Cantine e vini 24 Mar 2024 20:30

Un viaggio sensoriale nel mondo del Pinot Nero con i sommelier Fisar Teramo

Un viaggio sensoriale nel mondo del Pinot Nero con i sommelier Fisar Teramo

TERAMO – Il Pinot Nero nel mondo al centro di una degustazione organizzata dai sommelier della Fisar Teramo. Con la guida del professor Antonio Mazzitelli, gli appassionati di vino hanno intrapreso un affascinante viaggio sensoriale attraverso sei differenti tipologie di questo celebre vitigno, tra cui una degustazione alla cieca.

Caratterizzato da un temperamento capriccioso e imprevedibile, il Pinot Nero, considerato uno dei più nobili, versatili e romantici in assoluto tra i vitigni a bacca rossa, sviluppa un legame profondo con il terroir. Se piantato in terreni poco adatti, può produrre vini pallidi e privi di personalità, ma quando trova la sua dimora ideale, si trasforma in uno dei più pregiati vini rossi al mondo.

Le origini del Pinot Nero affondano nella rinomata regione vinicola francese della Borgogna, risalendo all’epoca gallo-romana. Pur essendo presenti sei varianti del Pinot, il Pinot Nero rimane il ceppo originale, con una storia millenaria. La vinificazione può avvenire sia in rosso che in bianco, la caratteristica buccia sottile consente una grande versatilità nella produzione.

Il Pinot Nero è noto per la sua capacità di esprimere appieno il terroir in cui è coltivato, con caratteristiche che variano a seconda se si tratta di un vino del Vecchio Mondo o del Nuovo Mondo. Nonostante le differenze, il Pinot Nero di Borgogna rimane l’espressione più nobile del vitigno, con il suo colore rubino intenso e gli aromi complessi di frutta rossa e spezie.

Nel mondo del vino, esistono convinzioni radicate riguardo alla longevità di questo vino, ma Mazzitelli ha deciso di sfatare questo mito. Contrariamente a quanto si possa pensare, secondo il professore il Pinot Nero spesso raggiunge il suo apice quando è giovane, ma ciò dipende principalmente dal territorio di provenienza.

La Côte d’Or, rinomata per la produzione di Pinot Nero di altissima qualità, presenta variazioni significative lungo i suoi 52 chilometri di estensione. Mazzitelli sottolinea che non tutte le zone hanno le stesse caratteristiche, e pertanto suggerisce approcci diversi nella degustazione.

Per esempio, consiglia di bere i Pinot Nero provenienti dalla parte più alta della regione dopo un adeguato invecchiamento. Al contrario, per ragioni legate al terroir, i Pinot Nero della parte più bassa si esprimono al meglio quando sono giovani. Un suggerimento che evidenzia come le caratteristiche del terreno e del clima possano influenzare significativamente le qualità e le peculiarità del Pinot Nero, sottolineando l’importanza di esplorare la complessità di questo affascinante vitigno in diverse regioni e contesti.

Oltre alla Borgogna, il Pinot Nero è coltivato con successo in varie regioni del Nuovo Mondo, come la Willamette Valley in Oregon e il Marlborough in Nuova Zelanda.

In Italia, due regioni meritano una menzione speciale per la produzione di Pinot Nero: l’Alto Adige e la Lombardia, in particolare l’Oltrepò Pavese. Entrambe le zone vantano una Doc dedicata al Pinot Nero e producono vini caratterizzati da aromi intensi di frutta rossa e spezie. La gran parte del Pinot Nero finisce nella spumantizzazione e vinificato in bianco, sia metodo charmat che metodo classico. C’è anche la vinificazione in purezza in rosato con il metodo classico Cruasè Docg sempre dell’Oltrepò, un grande prodotto.

La maggior parte del Pinot Nero, sia in Italia che in altre parti del mondo, viene utilizzata per la produzione di spumanti. In Champagne, ad esempio, è uno dei principali tra i vitigni consentiti.

Durante l’evento di degustazione al Cavallino Rosso di Castellalto (Teramo), le tipologie di Pinot Nero assaggiate erano volutamente giovani, mostrando la freschezza e la vivacità del vitigno. Tra queste, spiccavano vini provenienti da diverse parti del mondo, come Trentino Alto Adige, Germania, Sud Africa, Oregon e Borgogna.

I vini in degustazione: Trentino Alto Adige, Italia – Widum-Baumann Blauburgunder Bio 2022 Igt Weinberg Dolomiten Rot; Germania – Kreuzberg Pinot Noir Feinherb 2022; Pinot Nero Terre dell’Aquila ‘Diamante Nero’ Igt 2019 – Castelsimoni; Sud Africa – Sounds Of Silence Pinot Noir 2022 Oak Vallev; Oregon, Usa – Keeler Estate Vineyard Pinot Noir 2019; Borgogna Cote D’or, Francia – Marsannay Les Recilles Bio 2021 Domaine Vieux College.

È stata un’esperienza estremamente interessante per gli appassionati del vino scoprire sei diverse interpretazioni dello stesso vitigno. Dalla freschezza di quelle dell’Alto Adige alla “dolcezza” della Germania, dall’espressione abruzzese alle sorprendenti sfumature del Sud Africa, dal carattere distintivo dell’Oregon all’estrema eleganza dei vini francesi.

Questa varietà di profili sensoriali riflette la straordinaria versatilità del Pinot Nero, un vitigno che continua a produrre alcuni tra i vini rossi più rinomati al mondo. La sua storia ricca di fascino e la sua capacità di adattarsi a una vasta gamma di terroir lo confermano come un elemento essenziale nel panorama vinicolo globale.

LE FOTO


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.