Cantine e vini 25 Lug 2025 07:39

Identità, terroir e ospitalità a Poderi Luigi Einaudi. Intervista a Matteo Sardagna, discendente del primo presidente della Repubblica

Identità, terroir e ospitalità a Poderi Luigi Einaudi. Intervista a Matteo Sardagna, discendente del primo presidente della Repubblica
Matteo Sardagna Einaudi

DOGLIANI – Nel cuore delle Langhe, i Poderi Luigi Einaudi rappresentano molto più di un’azienda vitivinicola: sono la testimonianza vivente di una storia familiare che attraversa generazioni, un esempio di come tradizione, innovazione e rispetto per il territorio possano convivere in perfetto equilibrio.

Fondata nel 1897 da Luigi Einaudi – economista e primo presidente della Repubblica eletto democraticamente – l’azienda ha costruito negli anni un’identità forte, fatta di vini di eccellenza, di legami profondi con la terra e di una visione sempre rivolta al futuro.

Oggi, sotto la guida di Matteo Sardagna Einaudi, i Poderi sono anche un punto di riferimento per l’enoturismo di qualità: visite in cantina, degustazioni, esperienze su misura e un relais elegante e autentico accolgono ogni anno appassionati e viaggiatori in cerca di autenticità.

Abbiamo parlato con Matteo Sardagna Einaudi di identità, terroir, ospitalità e visione futura di Poderi Luigi Einaudi.

La storia di Poderi Luigi Einaudi è profondamente legata alla figura di suo bisnonno. Che cosa significa per lei portare avanti questo nome oggi?

Credo non diversamente da molte altre aziende che hanno generazioni alle spalle, quello che è importante è continuare ma portando un proprio contributo.

Poderi Luigi Einaudi è un nome che evoca eleganza e sobrietà: come si traducono oggi questi valori in una bottiglia di vino?

Credo che per fortuna continuo ad avere lo stesso approccio e non potrei fare diversamente, eleganza e sobrietà sono ancora il timbro di tutta l’azienda.

I vostri vigneti si estendono su cru storici delle Langhe. Quanto conta oggi il concetto di terroir nel posizionamento del vostro brand?

Il concetto di terroir è tutta l’essenza del mio lavoro, ora credo i 6 cru che abbiamo siano testimonianza di 6 diversi “suoni musicali”.

Il Dolcetto di Dogliani è parte dell’identità dei Poderi. In che modo oggi si può valorizzare questo vitigno a livello internazionale?

Non ci sono ricette purtroppo, bisogna continuare a cercare di renderlo sempre più intrigante e piacevole, rendendolo più elegante e “fresco”.

Dogliani è un crocevia tra cultura, paesaggio e vino. Quanto è importante la relazione con il territorio?

Il concetto di territorio/comunità è molto importante ed io mi sento molto legato, ogni paese ha una sua identità.

C’è un evento, una stagione, un momento dell’anno che consiglia particolarmente a chi vuole vivere l’anima autentica delle Langhe?

Ogni stagione ha la sua bellezza.

Ospitalità e vino sembrano fondersi perfettamente nella vostra proposta. In che modo l’accoglienza diventa parte integrante del racconto del territorio?

Accoglienza e vino sono solo il riflesso del mio modo di essere.

Il vostro Relais è molto più di una semplice struttura ricettiva: che tipo di esperienza desiderate offrire a chi sceglie di soggiornare tra queste colline?

È un luogo dove si è accolti come in una casa di famiglia, chi viene vive un immersione nella storia di una famiglia e di un territorio.

In che modo il Relais dialoga con la cantina e l’attività enoturistica?

La struttura è un tutt’uno dove chi alloggia può godersi l’albergo e la piscina come organizzare una visita con degustazione o anche un pranzo/cena a richiesta.

Quali sono le esperienze enoturistiche che proponete a chi sceglie di visitare Poderi Luigi Einaudi?

Esperienze variegate e su misura per indagare il ventaglio di proposte (attraverso il tour di tutti gli ambienti dei Poderi Einaudi con a seguire la degustazione guidata), con la possibilità di godere anche di accompagnamenti gourmet.

Quanto conta, oggi, offrire percorsi su misura e degustazioni personalizzate per chi arriva in azienda?

Poderi Luigi Einaudi è stata la prima cantina della Dogliani Docg, una decina di anni fa, ad aprire le porte a visite organizzate. Credo che sia il più sincero biglietto da visita di cui vado orgoglioso e in cui ho investito e investo con entusiasmo.

Come immagina Poderi Luigi Einaudi tra dieci o vent’anni? Quali sono le sfide che vuole affrontare e le opportunità che vorrebbe cogliere?

Arriviamo da 10 anni di grandi investimenti in vigna e cantina, penso che i vini saranno sempre più interessanti e credo si possa crescere in reputazione e nuovi mercati. Poi abbiamo progetti nuovi a Barolo per ristrutturare una magnifica cascina a Cannubi, per ospitalità e forse ristorazione. Mario Miranda


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