LA “SELEZIONE” DELLA CONFRATERNITA DEL GRAPPOLO PER UNA VERTICALE DI PEPE CHE LASCIA IL SEGNO
MONTESILVANO – Ieri sera si è tenuta presso una delle sale dell’hotel Promenade di Montesilvano (Pescara) la verticale dei vini di Emidio Pepe organizzata dalla Confraternita del Grappolo che promuove sempre delle grandi degustazioni, condotta magistralmente da Sofia Pepe.
Un viaggio attraverso la storia del Montepulciano d’Abruzzo e le sue evoluzioni, dove Sofia ha fatto immergere con i suoi racconti ed il suo entusiasmo nelle radici del “credo” del papà Emidio, che da sempre produce un vino sincero di gran gusto, fatto allo stesso modo fin dal 1964, anno di nascita della cantina.
Emidio agricoltore e viticoltore lungimirante ha iniziato da subito con l’affinamento in cemento, che oggi per svariate ragioni sta tornando prepotentemente di moda. In cantina sono impegnate ben 3 generazioni, gestione complessa ma allo stesso tempo solida, una famiglia che ci ha creduto ed il tempo le sta dando ragione.
La verticale è partita dal 2017 andando a ritroso fino al 2000, annata dalle eccellenti qualità, di seguito riportiamo l’attenta descrizione degli assaggi da parte dei confratelli.
2017: annata molto calda e siccitosa. Oltre a registrare temperature molto elevate in estate, non c’è stata pioggia a partire da aprile fino alla vendemmia. Il raccolto è diminuito del 40%.
2015: annata molto equilibrata, con pioggia e sole nei momenti giusti. La stagione ha visto temperature nella media e un andamento vegetativo e di maturazione graduale ed esemplare. Il Montepulciano di quest’annata è un vino per cui la famiglia ha deciso di lasciare in invecchiamento più dell’80%.
2013: sole e pioggia allo stesso tempo, bella sanità delle uve, hanno donato Trebbiano e Montepulciano di grande equilibrio.
2010: annata di grandissimo equilibrio.
2002: annata fresca, i vini hanno delle acidità molto elevate che hanno permesso, sia al Trebbiano che al Montepulciano di generare vini eleganti e longevi.
2000: altra annata importante per la famiglia Pepe, più calda della 2001, i tannini più morbidi, un Montepulciano avvolgente. Giancarlo Pierannunzi
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