Ristoranti e insegne 03 Apr 2026 09:55

Da Horto la primavera arriva in tavola coi nuovi menù L’ora etica e Vegetali mon amour

Da Horto la primavera arriva in tavola coi nuovi menù L’ora etica e Vegetali mon amour
Alessandro Pinton e Manuele Garello

MILANO – Dragoncello, glicine, taccole ed erbette. E poi ancora piselli, nespole e agretti. Nepitella, verbena odorosa, gelso, carciofi e fagiolini. Fiori di acacia, fragole e sambuco. Asparagi, verdi, bianchi e rosa.

La natura si risveglia da Horto, ristorante stellato sostenibile guidato dal resident chef Alessandro Pinton con il sous chef Emanuele Garello, in via San Protaso n.5 a Milano, e i classici menu L’Ora etica e Vegetali mon Amour, si vestono con un trionfo di profumi, sapori e colori.

La tavola di Horto vive ne L’Ora Etica, quella filosofia, assolutamente imprescindibile, che impegna l’intera brigata a lavorare con tutto il meglio che si trova di buono e sano a un’ora da Milano, fedele ai quattro punti cardinali: recupero, brace, fermentazione e stagionalità.

Mangiare in primavera da Horto diventa delicatezza che stupisce, abbinamenti che non ti aspetti, voglia di scoprire che non smette, come nei piatti deominati Storione del Parco del Ticino in brodo di rose che si immerge nel profumo; oppure L’uovo all’occhio di bue che non spreca proprio niente e il Risi e bisi che vive con i ricordi di casa dello chef Pinton e di natura.

Si prosegue con Dagli orti di Gea, un connubio di verdure, ortaggi e frutta di stagione, oppure con i Tagliolini, fiori di zucca e agretti si assapora l’evergreen rispetto di Horto per la terra, dalla semina al raccolto. Mentre, Dalla nostra brace trova spazio il pesce del lago d’Iseo, da gustare con tartufo nero, asparagi e salsa al dragoncello; e poi c’è la faraona a stupire con carciofo e lo zabaione salato al profumo di glicine. E, infine, se l’avant-dessert è connubio fra mela cotta ed erborinato, il dessert è quello Freddo, fragola e sambuco.

Preziose scoperte di un piccolo mondo modernamente antico che fanno capolino su tutti i menu di Horto: dalla colazione, con Horto Berakfast Ritual, fra i protagonisti le uova delle galline felici, alla cena; passando dallo speciale nomen omen Cosa c’è per pranzo all’incredibile selezione de Gli Introvabili formaggi, serviti sul classico carrello, senza dimenticare l’Aperitivo.

Si passa, inoltre, all’abbinamento tra wine pairing e pure pairing, dalla Sicilia dei rosati alla Liguria dei bianchi sapidi, dall’eleganza di Nebbiolo e Chiavennasca fino aquella di Sangiovese Riserva. Per i Vegetali una dedica speciale di delicatezza e consistenze: rosso giovane altoatesino, bianco macerato sardo. E poi ancora un Sauvignon per il carciofo, uno Champagne Rosé a sorpresa su tagliolini e altri francesi per gli asparagi. Tutto ciò che chiude in dolcezza lo fa tra Auslese o Sauternes e i grandi passiti fra Italia e Francia. I consigli primaverili sono dati del sommelier Alessandra Veronesi.

Per chi preferisce, invece, abbinamenti non alcolici, il mixologist Daniele Sedicina, propone una selezione di komboucha, fermentati che nascono da erbe, fiori, radici, bacche, agrumi e ortaggi e che viaggiano in piena armonia con i menu.


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