza e mineralità dei vini di montagna. In primavera, inoltre, sono l’accompagnamento ideale per i piatti a base di asparagi.

 


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