Eventi, fiere ed appuntamenti 15 Lug 2025 08:46

“I pani custodi e raffermi incontrano i vini d’Abruzzo” a Scurcola Marsicana

“I pani custodi e raffermi incontrano i vini d’Abruzzo” a Scurcola Marsicana

SCURCOLA MARSICANA – Un vero e proprio viaggio nel “gusto del tempo”, in cui i pani proposti, anche a giorni e giorni dalla loro cottura, panificati con Solina, con mescola dello stesso Solina, Ruscia, Saragolla, Senatore Cappelli, con il Miscuglio Ceccarelli, magari saporati con erbe dai montuosi sapori e diversi altri gustosi trasformati, entreranno in ‘relazione palatale’ con quei vini d’Abruzzo che a partire dalla fine degli anni ’70 sono progressivamente entrati nei consumi quotidiani del territorio marsicano. I cosiddetti vini della memoria, proposti in annate rare e preziose, che i produttori hanno messo a disposizione dalle loro riserve private.

È “Pà e vino. I pani custodi e refatti (Pani di grani antichi d’Abruzzo – anche raffermi) incontrano i vini d’abruzzo”, in programma giovedì prossimo, 17 luglio alle 18,30, a La Città Biodiversa in Corso Vittorio Emanuele III, n. 11 a Scurcola Marsicana (L’Aquila).

Ideata dal cuoco custode Mario Iacomini, promossa da La Città Biodiversa, ed organizzata da Osteria Futuro, in collaborazione con l’associazione culturale Tempi Moderni e con l’Istituto di ricerca MondiVivo, l’iniziativa è innanzitutto il risultato dell’incontro tra la trentennale ricerca sui pani custodi e refatti-raffermi articolata dallo stesso Iacomini, dal 2016 magistralmente interpretata da Giuseppe Verrecchia (responsabile processi di panificazione dell’organismo ristorativo marsicano), e la cultura enologica abruzzese, in questa occasione ragionata dal critico enologico e animatore culturale Franco Santini, che, in rapporto dialogante con lo stesso cuoco custode, ha selezionato quei vini che potessero sostenere la complessità anche dei “sapori refatti cucinati dal tempo”.

Ad approfondire tutti i temi posti dalla manifestazione, e a tracciare quindi possibili percorsi di interpretazione dell’esperienza “gustaia”, oltre a Iacomini, Verrecchia e Santini, un partèrre di giornalisti, di studiosi, di ricercatori, e di addetti ai lavori, estremamente qualificato e significativo.

Animeranno un confronto tra diverse intenzioni e nella forma della libera conversazione Ernesto Di Renzo (antropologo della Terza Università di Roma); Vincenzo Scivetti (docente e critico enogastronomico); Giuseppe Gentile (Regional Category Manager Wine Partesa Nordest Adriatico); Massimo Di Cintio (giornalista e coordinatore regionale Guida Osterie d’Italia Slow Food); Andrea De Palma (docente e consulente nel mondo della ristorazione); Aldo Corsetti (Università di Teramo); Umberto Buccicatino (viticoltore); Nestore Bosco (viticoltore); Gianluca Di Benedetto (per cantina Marramiero), Francesco Scipioni (fotografo). Ad introdurre l’evento il saluto di Vincenzo Nuccetelli (agrocustode).

“L’iniziativa, tra le altre cose, intende riflettere sui valori e sui significati del pane innanzitutto, e su quelli dell’incontro tra questo stesso e il vino”, dice Iacomini. “Valori e significati che trascendono dalla semplice funzione nutritiva divenendo simbolico-culturali. Il pane e il vino oltre ad essere ‘sostantivi pe[n]santi’, sono infatti ‘materie simboliche’ relative alla festa e al rito in generale, alla resistenza… Ed intorno ad essi, anche in forma congiunta, dalla notte dei tempi, si strutturano numerosi momenti ritualistico-cerimoniali. Sono però e soprattutto gli alimenti base di quella cultura – contadina – che rappresenta il mondo dei nostri padri. ‘Pa’ e Vivo…’, sarà allora un viaggio lungo i respiri del senso…delle cose, delle realtà. In questo direzione di ragionamento i ‘Pani Custodi’, anche nella ‘Forma Refatta’, raccontano, più di altri segni, il valore di una società il grado resistere alle molteplici avversità vissute e di ragionare futuro nel rispetto e delle risorse a disposizione e della salute umana, in un tempo in cui i vini giungevano infine a fluidificare i pensieri e a coprire il restante spazio di nutrimenti necessari. Un viaggio quindi ne ‘Le Ragioni delle Memoria’ e ne ‘Le Biodiversità’, gli altri due concetti che da sempre, oltre ‘Il Gusto del Tempo’, guidano la nostra ricerca. Tra gli obiettivi, infine, riteniamo primario contribuire al recupero dei ‘Pani [e Vini] Biodiversi’ all’interno di consumi della nostra contemporaneità…, per essere finalmente in tutti i sensi sostenibili, soprattutto dal punto di vista Culturale. E che la Santa Identità ci protegga”.


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