Eventi, fiere ed appuntamenti 24 Set 2026 16:54

Cinquanta cantine dell’Etna a New York per una degustazione con Wine Enthusiast

Cinquanta cantine dell’Etna a New York per una degustazione con Wine Enthusiast

NEW YORK – Non una semplice degustazione, ma la rappresentazione compatta di una denominazione che sceglie uno dei mercati più importanti del mondo per presentarsi con una forza collettiva mai espressa prima dal vino siciliano di qualità. Martedì prossimo, 29 settembre, negli spazi di Tarallucci e Vino Events, 873 Broadway, nel cuore di Manhattan, il Consorzio di Tutela Vini Etna Doc porta a New York “Experience Etna: a tasting of wines from Europe’s Largest Volcano”, evento progettato e realizzato insieme a Wine Enthusiast, una delle testate di riferimento del panorama enologico americano.

Il dato che misura immediatamente la portata dell’iniziativa è quello della partecipazione: 50 aziende dell’Etna Doc riunite nello stesso appuntamento, con 202 vini presenti nei banchi di degustazione e una batteria capace di restituire con una profondità mai raggiunta prima la pluralità produttiva della denominazione. Il file operativo dell’evento contabilizza infatti 128 vini ai tavoli dei produttori e 74 al tavolo del Consorzio, ai quali si affiancano le due masterclass con 14 etichette selezionate, sette bianchi e sette rossi.

La Doc, prima denominazione riconosciuta in Sicilia nel 1968, conta oggi oltre 200 produttori associati e circa 1.461 ettari rivendicati nel 2025, all’interno di un sistema che ha trasformato la propria complessità in una delle principali forze competitive.

A rendere ancora più evidente l’interesse suscitato dall’iniziativa è la risposta del pubblico professionale: tutti i posti disponibili sono stati esauriti in meno di 24 ore dall’apertura delle iscrizioni. Sono attesi oltre 300 partecipanti, il massimo consentito dalla struttura, con una platea composta da giornalisti, buyer, manager della ristorazione, sommelier, operatori del settore e winelover. Non soltanto quindi una vetrina, ma un vero momento di incontro tra la denominazione e alcuni dei principali interlocutori capaci di orientare conoscenza, consumo, posizionamento e distribuzione sul mercato americano.

“È la prima volta che il vino siciliano di qualità riesce a presentarsi all’estero con una iniziativa di questa dimensione, così fortemente identitaria e con una partecipazione tanto ampia delle aziende della denominazione”, sottolinea Francesco Cambria, presidente del Consorzio di Tutela Vini Etna Doc. “A New York non portiamo soltanto cinquanta produttori e i loro vini: portiamo l’Etna Doc come sistema, con la sua storia, i suoi vitigni, le sue contrade, le differenti esposizioni e altitudini e soprattutto con la capacità dei produttori di riconoscersi in un’identità comune. È un passaggio importante perché mostra quanto la denominazione sia cresciuta nella consapevolezza del proprio valore e nella capacità di rappresentarsi unitariamente sui grandi mercati internazionali”.

La scelta degli Stati Uniti non è casuale. Il mercato americano rappresenta il principale sbocco internazionale della denominazione e assorbe circa un quarto delle bottiglie etnee destinate al mercato, con una domanda trainata da importatori specializzati e consumatori particolarmente attenti ai vini identitari e di alta gamma. La partnership con Wine Enthusiast assume quindi un significato che supera la semplice collaborazione organizzativa: consente alla Doc Etna di dialogare direttamente con una comunità professionale e mediatica americana altamente qualificata e di presentare il vulcano attraverso una lettura unitaria, contemporanea e riconoscibile.

Ma la proiezione internazionale è soltanto una parte del percorso. La crescita dell’Etna Doc viene infatti accompagnata da una strategia che mette al centro la tutela dell’ecosistema vitivinicolo, la biodiversità, il paesaggio agrario e la capacità di conservare un equilibrio produttivo irripetibile. Le contrade, i terrazzamenti in pietra lavica, le vigne ad alberello, i vigneti storici e la ricchezza dei vitigni autoctoni costituiscono un patrimonio che va oltre il valore enologico della bottiglia. Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarratto sono parte di una biodiversità che il Consorzio considera un asset culturale e competitivo, capace di legare in modo inscindibile vino, paesaggio, comunità e habitat.

In questa direzione si inserisce anche il percorso di sostenibilità territoriale avviato dal Consorzio, con l’obiettivo di arrivare alle certificazioni Equalitas e Viva coinvolgendo oltre il 60% della superficie vitata della Doc, insieme ai progetti di ricerca dedicati al recupero di antiche varietà autoctone e allo sviluppo di modelli produttivi capaci di rispondere ai cambiamenti climatici. La promozione internazionale diventa così parte di una strategia più ampia: valorizzare il vino senza separarlo dall’ambiente naturale e umano che lo genera.

Il programma della giornata newyorkese affianca alla grande degustazione due masterclass dedicate ai bianchi e ai rossi. Quattordici i vini protagonisti, sette per ciascuna sessione, selezionati per offrire una lettura approfondita delle diverse espressioni dell’Etna Doc.

“Abbiamo voluto costruire un evento che consentisse agli operatori americani di cogliere l’Etna nella sua interezza e, nello stesso tempo, di approfondirne le differenze”, spiega il direttore del Consorzio Maurizio Lunetta. “Una presenza così numerosa di aziende, oltre duecento vini in degustazione e una selezione così articolata nelle masterclass permettono di comprendere che la forza dell’Etna Doc sta nella capacità di esprimere molte sfumature mantenendo una identità chiarissima. Ma il nostro lavoro non si esaurisce nel posizionamento commerciale: la crescita della denominazione deve procedere insieme alla tutela della biodiversità, del paesaggio, delle vigne storiche e dell’habitat etneo, rafforzando processi di sostenibilità capaci di preservare nel tempo ciò che rende questi vini unici. È un lavoro di conoscenza, tutela e valorizzazione che deve accompagnare la presenza dell’Etna sui mercati internazionali”.

New York diventa così la vetrina di un passaggio ulteriore: dall’affermazione internazionale dei singoli produttori alla capacità dell’Etna Doc di muoversi come soggetto collettivo. Una denominazione che fa sistema senza cancellare le differenze, trasformando la complessità del vulcano in valore e legando la crescita sui mercati alla responsabilità di custodire un patrimonio agricolo, ambientale e culturale che appartiene all’Etna e alla Sicilia.


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