Itinerari Ospitalità Ristoranti e insegne 28 Ago 2026 16:33

Destagionalizzazione e reddito certo, lungo il Cammino del Gran Sasso uno storico albergo-ristorante ci è riuscito grazie al turismo lento

Destagionalizzazione e reddito certo, lungo il Cammino del Gran Sasso uno storico albergo-ristorante ci è riuscito grazie al turismo lento
Alessandra Gallucci

BARISCIANO – “Camminando, camminando, al di là del mare, cime da scalare” dice una canzone. Camminare per conoscere posti nuovi, per il proprio benessere mentale ed emotivo, per un’esperienza nuova a stretto contatto con la natura, per migliorare la propria forma fisica, per incontrare persone diverse.

I cammini sono diventati negli ultimi anni uno dei segmenti di maggiore crescita del cosiddetto “turismo lento”, un fenomeno in costante aumento rispetto agli altri settori dell’accoglienza, che rappresenta uno strumento importante per la valorizzazione delle aree interne e di luoghi fuori dalla portata del turismo di massa.

In Italia, negli ultimi dieci anni, il fenomeno ha conosciuto una crescita costante, tale da portare alla nascita dei “Circuiti dei Cammini”, reti di itinerari culturali, storici, religiosi e naturalistici strutturati pensati per essere percorsi a piedi o in bici. Secondo il dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di Mezzo Editore, nel 2025 sono stati oltre 300mila i camminatori censiti lungo gli itinerari italiani, con un incremento superiore al 56% rispetto all’anno precedente.

Anche l’Abruzzo, grazie alla ricchezza del suo patrimonio naturalistico, storico e culturale, è diventato una meta sempre più ricercata dagli appassionati del trekking e del turismo esperienziale. Sono oltre venti i cammini ufficiali presenti nella regione, percorsi che attraversano parchi nazionali, borghi medievali, altopiani e montagne, offrendo un modo diverso di conoscere il territorio.

Tra questi c’è il Cammino del Gran Sasso, un itinerario ad anello lungo 61 chilometri, suddiviso in cinque tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino, da Campo Imperatore a Rocca Calascio, passando per Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano, in provincia dell’Aquila.

Il Cammino del Gran Sasso è nato dalla volontà condivisa di un gruppo di operatori turistici e guide che hanno deciso di unirsi per raccontare il territorio in modo diverso, attraverso un’esperienza di viaggio lenta e immersiva.

Tra i soci fondatori dell’associazione c’è l’Albergo Ristorante Monte Selva di Barisciano, struttura storica della zona nata come albergo Aci negli anni ’50 del secolo scorso e dal 2000 gestita da Alessandra Gallucci, che anche con il suo ristorante porta avanti con tenacia e dedizione le tradizioni culinarie locali.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di creare il Cammino del Gran Sasso, con grande fiducia nei colleghi con i quali abbiamo intrapreso questa strada” racconta Alessandra, “convinti che fosse necessario trovare un modo per far conoscere il nostro magnifico territorio e poter destagionalizzare l’attività che portiamo avanti quotidianamente con tanta fatica e impegno. Per noi era fondamentale che operatori e dipendenti avessero un lavoro costante e un reddito sicuro. Le aspettative si sono dimostrate una scelta giusta che sta diventando un volano per tutto il territorio”.

La conferma di questa affermazione si trova nei numeri presenti nella ricerca condotta dalle Università di L’Aquila e Perugia e presentata lo scorso aprile nel capoluogo abruzzese: nel 2025 il Cammino del Gran Sasso ha registrato 21.472 presenze, contro le 15.480 del 2024, con un incremento complessivo del 116% nel triennio 2023-2025. I dati testimoniano la crescita di un percorso che si sta consolidando come prodotto turistico e che genera ricadute anche sulle attività e sulle comunità attraversate.

“Grazie all’impegno economico e materiale dei soci fondatori, il progetto è decollato, trasformandosi in un prodotto turistico affidabile e un vero e proprio brand riconosciuto, attrattivo ma soprattutto capace di generare valore reale per le comunità attraversate. I benefici hanno coinvolto non solo gli operatori dell’organizzazione, ma anche molte realtà esterne”, afferma la titolare del Monte Selva.

“In questi anni c’è stato un notevole aumento di partecipazione al Cammino – continua – ed è evidente anche il processo di destagionalizzazione a cui fin dall’inizio abbiamo messo attenzione: già ad aprile di quest’anno sono arrivate le prime richieste di alloggio da parte dei camminatori”.

Per chi percorre il Cammino, l’Albergo-Ristorante Monte Selva rappresenta un punto di riferimento al termine della quarta tappa, quella che da Santo Stefano di Sessanio conduce a Barisciano attraversando antichi tratturi, boschi e panorami aperti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La struttura è, infatti, consigliata per il pernottamento prima di affrontare la quinta e ultima tappa, che conduce a Fonte Cerreto, luogo di partenza della funivia del Gran Sasso.

L’albergo dispone di nove camere, tra matrimoniali, triple e familiari, tutte provviste di bagno privato e Wi-Fi. La struttura mette a disposizione anche un deposito biciclette, accoglienza per animali, parcheggio e lavanderia su richiesta. All’interno si trova il ristorante, punto di riferimento per la cucina tradizionale locale, tra cui spicca il baccalà, piatto tipico della cucina aquilana.

Ai viaggiatori che arrivano nella struttura dopo una giornata trascorsa sui sentieri viene riservata una particolare attenzione, assecondando le necessità diverse rispetto a quelle dedicate al turista più tradizionale.

“Per i camminatori serve un’accoglienza più attenta oltre al pernottamento, una buona colazione, pranzo e cena a prezzi contenuti e alle tipicità del Monte Selva – racconta Gallucci -. Per questo offriamo una maggiore assistenza che va dal recupero fisico del viaggiatore affaticato o infortunato al supporto ‘infermieristico’ di base per le necessità più comuni: antinfiammatori, garze, bende, disinfettanti, cerotti e simili, ma anche piccole attenzioni come il vecchio rimedio della nonna per un suffumigio o un pediluvio. A questo si aggiunge la gestione rapida dei transfer richiesti all’ultimo momento per le più varie necessità e, quando serve, una colazione anticipata o un pasto alternativo. Tutti interventi semplici ma fondamentali per chi affronta il Cammino e ha bisogno di un punto di riferimento affidabile”.

Monte Selva, però, non è legato esclusivamente a chi sceglie di percorrere il Cammino, ma l’albergo e il ristorante sono aperti anche a chi vuole soggiornare nella zona e scoprire autonomamente le numerose attrattive dell’Abruzzo interno.

Fermarsi qualche giorno nella struttura dà la possibilità di visitare, oltre ai numerosi borghi attraversati dall’itinerario, anche altre bellezze della zona, dalla vicina area archeologica di Peltuinum, fino a Bominaco, con la sua “Cappella Sistina d’Abruzzo”, dal borgo medievale di Caporciano, fino a quello di Navelli e la sua celebre piana dove si coltiva lo Zafferano dell’Aquila Dop.

Per percorrere il Cammino del Gran Sasso, come specifica la stessa Gallucci, “si consigliano i mesi da maggio a giugno e da settembre a novembre, che sono di sicuro i mesi più freschi. È sconsigliato mettersi in cammino tra novembre e maggio per la presenza di neve che ne limita la percorribilità, mentre luglio e agosto sono mesi più adatti ai camminatori abituati a resistere al caldo e ai colpi di sole”.

Con il Cammino, il Gran Sasso non è più soltanto una montagna da attraversare, ma il trekking si trasforma in un viaggio fatto di incontri, paesaggi e comunità diventando un’esperienza dove ogni tappa racconta una parte dell’identità abruzzese.

Percorrerlo, infatti, significa anche conoscere ciò che si trova accanto al sentiero: aziende agricole, guide e attività del territorio, produzioni locali e tradizioni. E per gli operatori del settore turistico ricettivo e ristorativo, questo tipo di approccio rappresenta un’opportunità concreta per tenere viva l’economia locale.

In quest’ottica anche l’albergo ristorante Monte Selva diventa parte dell’esperienza: non soltanto un luogo in cui fermarsi dopo una giornata di cammino, ma una porta d’ingresso a Barisciano e a un territorio che si racconta e si fa conoscere attraverso il turismo lento.

“Abbiamo creduto in una bellissima idea che maturava da anni e, con ostinazione, con grande impegno personale ed economico, l’abbiamo realizzata. Oggi siamo ripagati dall’arrivo di camminatori di ogni età, italiani e stranieri, attratti dal Gran Sasso per motivi diversi: natura, sport, ricerca personale, gastronomia e siamo davvero soddisfatti della scelta fatta che indubbiamente sta portando alla valorizzazione delle bellezze che il territorio offre”, conclude Gallucci.

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