Cantine e vini 09 Dic 2024 08:37

Vino Nobile di Montepulciano, dal primo gennaio in commercio la nuova tipologia “Pieve”

Vino Nobile di Montepulciano, dal primo gennaio in commercio la nuova tipologia “Pieve”

MONTEPULCIANO – Dal primo gennaio sarà in commercio la nuova tipologia del Vino Nobile di Montepulciano, “Pieve”, frutto di un progetto di lunga gestazione che ha individuato 12 Unità geografiche aggiuntive (Uga) e prevede rese di massimo 70 quintali per ettaro, 85% di Sangiovese e solo vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice e provenienti da vigneti di almeno 15 anni di vita, tre anni di maturazione (obbligatori 12 mesi in legno e 12 in bottiglia).

Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione Uga, che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda, nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo.

In particolare la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo.

La prima annata in commercio dal primo gennaio prossimo è la 2021 e avrà circa 300 mila bottiglie, mentre già per la 2022 sono oltre 700 mila le bottiglie in cantina (pari a circa il 10% della produzione totale di Vino Nobile di Montepulciano).

“Per noi è il compimento di un percorso che vale più di una nuova tipologia di vino, ma che dimostra come tutta una denominazione possa dare vita in maniera unanime a un percorso condiviso che rappresenta una nuova visione di produzione”, aveva commentato il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Andrea Rossi all’indomani dell’ok definitivo al nuovo disciplinare, nell’agosto 2023. “Una visione supportata dalla ricerca dal punto di vista geologico e pedologico e dall’approfondimento che è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1800. Devo ringraziare per tutto questo i produttori, in primis, che ci hanno creduto fin dall’inizio, poi le associazioni di categoria, la Regione Toscana, il Ministero dell’agricoltura, il Comitato Nazionale Vini e tutti i professionisti che con il loro apporto hanno reso possibile questo risultato”.


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