Dall’edilizia all’accoglienza, nel verde alle porte dell’Aquila la famiglia Scimia porta avanti un progetto che unisce passato e presente
L’AQUILA – C’è una memoria capace di ricomporre i frammenti del passato per disegnare le forme del presente anche nell’imprenditoria. Sembra filosofia, invece è la storia della famiglia aquilana Scimia, conosciuta per l’impresa edile e che ha anche due attività ricettive poco distanti dal capoluogo abruzzese, tra cui l’hotel ristorante “La Valle dell’Aquila” a Ocre (L’Aquila).
La storia inizia con l’impresa di famiglia, fondata nel 1966, gestita oggi da Vincenzino Scimia affiancato da suo figlio Maurizio, che rappresenta la terza generazione alla guida dell’azienda.
Un lavoro, il loro, fatto di presenza sul territorio, di capacità di trasformare le cose senza snaturarle e in cui conservano ancora i valori tramandati dal fondatore, Ennio, nonno di Maurizio.

Il progetto di aprire un ristorante e un hotel non è una deviazione rispetto all’azienda edilizia ma un’estensione, complice anche la specializzazione in consolidamenti e restauri monumentali. Una predisposizione che traduce le competenze tecniche e la sensibilità per i luoghi in ospitalità concreta e radicata.
“L’idea di un’attività ricettiva nasce da mio padre, per dare a me e a mia sorella un’alternativa al lavoro nell’impresa edile – racconta Maurizio Scimia – . Abbiamo perciò acquistato un antico casale di campagna, lo abbiamo ristrutturato, aperto nel 2015, per poi ricominciare, dopo varie vicissitudini e le chiusure dovute al Covid-19, in maniera più continuativa nel 2023”.
La struttura de “La Valle dell’Aquila”, in via Fura n. 25, sulla strada che collega Civita di Bagno a Monticchio, a pochi chilometri dalla città e da molti siti d’interesse turistico e culturale, è stata oggetto di un attento recupero da parte della famiglia Scimia, che ha seguito tutte le fasi di ristrutturazione.

All’esterno del casale, a cui si accede con una lunga e caratteristica strada in basoli, sono stati inseriti materiali lapidei decorativi sulle facciate, mentre gli interni sono stati decorati e stuccati con colori caldi e accoglienti, e l’arredo riflette e valorizza le tradizioni e il territorio.
È un luogo dove il tempo rallenta, adatto per un soggiorno tranquillo, ma ciò che rende “La Valle dell’Aquila” un posto ideale anche per festeggiare un’occasione speciale è il suo essere immersa nel verde, in un’area di circa 50 mila metri quadrati di terreno, con un ampio parcheggio.

“L’albergo è dotato di 24 camere, tutte ristrutturate e accoglienti, con delle decorazioni pittoriche sulle pareti e sul soffitto. Il ristorante ha una grande sala con a disposizione fino a 100 coperti, ma è modulabile in base alle esigenze dell’evento ed è anch’esso arricchito da pitture parietali, fatte dai nostri collaboratori che si occupano specificamente di questo. Naturalmente l’area verde che circonda la struttura è un plus ed è molto utilizzata in primavera e in estate per i banchetti e le cerimonie che ospitiamo”, specifica Scimia.
Maurizio si divide tra l’impresa edile e la gestione della struttura di Ocre per l’ambito ristorativo, mentre sua sorella, Milena, si occupa della parte alberghiera. Il 34enne aquilano si occupa anche di un’altra struttura turistica di famiglia, l’hotel “La Valle del Gran Sasso”, ad Assergi, vicinissimo agli impianti sciistici di Campo Imperatore, che prende il nome dal massiccio abruzzese mantenendo, però, nel nome anche “la valle”, che è diventato il marchio dell’azienda nel settore ricettivo.

“Abbiamo deciso di acquistare questa struttura alberghiera nel 2022: è stata demolita quella esistente e ricostruita da zero con un progetto mirato a mantenere lo spirito del posto, senza forzature, integrandola nel paesaggio e nel contesto territoriale. Nelle stanze, inoltre, ci sono delle decorazioni pittoriche che richiamano le nostre origini come, ad esempio, quelle che riproducono i motivi delle coperte abruzzesi”.
“La Valle dell’Aquila”, come si è detto, ha anche un ampio ristorante dove l’offerta rispecchia l’idea della famiglia Scimia del restare il più possibile fedeli alle tradizioni gastronomiche per “raccontare il territorio, rievocare gusti del passato e valorizzare i prodotti e i produttori locali. A partire dallo zafferano, che è una delle nostre eccellenze, proponiamo anche porcini, tartufo, carni selezionate locali, e gli immancabili salumi e formaggi che hanno una lunga storia a L’Aquila”, spiega Scimia.

Oltre a una passione personale per il buon cibo e per gli eventi, la propensione del giovane imprenditore verso l’ambito ricettivo viene da lontano: suo nonno, infatti, negli anni ’70 ha rilevato una struttura a Civita di Bagno (L’Aquila) che ha poi convertito in un piccolo alimentari. In seguito, poi, l’attività è stata trasformata in un bar con annessa tabaccheria, ed è stata mantenuta per diversi anni parallelamente all’impresa edile.
Ecco, così, che i pezzi del puzzle si incastrano anche se apparentemente distanti, e creano un’immagine completa, soprattutto se si considera quella memoria che vive e cresce dentro ognuno di noi e che, a volte, si realizza anche dopo anni e più generazioni.
“Sono sempre stato una persona espansiva e coniugare il mio carattere con la parte lavorativa è un grande piacere, ma la mia soddisfazione più grande è vedere il cliente felice del servizio e dell’offerta che proponiamo sia nel nostro ristorante che negli hotel”, conclude Scimia.
Il ristorante “La Valle dell’Aquila” è aperto dal lunedì al sabato a cena e su prenotazione per gli eventi, mentre l’albergo è sempre aperto. Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile visitare il sito internet www.valleaquila.it o contattare telefonicamente i numeri 0862-751385 e 349-0830557 (anche tramite whatsapp).

pubbliredazionale
Sostieni Virtù Quotidiane
Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.
