Ristoranti e insegne 03 Mar 2026 12:30

Ellington Club a Roma: un teatro dal fascino vintage che lega l’esperienza gastronomica allo spettacolo

Ellington Club a Roma: un teatro dal fascino vintage che lega l’esperienza gastronomica allo spettacolo

ROMA – Ellington Club nasce come un viaggio nel tempo tra eleganza d’altri tempi e contemporaneità urbana. Aperto nell’ottobre del 2019, il club si ispira ai supper club americani e ai bistrot parigini, dove lo spettacolo non è un evento a parte, ma il cuore della serata dove il pubblico prende posto a tavoli e sedie, come in un club, vivendo l’esperienza in modo intimo e ravvicinato.

Un locale che nel tempo ha ospitato registi del calibro di Wes Anderson e Roman Coppola e dall’attore Bill Murray, attratti dal fascino dell’Ellington Club.

Il locale e la storia

Situato in Via Anassimandro n.15, tra i quartieri Pigneto e Tor Pignattara, conta uno spazio di 250 mq complessivi che ospita una sala da 140 persone e un palco di 35 mq, progettato per valorizzare musica dal vivo, performance e luci teatrali.

Due postazioni mixology e un bar internazionale completano l’ambiente, pensato per accogliere lo spettatore con la cura e il comfort di un teatro, ma con la convivialità di un locale. Il tutto è incastonato in una traversa di Via Casilina, in un quartiere popolare e creativo, dove Ellington Club sorprende proprio per la sua estetica raffinata e inattesa.

Il nome è un omaggio a Duke Ellington, leggendario compositore e direttore d’orchestra, anima del Cotton Club di Harlem negli anni ‘20. Una scelta che richiama un’idea di classe non ostentata e curiosa, capace di attrarre un pubblico trasversale, lontano dai salotti dell’alta borghesia ma attento allo stile, alla musica e alla qualità dell’esperienza.

La programmazione degli spettacoli

Ellington Club è prima di tutto un luogo di spettacolo dal vivo. La programmazione varia ed è in continua evoluzione, spazia dal burlesque al cabaret, dalla musica live ai format ispirati all’immaginario televisivo e musicale italiano degli anni ’60, con omaggi a icone come Mina, Ornella Vanoni e Raffaella Carrà.

Luci, costumi, paillettes e atmosfere retrò costruiscono un intrattenimento brillante, sensuale e mai volgare, capace di coinvolgere lo spettatore non solo come osservatore, ma come parte integrante della scena.

Il dress code elegante non è obbligatorio, ma suggerito: un invito gentile a entrare nel gioco, a vestirsi e porsi in sintonia con l’atmosfera del luogo. A spettacolo concluso, la rigidità teatrale si scioglie e la musica prosegue con il pubblico che balla e socializza. Ellington Club diventa così uno spazio di incontro, complicità e condivisione, lontano da telefoni e distrazioni, dove l’esperienza è vissuta a pieno.

L’offerta a tavola

All’Ellington Club la cena è parte integrante dello spettacolo. La formula prevede cena e biglietto a 35 euro (bevande escluse), con un menu di tre portate, primo o secondo, contorno e dolce, pensato per accompagnare la serata senza interromperne il ritmo.

La cucina, diretta dagli chef Samuele e Marco Pellegrini, si ispira alla tradizione italiana, reinterpretata in chiave internazionale con proposte eclettiche, accessibili e curate.

Un esempio della loro idea di cucina si riscontra, tra gli antipasti il “Roman Holiday”, un carciofo alla romana, fonduta di pecorino e chips di patate viola e i “Ravioli Swing Burrata” (Ravioli fatti a mano ripieni di Burrata di Andria Igp su salsa ai tre pomodori italiani. Tra i secondi le “Bombette Soul” (Involtini di capocollo nero di Nebrodi, Caciocavallo e pancetta artigianale) rappresentano a pieno l’anima del locale.

Il beverage completa l’esperienza con una selezione di vini che spazia tra etichette naturali e tradizionali, affiancata da una cocktail list che unisce grandi classici internazionali a drink originali ispirati agli spettacoli. Bere e mangiare, all’Ellington Club, non è un semplice accompagnamento, ma un atto scenico che dialoga con la musica, le luci e il palco. Tra i più amati il “Casella’s Classic”, un cocktail a base di Vodka Ketel One al caffè, Cointreau, sciroppo di zucchero, velluto di cacao e arancia e l’”Ellington Martini”, a base di Tequila Espolon, Vermouth dry, liquore alla ciliegia.

I volti dell’Ellington

Alessandro Casella

Ellington Club nasce dal percorso artistico e umano di Alessandro Casella e Vera Dragone, due figure che da anni condividono palco, visione e linguaggio dello spettacolo dal vivo. Alessandro, creatore del burlesque show italiano, dj, collezionista di vinili e consulente musicale, ha maturato la sua esperienza attraversando alcuni dei luoghi più significativi dello spettacolo romano.

Dal Micca Club, dove è stato tra i primi a introdurre il burlesque all’interno dei club, fino allo storico Salone Margherita, teatro ispirato al café chantant parigino, in cui cena e spettacolo convivono fin dalle origini.

Vera Dragone, attrice e cantante tra teatro e televisione, ha conosciuto Alessandro proprio al Micca Club nel 2012. Da quel momento il loro rapporto personale e professionale si è sviluppato senza interruzioni, tra produzioni, spettacoli e collaborazioni che li hanno portati a lavorare in diversi contesti, dal Club Époque al Salone Margherita, e in numerosi progetti live.

Il progetto Ellington Club è la sintesi naturale delle loro esperienze: un luogo che unisce musica, performance e accoglienza, riflettendo anche il mondo musicale di Alessandro, presente nel club attraverso il jukebox e la selezione di vinili personali.

Il suo percorso lo ha portato, inoltre, a collaborare con Roman Coppola e a partecipare a progetti internazionali, tra cui un cortometraggio diretto da Wes Anderson girato a Cinecittà. Non a caso, il giorno successivo all’apertura dell’Ellington Club, Bill Murray e Wes Anderson, ospiti del Festival del Cinema di Roma, hanno scelto il locale, attratti dall’atmosfera e dallo spirito del luogo.


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