Vinitaly 2023 05 Apr 2023 09:33

CITRA AL VINITALY CON BAG IN BOX PREMIATO DALLA PACKAGING COMPETITION E L’ETICHETTA CELEBRATIVA DEI 50 ANNI

VERONA – “Il vino bag in box non è un vino di serie B, soprattutto nei mercati scandinavi sta vivendo un periodo di crescita importante ma anche in Italia dove si usa sempre più non solo per vino generico ma anche a denominazione. E poi viene curato ogni aspetto, a partire da quello estetico” dice Giuseppe Colantonio, responsabile Marketing di Citra Vini dopo la conquista del premio speciale “Tecnologia e innovazione” assegnato nell’ambito della Vinitaly Design International Packaging Competition proprio al Terre di Chieti Igt Pecorino 2021–Bag in box.

“Questo progetto”, sottolinea poi Colantonio, “è sostenibile a 360 gradi da un punto di vista di impatto ambientale, considerando peraltro che questa confezione è di un formato nuovo da 2,5 litri e non il canonico cinque litri e di conseguenza ha una maneggevolezza migliore e permette al vino di essere preservato nel tempo perché non subisce processi di ossidazione”.

Un altro premio Citra se l’è aggiudicato per l’etichetta speciale celebrativa dei cinquant’anni, il Trebbiano d’Abruzzo Doc 2021 “Laus Vitae”: “È il gioiello di casa Citra”, osserva, “un’edizione numerata di sole 2.500 bottiglie frutto del lavoro di zonazione dei terreni e viticoltura di precisione realizzato con la guida del professor Attilio Scienza ed enologicamente curato dal nostro consulente enologo Riccardo Cotarella. Rappresenta il meglio della produzione dei 3mila soci vignaioli”.

Il nome si ispira anche all’omonimo poema di Gabriele D’Annunzio, “in cui esplica il concetto di panismo, il rapporto uomo-natura e noi abbiamo scelto di riportare in etichetta un oggetto materico, un pennino dorato come poteva essere quello con cui il Vate scriveva le sue poesie e in vedo non vedo sono stati riportati i versi che meglio descrivono quello che è lo spirito che anima ogni viticoltore nel suo lavoro”.

“Il valore aggiunto di Citra è quello di avere un’estensione molto ampia dei vigneti”, rileva l’enologa Ludovica Crugnale, “che ci permette di avere tanti microclimi in modo da accontentare sempre il consumatore”.

“Il lavoro in vigna e quello in cantina sono importanti allo stesso modo”, aggiunge l’enologo Davide Dias, “perché se non siamo attenti coi nostri viticoltori che ogni mattina vanno in campo non riusciremo a ottenere ottimi vini, oggi i nostri processi di ricerca ci permettono di ottenere ottimi vini perché abbiamo un’ottima materia prima. Senza poi trascurare il processo di vinificazione che è fondamentale”.

pubbliredazionale

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