Cantine e vini 08 Mag 2023 15:33

L’universo Planeta, un viaggio nella Sicilia dei vini dall’Etna a Noto passando per Vittoria

Planeta

CASTIGLIONE DI SICILIA – Il viaggio nella Sicilia dell’universo Planeta, la famiglia che ha scritto la storia dell’enologia dell’isola, parte da Castiglione (Catania) sull’Etna. Subito l’impressione è quella di un’azienda scrupolosa e particolarmente attenta al contesto ambientale nel quale le proprie cantine quasi si mimetizzano. La ristrutturazione conservativa delle antiche masserie sparse nelle varie tenute che l’azienda possiede da est a ovest in tutta la Sicilia, ha mantenuto intatta l’impronta di edifici storici perfettamente integrati col territorio che le circondano, a cui si sono affiancate nuove strutture senza alcuna sbavatura o volgari modernità.

Feudo di mezzo e Sciaranuova, 33 ettari tra i 600 e gli 890 metri di quota da cui si producono circa 200mila bottiglie, sono due insediamenti nel versante nord del vulcano: più a valle, proprio al centro di una colata lavica cinquecentesca, la cantina in pietra nera realizzata undici anni fa per consentire la vinificazione e l’affinamento sul posto, più in quota a 800 metri i piccoli antichi edifici oggi destinati all’accoglienza circondati da vigne terrazzate. La famiglia Planeta l’ha acquisita nel 2006 e la prima vendemmia è del 2009: i vini dell’Etna sono sicuramente i più identitari dell’azienda, inconfondibili con le loro caratteristiche tipiche delle uve cresciute in area vulcanica. Gran parte delle vigne sono a piede franco perché, com’è noto, qui sopra la fillossera arrivò molto più tardi e con effetti mitigati grazie alle caratteristiche del suolo che rendevano la vita più difficile al parassita della vite.

Da diciassette generazioni in agricoltura, Planeta è un’importante famiglia di latifondisti che alla fine del secolo scorso ha concentrato le proprie attenzioni sulla produzione vinicola acquisendo ulteriori tenute che oggi le permettono di essere presente sul mercato con circa 2,5 milioni di bottiglie, oltre venti referenze e tutte le maggiori denominazioni dell’isola. Una produzione limitata rispetto ai circa 370 ettari posseduti tra l’Etna, Sambuca (Agrigento), Menfi (Agrigento), Vittoria (Ragusa), Noto (Siracusa) e Capo Milazzo (Messina) dovuta alle basse rese e al lavoro tutto orientato alla qualità che persegue l’azienda.

E se lo Chardonnay di Planeta – tra le grandi varietà internazionali con cui sono iniziate le prime sperimentazioni in vigna nella tenuta di Ulmo nel 1984 – viene considerato iconico ed è anche il più venduto, sono proprio i vini dell’Etna a restare impressi con la loro mineralità e sapidità. Tra questi, che arrivano sul mercato tutti due anni dopo la vendemmia, un interessante riesling in purezza con il tappo stelvin ed un blend carricante e riesling affinato solo in acciaio. Due espressioni simili ma allo stesso tempo diverse del territorio, spigolosi e dalla forte acidità. Qui tutti i vini parlano di vulcano a partire dell’etichetta: la linea Eruzione 1614, con bianchi e rossi, evoca la più lunga dell’epoca storica che ha trasformato il territorio aggiungendo gran quantità di lava. Il rosso 100 per cento nerello mascalese del 2021 ha un colore scarico e si presenta come un prodotto molto versatile, quasi come un cerasuolo.

Da Castiglione di Sicilia a Dorilli, la tenuta nelle campagne di Acate (Ragusa) che rientra nella denominazione del Cerasuolo di Vittoria, unica Docg dell’isola, ospitalità è la parola d’ordine che Planeta declina in straordinaria e familiare accoglienza. A partire dalla cucina, verace e senza fronzoli ma capace di stupire, erede di una tradizione plurisecolare che si tramanda di generazione in generazione tanto da aver dato vita anche ad un libro di ricette (Sicilia. La cucina di casa Planeta di Elisia Menduni). Indimenticabili il timballo di capellini e le sarde alla beccafico.

Anche nel caso di Dorilli, il grande casale ha subito una ristrutturazione conservativa ed è dotato di cantina, camere e ampie sale oggi riservate all’ospitalità. Con la sua tipica impronta Liberty, l’intera tenuta esprime il fascino di una grande eleganza insieme all’atmosfera inconfondibile delle antiche dimore di campagna. Qui è il colore rosso dei suoli sabbiosi a dare il nome al Cerasuolo, frutto di un microclima particolare tra l’altopiano e il mare dove l’estate le temperature sono molto alte e la piovosità molto bassa. Qui il Frappato, vinificato anche in purezza, insieme al Nero d’Avola dà  vita al Cerasuolo.

Il viaggio si conclude nella tenuta di contrada Buonivini, nel comune di Noto, dove il paesaggio cambia nuovamente e alla vista, tra le colline, appare solo un casaletto rosso mattone: anche qui, la moderna cantina – non a caso definita “invisibile” – si sviluppa sotto terra e solo da un versante se ne scorge una vetrata che lascia intravedere i grandi tini d’acciaio. Questa tenuta, acquisita nel 1998, viene considerata la quintessenza di ciò che Planeta intende per rispetto del paesaggio: sono state ristrutturate le case sparse e piantate, accanto ai carrubi e agli olivi, 7 ettari di mandorleto e 40 di vigneto. Precipitazioni tra le più basse d’Europa e terreni estremamente calcarei danno vita alle due massime espressioni della zona: Nero d’Avola e Moscato bianco. Strepitoso il secondo in versione secca, Allemanda, aromatico al naso, ma secco al palato frutto di una vendemmia della prima metà di agosto che permette di avere grande acidità.

Trentasei ore sono bastate ad una comitiva di selezionati operatori della ristorazione per fare il giro delle tre tenute, accompagnati dal capo area del centro Italia Diego Vicarelli e dal rappresentante commerciale della provincia dell’Aquila Daniele Chiaperotti. (m.sig.)

LE FOTO

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La tenuta di Feudo di Mezzo (Etna)

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La cantina di Feudo di Mezzo (Etna)

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La tenuta di Feudo di Mezzo (Etna)

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La lava pietrificata nella tenuta di Feudo di Mezzo (Etna)

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La lava pietrificata nella tenuta di Feudo di Mezzo (Etna)

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L’antico vigneto piede franco di Feudo di Mezzo (Etna)

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Lo spazio ospitalità della tenuta Sciaranuova (Etna)

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I vini prodotti e degustati a Sciaranuova (Etna)

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La vista dalla tenuta di Sciaranuova (Etna)

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La cantina di Feudo di Mezzo (Etna)

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Una veduta della tenuta Sciaranuova (Etna)

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I vini degustati nella tenuta Sciaranuova (Etna)

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Una delle sale accoglienza nella tenuta Sciaranuova (Etna)

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La tenuta Sciaranuova (Etna)

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La tenuta di Dorilli (Acate)

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La tenuta di Dorilli (Acate)

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Gli spazi dell’accoglienza nella tenuta di Dorilli (Acate)

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La tenuta di Dorilli (Acate)

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La tenuta di Dorilli (Acate)

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La cantina di Dorilli

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Le sarde alla beccafico

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Il timballo di capellini

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I vini prodotti e degustati a Dorilli

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La tenuta di Buonivini (Noto)

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La cantina di Buonivini (Noto)

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La cantina di Buonivini (Noto)

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I vini degustati a Buonivini

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La tenuta di Buonivini (Noto)

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La tenuta di Buonivini (Noto)


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